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2 giugno 2011

Vittoria con record per Giuliano Cavallo al Trail del Monte Soglio


Era il grande protagonista e non ha deluso le attese. Giuliano Cavallo ha vinto il “The North Face Trail del Monte Soglio” con il miglior tempo di sempre: 6h04’21’’, abbassando il suo precedente record di circa 17’. In una gara corsa prevalentemente sugli sterrati e i sentieri delle Vallate dell’Alto Canavese, l’atleta del Team Salomon ha confermato ancora una volta i suoi grandi progressi mostrati in brillantezza quest’anno. Dopo i successi all’Ultrabericus Trail e al Trail dei Gorrei, domenica Giuliano si è imposto anche al Trail del Monte Soglio, precedendo un altro atleta di tutto rispetto come Daniele Fornoni.
Il percorso della gara è di 60 km con un dislivello positivo di circa 3.400 metri e attraversa dodici comuni. Questa edizione ha registrato un gran numero di iscrizioni, portando nella comunità montana piemontese parecchi tra i migliori atleti di trail running che questo 2011 sta mostrando. La vittoria di Cavallo, che ha corso col pettorale 94, risulta così ancora più preziosa, sottolineando un’annata che porterà questa estate il runner di Bra a correre per il titolo di campione del Mondo ai mondiali di Ultra Trail in Irlanda.

I migliori atleti italiani hanno corso e battagliato alla grande lo scorso 14 maggio nella prima tappa del Salomon Trail Tour Italia. La gara si è disputata a Cantalupo Ligure per la 5° edizione de Le Porte di Pietra, corsa di trail running di 72 km e 4.000 m D+. L’incognita pioggia non si è avverata, ma le temperature alternate e la grande umidità hanno dato alla prova un sapore duro e combattivo. Per veri runners!
Fino a metà corsa la vittoria sembrava destinata essere una questione tra il trentino Silvano Fedel, il ligure Lorenzo Trincheri e il valdostano Giuliano Cavallo, seguiti a breve distanza dal piemontese Daniele Fornoni (nella foto all’arrivo) e dal lombardo Marco Zanchi. Al punto di controllo di Capanne di Carrega (40 km) si ritiravano però Lorenzo Trincheri a causa di un problema muscolare e Marco Zanchi per dolori intestinali. A Capanne di Cosola (49 km) Fedel aveva un vantaggio di soli 3’ su Giuliano Cavallo. A Piani di San Lorenzo (65 km) il vantaggio del trentino saliva a 6’ e uno strepitoso Daniele Fornoni era a 12' da Giuliano Cavallo. Alla fine a trionfare per il terzo anno consecutivo è stato Silvano Fedel, con un tempo finale di 7h21’19''. In campo femminile si è riconfermata la trentina Simonetta Gadler che ha terminato la gara con il tempo di 9h03’16'' e in 16° posizione assoluta. La Gadler ha migliorato il proprio tempo rispetto alla scorsa edizione di 48’.
Si replica per la seconda tappa i prossimi 9 e 10 luglio per il GRAN TRAIL VALDIGNE tra i bellissimi sentieri della Valle d’Aosta. Attraversando quattro colli a più di 2300 metri di altezza ci sarà occasione anche per godere dello spettacolo del Monte Bianco. Il tracciato attraversa il territorio e i centri abitati di tutti i 5 Comuni della Comunità Montana Valdigne Mont Blanc e sarà possibile affrontare il GTV scegliendo tra 3 diverse distanze: 100km, 55km e 19 km, tutti i percorsi sono molto tecnici e con forti dislivelli. 500 volontari lungo il percorso gestiranno punti di ristoro e tutto l’occorrente per far si che gli atleti debbano pensare solo alle proprie gambe e a risparmiare energie fisiche e soprattutto mentali. Previsti più di 700 concorrenti, lo spettacolo della prima tappa sembra avere tutti i requisisti per riproporsi.
La chiusura del Salomon Trail Tour Italia sarà il 18 settembre con la Troi dei Cimbri. Il nome “troi” significa “sentiero” poiché il percorso è “single-track”, cioè composto da una piccola parte di strade sterrate ed è quasi del tutto assente l'asfalto.
Grandi appuntamenti e scenari naturali da brividi per gustare il trail running in tutta la sua essenza, dalla Valle d’Aosta fino alla chiusura dal sapore quasi fiabesco di settembre nella foresta tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone.

Per info su Giuliano Cavallo potete scrivere a Alberto Lucchini autore dei testi sopra che mi ha gentilmente inviato.

16 dicembre 2010

Il ruolo delle lepri in maratona

Editoriale di Makoto Izawa, traduzione dal giapponese all’inglese a cura di Brett Larner e Mika Tokairin - traduzione dall’inglese a cura di Claudio “TropRunner” Grassi
Foto Dr. Helmut Winter
Seguite il link all’articolo originale per una foto di Eliud Kiptanui, il pacemaker “incriminato” alla Maratona di Fukuoka dopo essere stato fisicamente fermato da uno degli ufficiali di gara.

Durante la Maratona Internazionale di Fukuoka svoltasi lo scorso fine settimana, è accaduto un fatto assolutamente bizzarro commentato così dagli ufficiali di gara: “Non abbiamo mai sentito sia accaduta una cosa del genere prima d’ora”. Cosa li ha fatti rimanere di sale? Un pacer ingaggiato per condurre parte della gara ad una velocità prefissata ha mollato tutti, lasciando il caos alle sue spalle. Qual’è, dunque. Il ruolo di un pacer nelle maratone? (non si tratta di quei podisti che guidano un gruppo per portare a termine la gara in un tempo prefissato, ma delle cosiddette “lepri” che aiutano i top runner in gara ndr).
La Maratona Internazionale di Fukuoka ha ingaggiato quattro pacer ufficiali quest’anno. Tuttavia, al 15° Km, uno di loro Eliud Kiptanui (Kenya) ha improvvisamente accelerato, ignorando l’accordo sottoscritto con la direzione di gara che consisteva nel “correre in meno di 15’10” per 5 Km fino al 31° km”. Dal 15° al 20° Km Kiptanui ha fermato il cronometro in un davvero ottimo 14’15”. Al 30° Km uno dei giudici di gara munito di bandiera rossa ha bloccato il passo a Kiptanui, ponendo così fine alla sua bizzarra performance. Il direttore della corsa, Keisuke Sawaki, ha sbottato “questo pacer è stato imbarazzante. Ha rovinato la gara”. Gli atleti top giapponesi in corsa sono apparsi confuse a fine gara e hanno commentato: “Nessuno ci ha detto che il pacer avrebbe fatto quello che ha fatto”.
I pacer hanno due ruoli in gara, il primo di prevenire che il ritmo di gara rallenti e il secondo di aiutare gli atleti a correre più velocemente. Sono anche detti “lepri”, dal pacer meccanico usato nei cinodromi. La pratica del loro uso iniziò a diffondersi negli anni ’80 e fu introdotta in Giappone nel decennio successivo. Riconoscendo che “tempi più veloci dipendono dall’uso dei pacer” furono adottati alla Maratona Internazionale di Fukuoka nel 2003.
Nel passato gli atleti spesso ingaggiavano pacer individuali, ma gli organizzatori oggi contrattano direttamente con gli agenti. Il comitato organizzatore determina il passo da tenere basandosi sulle condizioni meteo e sugli obiettivi dei top runner in gara. In Giappone solitamente si concorda per farli correre per 15 minuti per 5 Km in modo di raggiungere tempi intorno ai 2’07”/Km e devono mantenere quel passo fino a metà gara o al 30° Km. Il ruolo di ciascun pacer varia in base alla distanza che devono correre. In questo caso, l’atleta giapponese Kohei Matsumura (Team Mitsubishi Juko Nagasaki) è stato ingaggiato per controllare il passo fino al 15° Km, punto in cui Kiptanui avrebbe dovuto iniziare a guidare il gruppo di testa.
Con un personale di 2h05’39” Kiptanui ha il miglior PB dopo il vincitore Jaouad Gharib (Marocco), ma il 21enne keniota ha davvero poca esperienza professionale. Prima della gara ha chiesto agli ufficiali di gara se poteva concludere la gara. La risposta è stata “Assolutamente NO. Non ti pagheremmo”.
Il regolamento dice che tutti gli atleti in gara possono finire la corsa e avere il tempo ufficiale, ma talvolta accada, anche nelle maratone principali, che una “lepre” corra tutta la gara e addirittura vinca. Tuttavia, in diverse situazioni, il comitato organizzatore cerca di far sic he ciò non accada inserendo apposite clausole nei contratti che prevedono il non pagamento del compenso, così diversi pacer si fermano. Non so cosa sia passato per la testa di Kiptanui, ma uno dei rappresentanti del comitato organizzatore a fine gara ha dichiarato che “Può essere che l’agente (Volker Wagner) non abbia adeguatamente chiarito i termini del contratto al suo atleta”.
Recentemente ad alcuni giovani atleti giapponesi è stata data la possibilità di farsi un’esperienza in maratona proprio grazie al ruolo di lepre. Rikuren progetta di utilizzare alcune giovani atlete nipponiche come pacer in tutte le prossime tre gare di selezione nazionale per la squadra giapponese ai mondiali 2011. Così facendo le atlete potranno toccare con mano la velocità e le emozioni di una maratona d’alto livello, facendo un grosso passo avanti per le loro carriere sportive. Propio con Matsumura a Fukuoka, questa pratica è già iniziata in campo maschile.
Il vice direttore delle corse su strada del team Rikuren, Takumi Kawano, ha ammesso i benefici di tale pratica commentando che “Aiuterà a passare l’emozione di essere al nastro di partenza di una maratona per gli atleti più giovani”. Tuttavia, guardano ai prossimi Giochi Olimpici e ai Campionati del Mondo dove l’enfasi sul vincitore è forse maggiore che quella sul tempo finale e dove i pacer non sono ammessi, alcuni addetti ai lavori pensano che I giovani usati come lepri “non matureranno quell’istinto alla competizione che servirà loro per provare a vincere in futuro”.

Nota: Il dottor Helmut Winter, che era presente alla Maratona Internazionale di Fukuoka di quest’anno, ha postato un articolo sul sito German Road Races criticando la decisione di bloccare fisicamente Kiptanui impedendogli di portare a termine la gara. Per leggere l'articolo (in tedesco) cliccate qui.


photo (c) and (p) 2010 Dr. Helmut Winter
all rights reserved - translated and posted with permission

11 dicembre 2010

Paul Tergat in ospedale dopo un incidente

Immagine http://mzungofire.blogspot.com/
L’ex recordman del mondo sulla maratona Paul Tergat è stato coinvolto in un incidente lo scorso giovedì a Bayete, circa 30 chilometri da Eldoret. Tergat si stave recando a Eldoret per partecipare alla cerimonia di consegna dei diploma di laurea della Moi University durante la quale avrebbe dovuto ricevere il dottorato onorario in scienze.
Parlando ai cronisti dal suo letto nell’ospedale “Moi Teaching and Referral Hospital”, Paul Tergat ha detto che stava cercando di sorpassare un furgone fermo in mezzo alla strada per un guasto, quando è andato a sbattere frontalmente contro un altro furgone che proveniva in direzione opposta. Tergat era solo in auto al momento dell’incidente.
“Non ricordo cosa sia successo poi, mi sono semplicemente svegliato in ospedale” ha poi aggiunto un Tergat visibilmente stanco.
Moses Tanui (due volte vincitore alla Boston Marathon) ha detto che Tergat sarà presto trasportato in aereo al Forces Memorial Hospital di Nairobi per proseguire le cure, come richiesto dalla famiglia. Tanui ha, inoltre, confermato che le radiografie eseguite sul campione keniota non hanno evidenziato fratture e tutto pare essere nella norma.
Auguriamo, quindi, a Tergat una prontissima guarigione!

1 dicembre 2010

Bupa Great Edinburgh Cross Country 2011

Kipchoge in azione al Campaccio 2010
Eliud Kipchoge, medaglia d’argento a Pechino nei 5000m, correrà per la quinta volta in carrier il prossimo Bupa Great Edinburgh Cross Country che si terrà l’8 gennaio, quarta tappa delle Permit Series IAAF di Cross Country.
Kipchoge, che ha vinto la gara scozzese nel 2005 ed è finite terzo in alter due occasioni,sarà uno dei top runner al via dell’evento internazionale di 4 Km. Il rinnovato format della gara include 3 gare: due gare a inviti, una 4 Km maschile in luogo della precedente 9 Km e una 6 Km femminile, nelle quali verranno proclamati il miglior uomo e la migliore donna della specialità, e una 8 Km maschile a squadre internazionale.
Alla gara a squadre prenderanno parte le squadre senior di Gran Bretagna e Irlanda del Nord mentre le Under 23 e Under 20 se la vedranno contro USA e una selezione di atleti Europei.
Ogni nazione partecipante alla competizione a squadre potrà schierare fino a 9 atleti al via e i primi 6 al traguardo riceveranno un punteggio basato sulla posizione in classifica. La squadra col punteggio più basso vincerà la competizione.
“Il nuovo programma è pensato per diventare un duello combattuto tra le squadre in gara” ha detto Andy Caine, il project manager dell’evento. Caine ha dichiarato che l’alto livello dei partecipanti, che negli anni scorsi ha visto correre in Scozia campioni Olimpici e Mondiali come Kenenisa Bekele e Tirunesh Dibaba, sarà mantenuto, con annunci a breve.
“Penso che l’accorciamento della gara a 4 Km. sia importante perché porterà a competere anche gli specialisti delle gare oltre i1500m e le prime risposte sono state interessanti” a chiosato Craig. “Il percorsa sarà ancora adatto ad atleti del calibro di Kipchoge che sono specialist dei 5000m, i quali, sebbene la distanza si accorci, saranno sempre a loro agio con la nuova distanza. Certo si tratto di un concetto del tutto nuovo, ma credo che possa diventare una formula vincente che ha già riscosso pareri incoraggianti sia dagli atleti sia da allenatori e manager”.

30 novembre 2010

Il Quastionario di Proust - Ciro Di Palma


Prendendo spunto dal famoso "Questionario di Proust" del quale accanto vedete la riproduzione, ho deciso di rivedere e accorciare il questionario e di sottopongo ad amici, conoscenti, atleti e personaggi vari.
Ad inaugurare le pubblicazioni Ciro Di Palma, un atleta davvero particolare, un ultramaratoneta che ha appena concluso ottimamente la Spartathlon (246 Km.) finendo 38° in 33h01'01".
Ciro è un ragazzo di origini partenopee, come si può facilmente supporre dal nome, ormai trapiantato a Reggio nell'Emilia e innamorato dell'Inter (lo so, lo so io sono rossonero... ma tant'è) e della corsa.
Vi consiglio di cercarlo su facebook e di chiedergli l'amicizia per seguirlo; è sempre positivo e solare e questo è un bene. Inoltre, nonostante possa permetterselo, non se la tira assolutamente, anzi!
Eccovi le sue risposte.

Il tratto principale del tuo carattere è…?

La tranquillità nell’affrontare le cose

La qualità che preferisci in un uomo o donna
Onestà

Spartathlon 2010
Qual è il tuo principale difetto?
Onestà

L’ultima volta che hai pianto
A Rio de Janeiro quando mancavano due giorni alla partenza per l’Italia… Rio de Janeiro è casa mia!!!

Il tuo scrittore preferito è…?
Wilbur Smith

La canzone che canti sotto la doccia?
Quelle che mi vengono in mente al momento


Se dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, cosa cambieresti?
Niente, forse 25cm in più d’altezza


Il dono di natura che vorresti avere?
Immortalità

Il tuo attuale stato d’animo
Tranquillo


Il tuo motto
Ubi maior minor cessat… ce l’ho anche tatuato

24 novembre 2010

Paula Radcliffe correrà una sola maratona nel 2011

L’inglese, il cui record di 2h15’252 è fermo dal 2003, è tornata ad allenarsi dopo aver dato alla luce il secondo figlio, Raphael, lo scorso settembre.“Voglio assicurarmi di avere tempi di recupero giusti e questa volta il ritorno dalla gravidanza è molto più lento di quello fatto dopo Isla”, ha detto Paula dalla sua casa nel Principato di Monaco.
“Penso che il mio corpo abbia bisogno di più tempo per entrare in forma più gradualmente e per me la priorità assoluta è garantire di essere in forma e di poter fare buone prestazioni nel 2012” (alle Olimpiadi di Londra dopo le quali, probabilmente, lascerà il professionismo).
“So cosa serve per raggiungere il massimo; non si possono prendere scorciatoie, il tuo corpo deve essere in grado di farlo o no” - ha aggiunto la 36enne - “non puoi ingannare te stessa e credere: <> se non hai fatto la preparazione necessaria”. “È un linea sottile, ma capisco e so che invecchiando devi essere più furba e meglio preparata. Quindi devo essere più attenta al numero di gare che corro ogni anno e scegliere per il meglio".
L'ex campionessa del mondo di maratona ha ormai recuperato appieno dall’infortunio al piede che ha richiesto un intervento nel 2009 e le ha impedito la difesa del titolo a Berlino lo scorso anno. “Guardandomi indietro, col senno di poi, so di aver cercato di tornare in gara troppo presto” “ho cercato di compensare moltissimo negli ultimi due anni e questo spiega bene l’infortunio, che era più collegato a un problema biomeccanico che al fatto di correre troppo miglia".
La Radcliffe sta pensando di partecipare ai Campionati del Mondo del prossimo anno a Daegu (Corea del Sud), ma non nella maratona. “Posso tornare alle chiodate ora e mi piacerebbe andare ai Campionati del Mondo su pista. La maratona è troppo il prossimo anno, date le condizioni lì”.
Paula Radcliffe prevede di iniziare quello che sarà un intenso piano di accumulo in vista delle Olimpiadi del 2012, col ritorno ad alta quota ad Albuquerque (New Mexico - USA).
“Non escludo nulla a questo punto, ma penso di correre più 5.000, 10.000 e mezze maratone per poi fare una maratona per qualificarmi ed essere pronta ad andare a Londra” ha detto. Nelle passate edizioni delle Olimpiadi ha ottenuto risultati deludenti in maratona (abbandono ad Atene ’04 e 23ma a Pechino ’08).
Ma la Radcliffe non è preoccupata da un possibile “incubo olimpico”: “Questo è un bene per me, perché significa che i miei demoni non sono chiusi a chiave e non mi perseguiteranno per sempre...".