TomTom #GETGOING

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La destinazione non conta, l'importante è fare il primo passo.

PROSSIMA CORSA

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19/11/2016 Podisti da Marte
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31 ottobre 2012

I survived Venice Marathon

Culmine dei miei festeggiamenti per i 40 anni è stata la Venice Marathon; programmata da oltre un anno, allenamenti specifici, sacrifici e tempo sottratto agli affetti ma, mi dicevo, tutto sarà ripagato.
In effetti così è stato, perché ancora oggi sono soddisfattissimo di averla corsa e di essere arrivato fino in fondo. D’altronde sin dall’inizio avevo messo in chiaro con me stesso che l’avrei corsa solo per finirla e tanti saluti al crono finale. Come al solito, tuttavia, la mia anima competitiva e quel poco di testosterone che mi resta in corpo mi aveva convinto che avrei potuto finirla intorno alle 4h30’ senza eccessivi sforzi.
Tabella di Correre alla mano ho iniziato gli allenamenti, qualcuno è saltato, e quando è arrivato il momento del ritiro del pettorale all’Expo sapevo di essere pronto. Non ero pronto, però, a correre contro le avversità del tempo… hanno detto che ci sono state edizioni con l’acqua alta, con la pioggia o con il vento, mai una con tutte e tre insieme e “contro” gli atleti. È accaduto domenica scorsa.
Partiamo dall’inizio; l’expo si trova al Parco S. Giuliano, al confine tra Mestre e Venezia. Una location davvero bella, ampia e comoda da raggiungere con qualsiasi mezzo; un buon numero di stand e un’ampia zona per il ritiro di pettorali e pacco gara. Personalmente non ho fatto alcuna coda, non so in altri orari (magari nel tardo pomeriggio di sabato) se la situazione sia stata un po’ più caotica.
Pullman di linea quelli utilizzati per il collegamento tra Venezia e Mestre con Stra, luogo di partenza della maratona. A mio avviso si dovrebbero calibrare un pochino meglio gli orari, tenendo presente che da Mestre occorre circa una mezz’ora per arrivare alla partenza aumenterei la fascia di partenza da Mestre (dalle 7:00 alle 7:20) per evitare l’effetto Carro Bestiame.
Discreta la logistica in partenza, dove la pioggia ha un po’ costretto tutti a fare slalom tra pozzanghere e fango per cambiarsi, fare la fila ai bagni chimici e depositare la borsa. Altro vincolo l’orario di consegna delle borse personali entro le 8:30; giusto come limite (un’ora prima della partenza direi che è sufficiente), ma visto che i primi pullman arrivano intorno alle 8 ecco che si è un po’ di fretta anche pensando che siamo 8.000.
Dal deposito borse una passeggiata di circa 1Km. Per arrivare alla propria gabbia e attendere lo start. Peccato per la pioggia che a circa 15’ dalla partenza ha iniziato a scendere. Io ero nell’ultima gabbia e dallo start al mio passaggio sul tappeto sono passati circa 5’ un buon tempo che non ha causato eccessivi rallentamenti e intoppi tra runner.
Ho deciso di accodarmi ai pacer delle 4h30’ che pronti via hanno pensato bene di iniziare a recuperare i 5’ di gap; quindi una partenza a circa 5’30”/Km per poi assestarsi sui ritmi corretti. Si scherza e si chiacchera con tanto podisti da tutta Italia e da tutto il mondo (saluto il simpaticissimo Hiro da Osaka).
Intorno al 10° Km. Ecco che la pioggia è diventata più insistente e si è associato anche un fastidioso vento trasversale che soffiava da sinistra verso destra. Man mano che passavano i chilometri la situazione meteo non mutava in meglio e il freddo (circa 8°C alla partenza, ma percepiti credo 2°) hanno iniziato a mietere le prime vittime.
Vento che soffiava sulle maglie ormai inzuppate e pozzanghere sempre più inevitabili che costringevano a correre anche coi piedi fradici. Buona l’accoglienza ai ristori, anche se c’era praticamente solo da bere e un po’ di frutta.
Discreta, nonostante il tempo inclemente, la presenza di pubblico lungo il percorso che spesso ci incitava anche con cori tipo stadio. Sparuta la presenza di band locali che per lo più suonavano rock.
Passata la mezza la fatica e il freddo hanno iniziato a farsi sentire bene anche su di me e ho rallentato un po’ il ritmo; all’inizio del parco S. Giuliano, col ponte su cui c’è il 29°Km ecco i primi tratti al passo e nel parco, col vento libero di frustarci da ogni parte, i primi pensieri funesti. Il ponte della libertà è stato il colpo di grazia a tutte le velleità cronometriche. Vento forte, teso e freddo, acqua ghiacciata e stanchezza hanno avuto la meglio. Neanche il vedere Venezia sullo sfondo era di conforto. Il passaggio in zona Tronchetto è certamente il meno suggestivo di tutta la corsa, ma poco dopo si aprivano le Zattere da dove abbiamo iniziato l’avventura della Run 5.30 e i ricordi sono stati davvero la marcia in più. Il ponte galleggiante sul Canal Grande è un’opera spettacolare che a causa dell’acqua alta ci ha costretto a fare un piccolo balzo per salirci sopra. E poi via, costeggiando una Piazza S. Marco sommersa o quasi dall’acqua alta fino al traguardo. Un sacchetto con un po’ di frutta, un integratore e una bottiglia d’acqua erano il (misero), ristoro offerto. È poi scattata la corsa al posto in spogliatoio, ovviamente congestionato data la calca di noi che ci volevamo cambiare all’asciutto.
Una volta cambiato, grazie al consiglio di un amico, ho evitato il vaporetto dell’organizzazione per prendere direttamente quello che mi ha portato alla stazione per il rientro a casa.
Ho letto di forti critiche all’organizzazione, che non mi sento assolutamente di condividere. O, meglio, capisco bene chi le ha scritte perché spesso mi sono trovato nella loro situazione. Andrebbe però tenuto presente il fattore pioggia, che complica tutto. Pensate a quanti normalmente si cambiano all’aperto invece di usare gli spogliatoi e pensate anche che con l’acqua alta e mossa i vaporetti devono mantenere un andatura più lenta e sotto alcuni ponti non passano neanche. Quindi ok le critiche, figlie anche dell’emozione del momento, ma teniamo conto di tutti i fattori in campo. 
Io la promuovo a pieni voti e credo che il limite dei partecipanti possa arrivare al massimo a 10.000 modificando ampiamente, però, la logistica.

10 ottobre 2011

Royal Park Foundation Half Marathon


All'arrivo, stanco ma felice
 
[english text follows]
Ha appena vinto il titolo di “Migliore gara cittadina del mondo” e posso senza ombra di dubbio affermare che la Royal Park Foundation Half Marathon (RPFHM) merita appieno tale riconoscimento.
Giunta alla quarta edizione, ha attratto ben 12.500 atleti da 30 diverse nazioni, che hanno percorso le strade del centro cittadino tra due ali di folla (40.000 secondo gli organizzatori) che applaudiva e incitava tutti, dal primo all’ultimo.
La partenza è stata data col classico colpo di pistola alle 9.30 da Hyde Park, via via si sono susseguite le diverse onde e la corsa si è trasformata, nelle prime miglia, in un particolarissimo tour panoramico passando attraverso (letteralmente) l’Arco di Wellington per proseguire costeggiando il Canada Gate e, sulla nostra destra, Buckingham Palace and la House of Parliament col Big Ben a battere le ore più preciso di un GPS da polso. Quindi, costeggiando il Tamigi per poi ritornare verso il Green Park entrando dall’Admiralty Arch e completando la seconda metà di gara all’interno di Hyde Park.
the back of the bib with ICE data

Il percorso era praticamente tutto piatto, con qualche dolce dislivello soprattutto nella seconda parte del percorso; numerose le stazioni di ristoro tutte adeguatamente fornite di acqua e integratori, e all’arrivo c’erano anche banane dal commercio equo solidale. L’organizzazione si è dimostrata perfetta sotto ogni punto di vista: i pettorali e la maglia tecnica omaggio potevano essere ritirate sin dal venerdì precedente la gara oppure si poteva ricevere comodamente a casa. Il deposito borse era in un’enorme tenda con decine di addetti che hanno smaltito il flusso dei runner senza creare alcuna coda significativa sia al deposito sia al recupero.
A fare da contorno alla gara ottima musica dal vivo e stand gastronomici con prodotti tipici della cucina anglosassone o delle colonie del Commonwealth. Non appena attraversata la linea di arrivo una solerte e gentilissima volontaria mi ha messo al collo la medaglia ufficiale (in legno) con un rinfrancante “Good job, well done!” che mi ha ripagato della fatica.
Personalmente mi sono già iscritto alla lotteria per l’edizione 2012, sperando di essere ancora una volta estratto.

Dubbed “The most beautiful city run in the world”, I can undoubtedly say that the Royal Park Foundation Half Marathon (RPFHM) is really worth it and deserve such a title.
The 4th edition of the RPFHM was held in London last week and attracted 12,500 runners from 30 countries who flew through the streets and parks of the city centre with a crowd of cheering people encouraging everyone. Not only volunteers of the various charities, but also very many Londoners (nearly 40,000 people!) clapping hands and shouting out loud runners’ names.
Course map
The start was in aside Hyde Park and the first miles where almost a sightseeing tour running through the Wellington Arch, then by the Canada Gate, Buckingham Palace and the House of -Parliament, following the Thames and then back through the Admiralty Arch, crossing Green Park and completing the route inside Hyde Park.
The route was almost plain, with only little up ‘n’ downs and some change in the surface. All water stations were always packed up with water and Lucozade, and after the arrival there were bananas (from fair trade). Organization proved to be simply perfect, with all base services provided to everyone without any delay; race pack cold be either collected on Friday or Saturday (as well as Sunday morning of course) but participants could also choose to have it sent home. Baggage could be left at an enormous tent with no queue both to left it and to collect it.
Moreover, there was live music played on stage and many producers offered their food to runners and relatives after the race.
Over the line I received my wooden medal and some volunteers collected the time-chip attached to my shoes.
Compared to other similar races I’ve run, the RPFHM was better organized and more participated by citizens than any other; I’ve also already registered my interest in participating also next year directly on the official website.

3 maggio 2010

XIIma Corrilambro

Si è corsa ieri la dodicesima edizione della Corrilambro, valida come terza tappa del circuito Corrimilano, in un Parco Lambro (senza una goccia d'acqua in barba alle previsioni) che da sempre fa da sfondo all’evento.
Ottimamente organizzata dagli amici dell’Atletica Lambro e dall’infaticabile Fabio Maderna, anche ieri non ha tradito le attese dei 700 partecipanti - recordo della manifestazione - che si sono cimentati con un percorso rinnovato. 7 i chilometri da percorrere un percorso ad anello interno al parco da percorrere 2 due volte; nuova partenza dal plesso scolastico di Via Pusiano che ha sostituito la cascina utilizzata negli anni scorsi in quanto oggetto di restauri in vista dell’Expo 2015.
Tutti i servizi racchiusi all’interno della scuola, con indubbio vantaggio per tutti i partecipanti e discreto lo spazio per il parcheggio. Ottimo e abbondante, come sempre, il ristoro a fine gara e il pacco gara che quest’anno, tra l’altro, prevedeva un paio di occhiali al posto dell’ormai classica (ma apprezzatissima negli anni passati data la qualità) maglia tecnica.
Partenza alle 9.00 con i primi subito pronti a scattare allo sparo e i tapascioni nelle retrovie a chiudere il passaggio sotto il gonfiabile che nel frattempo si stava sgonfiando... In campo femminile hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro Claudia Gelsomino (N. Atletica Fanfulla) in 25'52", Veronica Gasparoli (Daini Carate B.za) e
Tatiana Bianconi (Amatori Lecco) mentre in campo maschile l’ordine di arrivo ha visto primeggiare Abdellatif Elaloiani (Pro Sesto Atletica) in 21'38", seguito da Andrea Macchi (Daini Carate B.za) e Simone Busetto (Atletica da Paura).
Di rilievo i tempi dei numerosi soci Road presenti - 72 in totale - tra i quali cito i primi e cioè Salvatore Raciti, terzo di categoria e 43mo assoluto, e Agnese Schinelli, quarta di categoria. Ottimi risultati di categoria per le altre lady road presenti un plauso a Laura Colucci che sabato ha corso la mezza a Vercelli (!) ormai una lcomotiva umana. Ottimo crono anche per Cristiano Carullo che ha chiuso meglio del previsto.
Quest’anno cercherò di partecipare a tutte le tappe del circuito nonostante lo scarso allenamento; domenica scorsa a Seveso tra caldo e birra esaurita ho fatto un figura barbina, ieri invece mi sono difeso bene portando a termine la gara con un onorevole 38’08” finale, un po' meglio di quanto mi aspettassi di fare.

15 marzo 2010

(quasi) buona la prima

Si è svolta ieri la prima tappa del circuito Corrimilano, che come al solito è stata inaugurata dal Trofeo Sempione.
E’ una 10K che si corre all’interno del Parco Sempione di Milano, uno dei principali polmoni verdi della città e terreno di allenamento di moltissimi runner meneghini.
Il percorso è variato rispetto alla scorsa edizione, partenza fuori dall’Arena e lancio lungo la strada; peccato per l’imbuto provocato dal passaggio attraverso il cancello di ingresso al parco: dopo 200 metri ingorgo totale e qualche mugugno soprattutto nelle retrovie. Passato il collo di bottiglia del cancello, il percorso si è snodato attorno all’Arena per rientrare nel parco e svilupparsi al suo interno con numerose curve e controcurve e saliscendi. Non è certo un percorso adatto al proprio personale, ma impegnativo e ottimo come allenamento veloce.
Il mio crono finale, in 55’, è buono o quasi tenendo presente che non mi sto assolutamente allenando bene e con continuità e pensando al percorso. Diciamo che vale tranquillamente un risultato intorno ai 50’ su un percorso scorrevole e, in quest’ottica, l’obiettivo di stare sotto i 45’ a fine anno (Trofeo Montestella).
A correre il Trofeo Sempione, tra gli altri, c’erano diversi V.I.P. (Very Important Podisti) da Fabio Maderna a Fabrizio Cosi, da Fulvio Massini a Antonio Capasso, Manuela dell’organizzazione Scarpa d’Oro scorata dal fidanzato. Per la cronaca hanno vinto Anna Maria Mazzetti (Friesian Team – 35’44”) e Abdellah Haidane (Nuova Atletica Fanfulla Lodigiana – 30’48”).
Sempre presenti al Corrimilano, di cui sono media partner, Marco Marchei e Vittorio Nava di Runner’s World con gazebo stracarico di guide e volantini (anche di esosport grazie al sottoscritto). Buono il ristoro finale, adeguato alla gara e al numero dei partecipanti (circa 1100).
Prossima tappa del circuito il 25 aprile a Seveso col Trofeo omonimo.

7 gennaio 2010

Staffetta della Befana

E' stata una mattinata davvero emozionante, ho partecipato per la prima volta alla Staffetta della Befana ieri e, nonostante la mia (scarsa) prova abbia contribuito all'ottava posizione nella classifica sono soddisfatto e contento per una prestazione comunque in linea con quanto preventivato.
Ma per scoprire cos'è successo e la classifica finale vi invito a leggere il post di Franz Rossi sul sito del club.
Ricordo per la cronaca che ha vinto la squadra composta da Valsecchi, Ferrara, Guida e Fedeli. Menzione d'onore per il pink team tutto al femminile con Vinci, Belotti, Bestianni e Fumagalli e il team più "anziano" (Del Rio, Cenci, Barbavara e Zavatti) che hanno venduto cara la pelle.
Un grazie di cuore a quanti si sono adoperati fattivamente per la buona riuscita della gara.

4 novembre 2009

Stramilano Training 2010

Per la prima volta Stramilano Training parte fin da novembre, nell’inedito tracciato di allenamento alla Montagnetta di San Siro. Da gennaio, invece, appuntamento nelle due sedi storiche dell’Idroscalo e del Parco delle Cave. Iscrizione gratuita tutte le domeniche prima dell’allenamento.

Punto d’incontro e di allenamento la Montagnetta di San Siro, dove sono in programma quattro incontri. Ritrovo alle ore 9.30 e inizio training alle 10. Queste le date:
* domenica 15 e domenica 29 novembre
* domenica 13 e domenica 20 dicembre

La prima uscita rappresenterà anche un incontro preliminare. Verranno infatti formati vari gruppi di allenamento in base al livello dei partecipanti, che inizieranno poi subito una prima seduta di training. Appuntamento perciò fin d’ora alla Montagnetta di San Siro, presso il Centro Sportivo XXV Aprile. Ingresso da via Cimabue 24 (MM1 - fermata QT8).
Successivamente il programma di allenamento si sposta al 2010 e sui due percorsi classici dell’Idroscalo e del Parco delle Cave:
* Parco delle Cave, Via Cancano (lato via Forze Armate)
* Idroscalo, Lato tribune nord-ovest

Dal 10 gennaio e fino al 21 marzo, sono in programma ben 11 appuntamenti in tutte le domeniche che precedono quella della Stramilano numero 39, il 28 marzo. È il percorso ideale per arrivare in perfetta in forma alle tre prove in cui, come di consueto, si suddivide la manifestazione: Stramilano Agonistica Internazionale, Stramilano dei 50.000 e Stramilanina.
Anche in questo caso, ritrovo alle ore 9.30 e inizio training alle 10. Ecco le date 2010 degli allenamenti:
* domenica 10, 17, 24 e 31 gennaio
* domenica 7, 14, 21 e 28 febbraio
* domenica 7,14 e 21 marzo

Per informazioni visitate il sito Stramilano, appena rinnovato nella grafica e nei contenuti. Entro breve sarà già possibile iscriversi on line alle gare.

26 ottobre 2009

Nike+ Human Race 2009

Sabato 24 ottobre, Arena Civica di Milano, ore 11. Inizia a prende vita un evento particolare. Dal nulla spunta una marea di persone vestite di blu e arancio che in poco tempo allestiscono tutto il necessario perché si svolga una gara cui prenderanno parte, nel pomeriggio, oltre 700 persone. I volontari del Road Runners Club Milano hanno fatto di tutto: iscrizioni, sacche, ristoro, preparato la zona partenza/arrivo, montato il palco, presidiato i percorso e incitato tutti durante la gara.
È stata una fatica, ma abbiamo fatto un ottimo lavoro. Grazie a tutti!!

Nel pomeriggio tantissimi runner arrivano all’Arena; i soliti ritardatari cercano ancora di iscriversi alla corsa, gli altri si scaldano, sorridono felici ad un cielo azzurro e soleggiato e si preparano ad indossare la maglietta rossa simbolo della Nike+ Human Race 10K.


Alle 17.15 si parte, un giro intorno all’Arena e poi il lancio lungo le strade cittadine che costeggiano il Parco Sempione. Un tratto all’interno del parco, tra la gente un po’ stupita ma contenta e poi via ancora per un tratto “cittadino”. Due giri da circa 5K l’uno, uno per la non competitiva partita in coda alla 10K.

Per la cronaca, il podio femminile va a Elena Romagnolo in 34' 08" seguita da Rosita Rota Gelpi (41'55") e Raffaella Zumaglino (44'07"). In campo maschile, vittoria di Alessandro Claut con un tempo di 32' 44" seguito da Paolo Merzario (32'51") e Mario Scapini (33'39").

Tra le prestazioni di rilievo, va sottolineato il 38'16" di Fabrizio Cosi, sempre più marziano.

Ma sabato non contava il cronometro, contava la voglia di esserci e di aiutare chi sta peggio di noi, sperando di essere riusciti a regalare almeno un sorriso.
Nota: per la foto si ringrazia Antonio Capasso. Sempre presente, sempre simpatico, sempre a caccia di ciapett :-)

12 ottobre 2009

Pavia - Claudio 2-0

Non c’è feeling tra me, la corsa e la città di Pavia. Due gare, due ritiri; della serie “2-0 palla al centro”.
Dopo il ritiro alla Milano-Pavia dello scorso anno in preda a mal di stomaco tipo esorcista, quest’anno il problema è stato “meccanico”, cioè ho preso una storta come un novellino a mettendo male il piede destro per non pestare una spugna al 12mo Km. ci ho corso sopra per un po’, rallentando, ma il male era forte e, vista la relativa vicinanza con l’arrivo mi sono ritirato.
Peccato perché stavo correndo davvero bene, nonostante la quasi totale assenza di allenamenti dopo la DJ Ten. Tenevo una media molto buona rispetto alle previsioni e non ero per nulla stanco. Probabilmente, tenendo la media fino alla fine, sarei riuscito a stare intorno alle 2 ore (si, lo so che è un tempo da tapascione) probabilmente facendo anche il personale o quasi.
Un paio di note sulla gara: non male, anche se poco scorrevole date le continue curve e controcurve. Percorso abbastanza piatto, qualche passaggio un po' troppo stretto, rimpicciolito dalle auto in sosta ma ben presidiato. Ristori appena sufficienti, solo acqua e unpo' scarsa; forse i 3500 partenti di ieri (tra competitiva e non) hanno sorpreso un po' l'organizzazione e, a mio avviso, sono un po' troppi dato il percorso. Consiglio per il prossimo anno: fate partire la non competitiva dopo la competitiva e create le griglie.
Adesso sotto con i prossimi appuntamenti, sperando che in settimana la caviglia non mi faccia male. Domani sera proverò una sgambata per vedere come reagisce, oggi è praticamente del tutto sgonfia, ma c’è ancora un po’ di liquido.Questa settimana ho in previsione due uscite più un lungo; le due uscite saranno una serie di ripetute da 1K (8) e un fondo lento da 10K (che farò nell’uscita di sabato dei marziani). Domenica, gara 10K a Milano (Green Race) e poi nel pomeriggio 25K all’Idroscalo.

5 ottobre 2009

DJ Ten 2009

Una folla oceanica ieri in zona S. Siro a Milano per l’edizione 2009 della DJ Ten/Five. Siamo arrivati, credo, al limite e per i prossimo anno mi senti di suggerire al digei Lino di mettere un limite al numero di iscritti. Oppure di attrezzarsi per affrontare la massa.
...moltissimi si lamentano per la calca, per i (dis)servizi post-gara, ma poi ci si iscrive lo stesso e allora tutto torna anno dopo anno.
Quindi, cari atleti che vi lamentate della calca: sapete già che sarà così. O non vi iscrivete o non vi lamentate. Soprattutto cercate di arrivare alla partenza per tempo e, se volete cercare il tempone non partite sempre dietro per poi sgomitare tutti. Ovviamente stesso discorso, a parti invertite, per chi come il sottoscritto è lento: non andate sulla linea di partenza, non serve a nulla se non a comparire in qualche foto e intralciate chi corre sul serio.
Dopo la premessa, veniamo a ieri. Gara bella e scorrevole, tempo atmosferico ottimale o quasi. Il percorso è stato invertito e questo ha permesso di eliminare la brutta strettoia che lo scorso anno ha infastidito molti. Ho tagliato un paio di curve, come praticamente tutti gli altri, e alla fine il Garmin segnava 10.020 m. un bel passo avanti rispetto al 2009...
Il crono finale è stato di 2’ più lento dello scorso anno, che valutato alla luce di una settimana di fermo è ottimo.
Prima della corsa ho ritrovato Cristiano e Tom con foto pregara come lo scorso anno. Avrei voluto riscaldarmi con loro, ma dopo la visita al bagno un tizio mi ha attaccato una pippa micidiale per il Garmin e li ho persi...
Adesso settimana con doppia seduta di ripetute in vista della Corri Pavia di domenica prossima.
Un abbraccio a tutti

Come siamo (2009)

Come eravamo (2008)

23 settembre 2009

Punto e a capo

Ci sono momenti nella vita in cui il tuo corpo ti fa capire che ha raggiunto il limite e, prima di far insorgere problemi più gravi ti avvisa.
Domenica mattina il mio corpo ci ha provato a dirmi che era meglio non corressi la Mezza di Monza, facendomi sentire una sensazione di nausea appena alzato. Dopo la colazione la nausea era sparita e io ho pensato bene che tutto fosse solo dovuto alla fame e alla notte parzialmente in bianco.
Quindi vado a Monza (in moto), dribblando il traffico congestionato per i soliti lavori stradali. Mi preparo, corro e poco dopo metà gara inizio a sentire che qualcosa non va.
Sono stanco, ho mal di schiena e sudo abbondantemente. Stringo i denti, rallento e porto a termine la corsa con un (dis)onorevole 2:16:23. Dopo l’arrivo neanche l’ombra di una bottiglia d’acqua, per fortuna ci viene in soccorso il pacco gara.
Mi cambio, cavalco lo scooter e volo verso casa. Arrivo e mia moglie crede di vedere un fantasma: in effetti ero bianco, labbra bluacee e viso scavato. Sono solo stanco, penso, e faccio la doccia. Torno in salotto e poi il buio.
Mi risveglio 5 minuti dopo a terra con mio suocero che chiama il 118 perché sono collassato a terra. Passato il pomeriggio in ospedale, torno a casa tranquillo, ma stanchissimo e decido che forse tra lo stress del lavoro, le cure al bambino, gli allenamenti saltati e quant’altro forse è il caso di ridimensionarmi un po’.
Scrivo un’accorata lettera a Fulvio
per rivedere insieme tabella e priorità. Concordiamo di ridurre a 3 gli allenamenti settimanali, mi concentrerò sulle distanze brevi (al massimo la mezza) e così sarà anche per tutto il 2010.
Un abbraccio di cuore a quanti mi hanno dato conforto in questi giorni e un caro saluto a Fulvio, che sopporta i miei sfoghi.

15 settembre 2009

Lago Maggiore Half Marathon 2010: via alle iscrizioni

La 3a edizione della mezza maratona si correrà il 7 marzo 2010 con una prima novità: a partire dal prossimo anno, infatti, il percorso partirà da Verbania e arriverà a Stresa.
Dall’edizione 2010, la Lago Maggiore Half Marathon sarà l’unica gara podistica al mondo che ogni anno alternerà le sedi di partenza e arrivo: infatti nel 2011 l’arrivo sarà di nuovo posizionato a Verbania!

Dal prossimo 1 ottobre apriranno le iscrizioni alla LMHM 2010, sia per la mezza maratona competitiva, sia per le categorie Handbike e Wheelchair e competizione a squadre non competitiva. Sul sito della manifestazione saranno disponibili a breve tutte le informazioni relative.
Fino al 31/12/2009 la quota d’iscrizione sarà di 20 Euro e comprenderà, oltre al pacco gara e al trasporto tramite battello, anche la maglia tecnica, che non era prevista nelle prime due edizioni.
Dal 1 al 31 gennaio 2010 la quota d’iscrizione sarà di 25 Euro, mentre da febbraio al 4 marzo la quota sarà di 30 Euro.
Oltre che online, sarà possibile iscriversi anche allo Sport Expo nei giorni immediatamente precedenti la gara, il 5 e il 6 marzo 2010, ma in quel caso il costo sarà di 40 Euro.
Rimangono invariate le quote d’iscrizione della LMHM a staffetta: fino al 31/12/09 40 Euro a squadra, dal 1 gennaio al 31 gennaio 60 Euro e dal 1° febbraio al 4 marzo 80 Euro. Per le squadre che si iscriveranno presso lo Sport Expo il costo è di 90 Euro.
Come nel 2009, le iscrizioni per le categorie Handbike e Wheelchair saranno gratuite. Infine le iscrizioni alle due gare non competitive (da 1 km e 4 km) avranno un costo di 5 Euro.
Aumenta, intanto, il numero di gare gemellate con la LMHM: in particolare sono da sottolineare le partnership con la Turin Marathon, con la Maratona e la Mezza Maratona di Budapest, con la Maratona di Losanna, con la Maratona e Mezza Maratona di Bucarest e con la Mezza Maratona di Pardubice.

14 settembre 2009

Week-end... di corsa!

È stato un fine settimana all’insegna della corsa quello appena passato, due giorni durante i quali ho corso circa 30 Km. suddivisi in 4 uscite:
* Evento Brooks “Porta un amico a correre con te”
* 3° Un Giro da Paura
* Allenamento

Piccolo antipasto venerdì 11 con l’uscita serale per partecipare all’evento organizzato da Brooks “Porta un amico a correre con te”. L’evento promozionale prevedeva una sgambata di 5K tra un corridore “esperto” e un amico “neofita”; ottima l’organizzazione anche se un po’ insolita la scelta del giorno feriale in orario molto vicino a quello di fine lavoro per molti (le 18). Insieme a 20 coppie esperto & neofita, c’erano diversi testimonial della casa americana tra i quali Emanuele Zenucchi, Daniel Fontana, Ivan Risti, Ilaria Bianchi e Marco d'Innocenti.

Sabato sarebbe dovuta essere una doppia seduta, prima con l’insolita uscita del sabato mattina coi marziani lungo le vie del centro di Milano e poi la gara serale con la terza edizione del “Giro da Paura” all’Idroscalo.
Causa notte quasi insonne per “colpa” del pricipino, niente uscita, ma sono andato lo stesso all’ombra del Castello Sforzesco insieme a moglie e pargolo per accogliere l’arrivo dei marziani.
Sabato sera, invece, terza edizione della corsa “Un giro da Paura”, organizzata dall’Atletica da Paura e inserita tra le manifestazioni del circuito Corrimilano. Per quest’anno i vincitori sono stati:

Donne
1) Claudia Gelsomino – 21’41”
2) Antonella Iannicelli – 22’12”
3) Paola Zaghi – 22’36”

Uomini
1) Abdellatif Elaloiani – 18’31”
2) Mirko Canaglia – 18’51”
3) Akila Marasinghe – 18’53”

Io mi sono piazzato 402° assoluto con un crono finale di 30’35”; mi aspettavo di stare sotto la mezz’ora, data la stanchezza e il poco allenamento, e ci sono quasi riuscito.

Domenica mattina, infine, sono tornato all’idroscalo per completare il primo lungo [22K] serio in vista delle mezze autunnali (Monza e Pavia) e della maratona di Firenze. Un allenamento a doppio ritmo (12K + 10K) che ha risentito un po’ dell’acido lattico accumulato la sera precedente. Per ovviare alla fatica e per affrontare meglio dal punto di vista mentale il lungo ho previsto una piccola pausa stile “ristoro” al 12°, coincidente proprio col secondo giro dell’anello dell’Idroscalo. Dopo la pausa di 1’ (acqua e Enervit GT) altri due giri, questa volta a ritmo più veloce di circa 30”; in realtà mi sarei dovuto fermare a 22, ma mancandone “solo” 2 per arrivare alla macchina ho tirato, seppur correndo a ritmo blandissimo, quasi da defaticamento.
Sono molto contento per questo week-end, anche se devo ammettere che le tossine si sentono eccome; domenica prossima mi aspetta la Mezza di Monza, gara molto ben organizzata ma con un percorso che non mi è piaciuto molto lo scorso anno a causa dei troppi passaggi su sterrato e con terreno accidentato. Avrei preferito fare la Stralugano, ma l’allenatore ha scelto una mezza... sarà per il prossimo anno!



Vi segnalo, comunque, l’articolo del Compa sul podisti.net


Per ulteriore info, la classifica del RRCM:


Damiano Ricci – 22’11”
Stefano Scala – 22’23”
Nicola D’Alessandro – 22’24”
Andrea Noire – 22’27”
Simone Valmori – 22’47”
Luca Lariccia – 23’22”
Luciano Alvazzi – 23’34”
Matteo Lugoboni – 23’48”
Lorenzo Brina – 24’22”
Davide Meda – 24’40”
Andrea Rancarani – 24’53”
Mario Trovato – 24’58”
Stefano Moro – 25’03”
Pierluigi Quadrio – 25’04”
Luca Centrone – 25’13”
Alessandra Bestiani – 25’59”
Francesco Vitale – 26’02”
Barbara Pedetta – 27’00”
Lorella Fumagalli – 27’40”
Fabiana Vurchio – 29’46”
Paolo Dossena – 30’11”
Camilla Forti – 30’23”
Claudio Grassi – 30’35”
Laura Colucci – 33’06”
Ettore Comparelli – 38’12”

11 maggio 2009

Trofeo Massari

Ieri ho affrontato la mia prima corsa in montagna, anche se la montagna era il Monte Stella a Milano... Accolti da un sole appena velato da benevole nuvole che hanno mantenuto accettabile la temperatura, moltissimi socie Road e qualche “infiltrato”, ops! Invitato si sono cimentati nell’undicesima edizione del Trofeo Massari.
Tra gli ospiti di altre società, vale la pena di sottolineare le prove di Giuliana Serracchioli, presidentessa del Montagnetta's Skyrunner Team che si è aggiudicata la prova femminile e di Taddeo Bertoldini della C.A. Lizzoli che ha conquistato l'argento maschile; ma i nostri si sono battuti senza esclusione di colpi per la vittoria finale, incitati lungo tutto il percorso da volontari e fotografi, non senza battute ironiche che finivano per far inserire il turbo agli atleti.
Io non avevo mai corso in salita “seriamente”, men che meno in una gara e non avevo proprio idea di cosa aspettarmi. La gara è partita a razzo, coi primi metri in pianura; al primo sentiero, invero non eccessivamente ripido, ma lungo e sconnesso, inizio a capire cosa significhi correre in montagna. I saliscendi si susseguono frenetici, pare di essere sulle montagne russe e piano piano sono, come previsto nelle retrovie. Il primo giro mi fa capire che forse è il caso di non forzare troppo i polpacci, altrimenti al secondo attacco avrei capitolato. Scendo un po’ di ritmo, ma cerco di mantenermi costante e chiudo ben oltre le mie aspettative con un 38’10” ufficiale (38’06” da Garmin) per un totale di 6,5 Km. Avrei potuto fare un filo meglio, in verità, al rettilineo finale mi sono affiancato al socio Maurizio Giacomello sperando di arrivare insieme, ma negli ultimi 100 metri ha sprintato e mi ha lasciato sul posto battendomi di 2”.
Per la cronaca, la vittoria finale è andata a Paolo Visigalli (27‘53”), secondo come detto Taddeo Bertoldini (28’20”) e 3° Riccardo Ghidotti (29’24”). In campo femminile La Serracchioli ha fermato il cronometro a 34’56”, mentre Bianca Milani è arrivata in 38’38” aggiudicandosi il titolo di campionessa sociale. Ottima prova del marziano Fabrizio Cosi che ha chiuso in 30’42” al 5° posto assoluto, seguito a breve distanza dal mago delle mezze Nando Pirrotti (30’59”) e dal penta campione nazionale di duathlon Giorgio Alemanni (31’04”).
Un grazie enorme dal profondo del cuore a tutti quelli che si sono adoperati per la perfetta riuscita della manifestazione: in primis Giordano Allais anima della manifestazione e alla signora Luciana Massari che da sempre rende possibile il tutto. Oltre a loro hanno collaborato:
Gianni Alvazzi (splendide le foto!), Luciano Alvazzi (Lucky grazie del tifo!), Mirko Barbavara (con un fantastico giacchino catarifrangente), il trio Brillo, Alemanni e Valli (per il gazebo), Bico Contursi (con baffo alla Clooney), Bruno Costa, Giacchi, Radaelli, Claudia Landolfi (iscrizioni), Giordano Maderna (segreteria e giudici), Rudy Marchisio (cronoman), Isolano Motta, Cherubino Donzelli (segugio di quadrifogli), Bruno Notarianni, Pippo Pizzirani, Elio (con tanto di addominali in vista), Emilio Raisoni, Gianni Romano, Tullio Salzano, Enrica Seminari, Enrico Stella, Paolo Valenti e Giuliana Veronelli e last but not least al mio papà, sempre presente e fotografo “dedicato”.
Classifica completa
Fotogallery



Fabrizio Cosi, io, Giuliana Serracchioli

27 aprile 2009

Il personal best del mona

E' ufficiale, sono un mona (come direbbero a Padova). Ieri altra occasione sprecata e non se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Onestamente in questo momento sono un po' più pessimista che ottimista, ma veniamo ai fatti.

Inizio come al solito coi ringraziamenti.

GRAZIE a Fabrizio, una persona che ho conosciuto da poco e che ogni giorno che passa scopro essere sempre più bella dentro (per quanto bello sia "fuori" rivolgetevi alla compagna...). Anche ieri sera ha trovato il tempo di un'amil di incoraggiamento dopo aver visto i miei tempi, grazie a lui oggi splende il sole anche se sta diluviando.

GRAZIE a Franca e Cristina, conosciute solamente in partenza dopo che non ci siamo incontrati il sabato all'expo. Due ragazze simpaticissime e molto belle, un vero e proprio doping legale :-)

GRAZIE a Fulvio, Claudia e i pacer che mi hanno permesso di allenarmi e arrivare in fondo a questa maratona.

GRAZIE a mia moglie, che sopporta oltre al piccolino in pancia che scalcia come un ossesso, un marito in preda a crisi mistiche post gara.

GRAZIE a mamma e papà, perché subito dopo l'arrivo mi hanno mandato un sms per dirmi che comunque sia sono sempre il numero 1.

Ma torniamo a Padova. Sabato pomeriggio passato all'Expo, in compagnia di Fulvio e Claudia allo stand dei pacer; la giornata era caldissima e c'era un caldo soffocante là dentro. La sera, purtroppo, non ho potuto andare a cenza con Bat-Franca e Robin-Cry, quindi ho cenato tranquillo in albergo.
La mattina della gara sveglia ad un orario mostruoso (5.45), colazione e poi via con la navetta verso Vedelago.
Buona la gestione della partenza, con file chilometriche ai bagni (anche per via della temperatura bassina) e ottima la gestione del deposito borse. Un anota: finalmente un contrassegno che si attacca anche alla borse e non si stacca!
Depositato il tutto vado verso la mia gabbia e incrocio un altro dinamico duo d'eccezione: Gianni Poli e Massimo Magnani. Un breve saluto, un paio di battute e li lascio ai loro discorsi sullo stato degli atleti italiani.
Le gabbie sono ben presidiate, ti controllano, ma volendo si può passare avanti tranquillamente. Io mi piazzo accanto ai pacer delle 4h30', dovrei fare con loro tutta la gara. (il condizionale è d'obbligo e capirete il perché).
Scorgo da dietro un cespuglio di ricci corvini con una canotta di Pistoia: che sia Franca, mi chiedo? E' lei, insieme a Cristina. Rapido scambio di battute, un in bocca al lupo e poi le saluto e torno indietro.
Si parte, finalmente, e per i primi 3Km. tengo il passo dei pacer. Ma faccio stranamente fatica, nel senso che le gambe vorrebbero girare più veloci e il movimento non è fluido come dovrebbe.
Mi stacco un po' e vado che è un piacere, praticamente senza accorgemene vado intorno ai 6'/km. con punto di 5'30'. Troppo veloce per il mio obiettivo e tiro il freno. Scorgo poco davanti i pacer delle 4h15' e li tengo a distanza come riferimento. Passo la mezza ad una media di 6'08"/Km. e sono ancora sufficientemente fresco e tranquillo.
Ma freno un po' ancora perché ormai sono convinto di sapermi gestire. Passo al 30° in media perfetta col finale previsto e poi il crack.
Non nel senso di droga, ma a quel punto i polpacci iniziano a farmi un male che non sopporto. Come se improvvisamente fossero gofiati da dentro e volessero uscire dalla pelle. Devo camminare un po'... Poco male, mi dico, sono comunque in media e amen!!
Da lì inizia il calvario, riprendo a correre, ma al ritmo maratona ho un'autonomia iniziale di un chilometro che poi scende alla metà. Mi superano d'un botto i pacer delle 4h30' e arrivano quelli delle 4h45'. Mi prendono con loro e andiamo per 3/4 Km. poi le gambe si rifiutano di fare ciò che la testa dice loro di fare e li lascio andare. Ormai sono entrato in Padova, mi accodo per un po' all'amico William Govi, alla sua 710ma maratona (si, avete letto bene...!!) e poi lo lascio andare. Faccio un chilometro insieme ad un signore che ha un ginocchio gonfio come un melone, ma che stringe i denti pur avendo un'andatura tanto dinoccolata che un marciatore se la sogna.
Alla fine stringo i denti e dolore o no corro comunque gli ultimi metri. Il crono finale segna 4h57'19", ho fatto il mio personale e sono contento, ma la rabbia per aver mancato un'occasione unica è tanta.
Ieri era una giornata pressocché perfetta: il tempo era giusto, la temperatura anche, l'umidità forse un po' altina ma gestibile. Allenato ero allenato, pur avendo saltato qualche lungo negli ultimi tempi.
Il percorso è praticamente un'autostrada, ci saranno state al massimo 5 curve in tutto.
Col senno di poi, se avessi tenuto il passo dei pacer avrei fatto probabilmente le 4h30'; come ho avuto modo di discutere con Pizzolato all'arrivo forse ho tirato un po' troppo per troppo tempo. Peccato davvero!
Subito dopo l'arrivo ho recuprato la borsa e sono quasi scappato. Aveva iniziato a piovere e lo scoramento stava salendo.
Fabrizio chiedeva di me via sms, io pensavo solo ad appendere le scarpe al chiodo...
Il primo pensiero è andato a mia moglie e a mio figlio che sta per arrivare. Il secondo a tutti gli amici e poi ho davvero riflettuto sull'opportunità di proseguire a correre maratone.
Fa male al morale correre sempre nelle retrovie insieme a persone che hanno 20 anni più di te o 20 chili in più nel girovita.
Mi sono chiesto se davvero la maratona sia la mia distanza, se non fosse il caso di puntare solo a gare più corte e ho anche davvero pensato di smettere e di lasciare che la Playstation avesse il sopravvento.
Ma la bestia si è svegliata, alla fine la voglia di passare l'ostacolo è più forte. Adesso ho davanti a me 7 mesi per preparare come si deve la prossima maratona. A Firenze quest'anno farò davvero tesoro di tutti gli errori commessi.
So già che avrò l'aiuto di un doping specialissimo, perché Franca e Cristina saranno in gara :-) e, spero, anche altri. Magari proveremo ad organizzare meglio il blogpoint, così finalmente riuscirò ad incontrare tutti quanti...
Presto aggiungerò qualche foto e il resto, adesso mi tocca tornare al lavoro.

30 marzo 2009

Scarpa d’Oro Half MaraTRIAthon

“Piove, guarda come piove, senti come viene giù...” (Lorenzo Cherubini aka Jovanotti - Piove)

Vista la concomitanza con la Maratona di Treviso, scelta da molti amici Road come gara del mese di marzo, il caro Ettore ha adottato questa mezza maratona (io credo solo per il risotto finale, lui dice perché bellissima...) e mi sono poi lasciato convincere a correrla.
Una domenica mattina iniziata presto per poter dare una mano a Ettore e al Presidentissimo per la consegna dei pettorali, anche se l’inizio non è dei migliori: sabato sera febbriciattola e raffreddore e ieri mattina la pioggia è talmente “leggera” che fatico a sentire la radio in auto dal rumore. Per fortuna la temperatura è accettabile e non fa molto freddo.
Arrivo a Vigevano e parcheggio vicino lo Stadio, entro e subito si affonda in un bel pantano degno della Cinque Mulini.
Cerco il gruppo Road e lo trovo in tribuna, dove più o meno tutti ci si rifugia per sfuggire alla pioggia. A poco a poco arrivano tutti quanti e, finalmente, possiamo andare alla partenza. Peccato non avere incrociato Stefano, nonostante sms, sarà per la prossima. Entro insieme a Carlos (che è tutto un programma) e ci dirigiamo verso il gonfiabile. Sembriamo pochi, ma saremo quasi 1200; stranamente nessuna, ressa nessuno spintone tutto tranquillo. Allo sparo si fa mezzo giro di pista e via verso la città. Un piccolo tappo iniziale per uscire dallo Stadio, ma tutto fila tranquillo.
Questa volta mi sono imposto di stare assolutamente nel passo previsto (uno scarsissimo 5’45”/Km) fin dall’inizio e riesco a farlo senza correre troppo.
I passaggi in città sono a dir poco spettacolari: la strada coperta è forse quello più emozionante e che ricorderò a lungo, il passaggio in piazza ducale il più scenografico. Cosiglio per gli organizzatori: invertite i percorso! Fate prima la parte “bucolica” e infine il passaggio in città se possibile. Vista l’ora e il tempo, infatti, c’era pochissima gente lungo i percorso ed è davvero un peccato.
Il percorso ci porta nelle campagne circostanti, lasciandoci in balia della pioggia fitta e delle raffiche di vento, intorno al 10° la situazione peggiore: vento freddo laterale e acqua fine ma insistente. Avevo la maglia con pozza d’acqua raccolta nei gomiti!!
Ristori nella norma, ma sempre ben presidiati e, novità per qualsiasi runner milanese, nessun clacson (o, forse, avevo l’iPod talmente alto che non sentivo).
Al 18° accuso un po’ di stanchezza, respiro a fatica sin dall’inizio a causa del raffreddore e quindi rallento un po’ il ritmo per riprendermi. Il terreno è praticamente piatto, ma molto accidentato e con passaggi degli delle riviere di un 3000 siepi.
In vista dell’arrivo un podista mi incoraggia a correre tranquillo e riprendo bene, vengo poi affiancato da una ragazza che mi fa da lepre per gli ultimi metri. Taglio così il traguardo in un real time risulterà poi essere 02:04:51, a un minuto dal mio PB. Sono strafelice, perché ottenuto su un percorso ostico, in condizioni fisiche e atmosferiche avverse, ma soprattutto venuto naturalmente, senza affanni. Dai dati del Garmin leggo che ho scazzato solo in quei 3 km maledetti e questo mi da fiducia per domenica.
Restituisco il chip (anzi una bella ragazza si preoccupa di togliermelo) e cerco subito conforto nel mio mantra per tutta la corsa: il risotto del ristoro. Atmosfera festosa in tutto lo stadio con musica, clown e alcuni stand. Ritrovo Simone Bussetto di Runner’s World, abbandonato da Vittorio Nava (che ho incrociato all’arrivo). Domenica prossima Stramilano, sperando in un tempo migliore sotto tutti i punti di vista...

9 marzo 2009

Lago Maggiore Half Marathon

Una splendida giornata di sole ha accolto gli oltre 2000 iscritti alla seconda edizione della Lago Maggiore Half Marathon, svoltasi ieri a Stresa (VB).
Inizio subito facendo i più vivi complimenti all’organizzazione, tutto perfetto e splendidamente organizzato, non un ritardo, una sbavatura, un problema logistico. Caspita che gara!!
Ma voglio essere pignolo e cattivello e, allora, segnalo due microscopiche critiche: alcuni rifornimenti erano vuoti (quello dei 15, ad esempio) ma i volontari stavano trasportando il tutto e la distanza tra arrivo e consegna chip + deposito, per me arrivato sui gomiti un po’ eccessiva.
Strade ben presidiate e nessun clacson di disapprovazione, volontari sempre disponibili e alcuni anche pronti a incitarci lungo il percorso. Qualche coda ai battelli per chi, come me, è partito da Verbania per arrivare alla partenza ma è normale dovendo gestire un tale mole di iscritti.
Non posso dire nulla sul ritiro pettorali, dato che al mio ci ha pensato il buon Massini il venerdì, solo sono rimasto un po’ deluso nel vedere un expo con un solo stand (Pettinelli Sport) e il resto con tavoli e depliant, una miseria.
La gara parte sotto i migliori auspici, il sole splende alto sulle teste (un po’ pelate per me) dei concorrenti e riscalda corpo e anima; prima del via incrocio diversi Road (35 i partenti), l’onnipresente Capasso e Angela Weaver coi i suoi studenti Galloway. Speaker ufficiale l’istrionico Silvio Omodeo, anche lui sempre pronto a salutare tutti quanti con voce baritonale.
Parto accodandomi a Virgilio ed Ermanno, due “studenti” di Massini impostando un ritmo gara cercando di arrivare entro le 2 ore. I primi 10K filano via lisci, tra qualche leggero saliscendi che taglia un po’ il ritmo. In vantaggio di qualche secondo sul ritmo previsto, tiro un po’ il freno nei successivi 5K anche perché dopo essermi fermato al ristoro dei 10K ho fatto un po’ di fatica a riprendere una corsa fluida. Al ristoro del 15° un sorso d’acqua per riprendermi da una disidratazione che inizia a farsi sentire e via verso quello che speravo essere il rush finale.
Poi, all’improvviso, al 16° arriva il blackout. Cala il sipario, si spengono le luci e vado in confusione. D’improvviso i battiti si impennano e ho il fiato corto tanto che non riesco a correre per oltre 500/600 metri. Vado al passo e immediatamente i battiti si abbassano, riprendo a correre piano e risalgono come impazziti.
Devo ancora guardare il tracciato del Garmin, ma credo che sarà un ottovolante! Così vedo passare il pace maker delle 2 ore e provo ad accodarmi, ma devo rinunciare immediatamente. Arriva anche Carla, altra stagista del gruppo “La Michetta” che mi rincuora e prova a correre un po’ con me, ma devo lasciarla andare. Mi trascino fino a Verbania, per gli ultimi 3 Km e facci l’ultima salita al passo, poi lascio che le gambe corrano ormai senza controllo né forma tecnica accettabile fino all’arrivo. Il crono finale segna 2h09’ di real time, una delle mie peggiori di sempre. Anche il buon Massini vorrebbe capire meglio cosa mi è capitato, fatto sta che sia durante l’attesa dell’autobus per il rientro in albergo sia in albergo ho avuto alcuni capogiri forti per bassa pressione.
Cosa mi è capitato resta un mistero, credo sia una concomitanza di fattori che ha generato stress fisico (venerdì donazione di sangue, pranzo del sabato saltato, caldo, emozione), sommato alla maratona di Piacenza della domenica precedente. Questa settimana vado al piccolo trotto, per recuperare al meglio in vista della doppietta Scarpa d’Oro (29.03) e Stramilano (05.04).I miei complimenti a tutti blogtrotter presenti in gara per gli ottimi riscontri cronometrici e spero di rivederli presto!

2 marzo 2009

Piacenza: mi si è allungato... il lungo!

Sveglia all’alba (5.30) per partecipare alla Placentia Marathon for Unicef; da tabella avrei dovuto fare 35 Km. e lo scorso dicembre non avevo scovato nessuna gara più vicina che mi permettesse di coprire tale distanza, così mi sono iscritto e a poco a poco ha preso forma l’idea di portarla comunque a termine.
Mi sono chiesto che senso avrebbe avuto fare 35 Km. per poi ritirarmi con tutte le scomodità del caso. Si deve attendere il mezzo scopa (che deve poi tornare verso il traguardo dietro l’ultimo) e in gare dove ti trovi a correre fuori città,
raggiungere autonomamente il traguardo sarebbe stato verosimilmente ostico.
In più, si tratta di “soli” 7 chilometri in più da portare a termine e, nonostante sappia per esperienza quanto faticosi possano essere, mi sono auto convinto che volendo anche camminando veloce avrei potuto comunque trascinarmi al traguardo.
Le uniche preoccupazioni prima della partenza erano la stanchezza accumulata in queste ultime due settimane tra allenamenti scombinati, casa da seguire e gravidanza della moglie, cui si aggiungono problemi di lavoro davvero importanti. Giusto per rendere il tutto un po’ più comodo, ci ho aggiunto la levataccia e un viaggetto di un’oretta circa in autostrada (tralasciamo una splendida vescica sotto il piede sinistro e il taglio al sopracciglio stile incontro di boxe).
Questa volta più che in altre occasioni, però, ho intravisto nella corsa uno strumento per esorcizzare paure e negatività; mi sono fatto forza e sono partito con in testa solo ed esclusivamente la voglia di correre e di estraniarmi da tutto e tutti per una mattinata.
Un pensiero agli amici Road che, all’incirca nelle stesse ore, partecipavano ad una non competitiva ad Abbiategrasso (MI) e via verso il Centro Maratona.
Abitando in una città che ti permette di avere più o meno a portata di mano ogni domenica una gara e di poterti organizzare per tempo (ad esempio andando a ritirare il pettorale il giorno prima), non ci si rende bene conto di alcune difficoltà logistiche cui, volenti o nolenti, noi runner ci sottoponiamo.
Un esempio è proprio la mia partecipazione alla Placentia Marathon. Devi programmare la partenza presto, perché vuoi arrivare per tempo, cercare parcheggio, ritirare il pettorale, cambiarti, lasciare la borsa, recarti alla partenza... insomma un piccolo calvario per una distanza casa-corsa relativamente breve. La soluzione trovata dalla Maratona S. Antonio (a Padova il 26 aprile 2009) è stata, a mio avviso, buona: spedizione a casa del pettorale; in questo modo almeno si parte con un pensiero in meno.
Grazie al navigatore arrivo in perfetto orario per l’apertura dell’expo, nel giro di una mezz’ora iniziano a sciamare tantissime auto e ben presto uno dei parcheggi è già pieno. L’expo è situato all’interno di un palazzetto dello sport, molto ampio, ben riscaldato e in grado di assorbire la massa dei corridori senza creare troppo caos.
Sono presenti diversi stand, gastronomici e di rivenditori specializzati (c’è anche quello del negozio di Baldini) e Adidas presenta la nuova collezione estiva ’09. ritirato il pettorale torno verso l’auto per iniziare a cambiarmi, preferendo così di non lasciare la borsa al deposito per evitare una seconda coda al termine della gara.
Data la distanza (2 Km. circa) tra partenza e arrivo, è possibile addirittura lasciare qualche indumento da far portare al traguardo come primo cambio. Un ottimo servizio, ancora più utile visto il tempo di ieri...
Dopo un breve saluto con gli altri Road impegnati nelle gare (una ventina nella mezza e una dozzina noi maratoneti), attendo lo sparo. La partenza fila via liscia, senza intoppi nonostante una secca curva verso sinistra. Il percorso si dimostra subito molto piatto e scorrevole, attraversando inizialmente il centro cittadino e con un passaggio in zona arrivo, con la speaker che salutava tutti.
Ci si è poi portati fuori città, in mezzo alla pianura in uno scenario certamente non bello, dapprima con un susseguirsi di capannoni industriali e poi passando tra campi velati dall’umidità. Al 7°, ancora in città, piccola spruzzata d’acqua forse per prepararci al seguito della gara.
Molto bello il passaggio all’interno del borgo di Grazzano Visconti al 20° con ristoro e fotografo, poi di nuovo immersi nel nulla.
È una gara strana, sei sempre per conto tuo a meno di non agganciarti a qualche gruppetto; passare per le provinciali, purtroppo, non permette di avere il pubblico lungo il percorso. Tuttavia ad ogni ristoro c’è sempre un incitamento dai volontari e anche dai tantissimi operatori di Protezione Civile, Croce Rossa e anche Esercito (a dire il vero un po’ inquietante vedere qualche passaggio presidiato da 4/5 militari in mimetica...).
La mia gara va praticamente da tabella, a parte un inizio come al solito un po’ troppo veloce e il Garmin che in alcuni punti segnala velocità siderali (secondo i dati avrei fatto anche un Km. a 3’52”...!). Non senza accusare fatica e poco allenamento arrivo al 30° e poi al 35°, mio “vero” obiettivo della gara. Sono abbastanza soddisfatto, ho impiegato quasi 6 minuti in meno di quanto previsto nonostante pioggia e freddo che dal 23° in poi sono i miei compagni di corsa.
Mi fermo al ristoro, mi siedo un attimo per riprendermi e per prepararmi agli ultimi 7 Km. che decido di fare alternando corsa e passo, alla Galloway.
La sosta e i continui strappetti, hanno però un effetto mannaia sui miei quadricipiti, che diventano duri come marmo di Carrara. Infischiandomene del tempo finale, mi aggrego a diversi gruppetti e porto a termine la corsa passando sotto il cronometro dell’arrivo che segna 5 ore e qualche secondo.

Nota: ancora adesso né sul
sito della manifestazione né su quello del cronometraggio sono disponibili i risultati definitivi. Inoltre, non sono previsti i passaggi intermedi. No comment. :-(

A causa dei lavori in piazza, purtroppo la logistica ne ha risentito. Si passa a ritirare la medaglia (enorme e pesante!) poi si fa tutto il giro della piazza per ritirare il cambio e poi si deve ritornare dall’altro lato della piazza e poi nella via adiacente per la navetta che riporta allo stadio. Un po’ caotico, ma per causa di forza maggiore.
Sulla navetta uno dei momenti più belli di tutta la giornata: ho conosciuto due podisti di Forlì (uno con “sole” 80 maratone sui piedi...) che raccontavano aneddoti e storie di corse e gare fatte, col loro splendido accento; già sentivo meno la stanchezza!
Tornati alla partenza, consegno il chip e ritiro il pacco gara, adeguato alla manifestazione. In un sacchetto dedicato trovavano spazio:
* una bottiglia di vino (rosso o bianco a scelta)
* una copia di “Marathon” [ultimo numero, non un avanzo di magazzino]
* una barretta proteica
* una sacca porta scarpe
* un set rompi getto per rubinetti (risparmiamo un po’ d’acqua)
* una t-shirt in cotone della gara.

Il ristoro era ridotto a thè caldo, acqua, limone a fette e un vassoio di biscotti; per carità, il pasta party era in pieno svolgimento, ma era davvero scarsino... si può fare di più, soprattutto per quelli che arrivano con tempi da tapascioni e non da runner.

Infine, vi riassumo pro e contro della gara:
PRO
* Logistica
* Ristori (in gara)
* Volontari & soccorso
* Pacco gara

CONTRO
* Risultati e comunicazione
* Ristoro (fine gara)
* Presidio alcuni incroci
* Zona arrivo (causa lavori)

Conclusioni
Una gara che vale la pena di fare almeno una volta, magari avendo un po’ più di fortuna col tempo atmosferico. Pessima la gestione della comunicazione e del cronometraggio, che fa da contraltare ad un’organizzazione davvero buona. In definitiva un bel 7, che, senza il problema dei risultati, sarebbe certamente stato un 8 pieno.

30 dicembre 2008

Training Camp: a scuola di corsa!

Quest’anno Babbo Natale, oltre alla spettacolare sorpresa di un pargolo in arrivo per la prossima estate, ha pensato bene di esaudire uno dei miei desideri e cioè quello di frequentare un corso sulla corsa (scusate il gioco di parole). Le scelte per Babbo Natale erano tra le proposte del professor Fulvio Massini e quelle di Orlando Pizzolato.
Alla fine ha vinto il Training Camp di Massini, che si svolgerà a Verbania (VB) in concomitanza con la seconda edizione della Lago Maggiore Half Marathon, più precisamente dal 6 al 8 marzo prossimi.
Il corso consta di due giorni di full immersion seguiti dal professor Fulvio Massini e dai suoi collaboratori; il programma prevede una valutazione della tecnica di corsa durante gli allenamenti (che saranno programmati in relazione alle capacità dei partecipanti).
In linea di massima l’agenda specifica è la seguente:
Venerdì 6 marzo: ritrovo dei partecipanti presso l’hotel di Verbania, presentazione del corso e consegna del programma dettagliato.
Il giorno seguente saranno proposte le seguenti attività:
* Determinazione rapporto massa grassa/massa magra
* Analisi della tecnica di corsa
* Visione filmati relativi alla tecnica di corsa
* Test di valutazione in pista
* Stretching
* Discussioni risultati dei test
* Indicazioni sulla gestione del rapporto tra allenamento, alimentazione e approccio mentale.
Domenica 8 marzo: partecipazione alla “Lago Maggiore Half Marathon”

Non ho mai preso parte ad alcun corso di formazione di questo tipo, ho avuto solo riscontri positivi sia per quanto riguarda i corsi di Orlando Pizzolato sia per quelli di Massini. Mi auguro che possa essermi utile soprattutto per quanto riguarda la tecnica e l’economia di corsa, due aspetti che so essere un po’ deficitari per quanto mi riguarda. Infatti, non avendo mai praticato atletica da ragazzino, ma altri sport molto differenti quanto a “gesto atletico” (ginnastica artistica, pallavolo, Aikido, nuoto, oltre a diversi anni di gare per fagocita tori di dolci vari) e mancando delle basi mi rendo conto che utilizzo un movimento che per me è naturale, ma potrebbe essere tutt’altro che economico e tecnicamente corretto. Senza contare che un movimento corretto porta anche ad una sensibile riduzione delle probabilità d’infortunio.
Vi terrò aggiornati, ovviamente, con tutte le novità.

9 novembre 2008

Alpin Cup - Luci e ombre

Ultima gara prima della Maratona di Milano fra due settimane. La distanza prevista era la mezza maratona e avevo scelto tempo fa di fare la “Alpin Cup” che si svolge a Sesto San Giovanni (MI). Un paio di settimane fa, la gara da competitiva è stata trasformata in “promozionale”, una definizione che in realtà non esiste, ma che serve per non dire non competitiva.
Inizialmente c’è stato un po’ di sconcerto per il cambio così repentino, per quanto mi riguarda non cambiava nulla: sempre una gara era e sempre con percorso misurato. Col senno di poi forse avrei optato per la mezza in programma a Busto Arsizio (VA), che mi hanno detto essere molto bella.
Ma veniamo subito alla gara di oggi e al motivo del mio titolo “Luci e ombre”.
Innanzitutto devo dire che la gara è andata molto bene: l’idea era di attaccare il muro delle 2 ore in gara, ma la pizza (doppia in realtà) di ieri sera annaffiata da 4 birre mi hanno lasciato qualche lieve strascico e stamane proprio non ero nelle condizioni ottimali.
Il crono finale è stato poi di 2h01’21”, il che mi rinfranca davvero tantissimo visto che mi sono fermato a tutti i ristori e ho fatto almeno 500 metri al passo verso la fine. Segnali positivi in vista della maratona e, soprattutto, ancora una volta una conferma che il motore c’è e va bene. (voi che correte a velocità siderali ridete pure, io mi godo le mie vittorie personali per piccole che siano).
Perché luci e ombre? Perché purtroppo la gara in questione presenta diverse pecche, che mi fanno porre qualche dubbio sulle mie partecipazioni future.
Le “luci”, oltre al tempo non eccelso ma, comunque, mio personal best sulla distanza, sono date dal pacco gara che vale certo più dei 10 Euro pagati e dalla buona volontà messa in campo dagli organizzatori. Le ombre, a mio avviso, sono nel percorso con diversi saliscendi e per lunghi tratti sconnesso (fango, sassi, erba umida, foglie bagnate…) tanto che ho persino preso una storta, fortunatamente senza alcuna conseguenza. Inoltre alla mezza maratona si è aggiunta una seconda maratona per il ritiro del pacco gara e la riconsegna del chip. 3 (t-r-e!!) persone a dar via i pacchi per circa 600 partecipanti, forse sono un po’ pochini vero?!? La fila era davvero senza soluzione di continuità, io che ho fatto un ristoro volante e velocissimo (un bicchiere di aranciata e mezza banana), ho passato in coda 25 minuti. Ovviamente, come tutti gli altri, sudato… fortunatamente non all’aria aperta, ma dentro una palazzina.
Il ristoro finale era davvero da Alpino, con panini wurstel e crauti, vin brulè e poi la solita presenza di bevande varie, biscotti e frutta per tutti.
Il pacco gara è davvero pieno: oltre alla t-shirt in cotone, c’erano: 3 lattine di bibite, una bottiglia di integratore, un pacco di pasta, una latta di pomodori, una barretta proteica, un paio di giornali, volantini a volontà e un buono per una colazione gratis da Mc Donlad’s.
Non è mancata un po’ di suspance a inizio gara; lo speaker ha pensato bene, a 10 minuti dal via, di dire che la gara era vietata (esatte parole!) a tutti i tesserati FIDAL pena il deferimento e magari la squalifica. Con un tempo di reazione degno di Carl Lewis a Los Angeles un capannello di persone ha iniziato a chiedere lumi allo speaker, che si è giustificato e ha cercato di avvalorare la sua tesi dicendo che è anche un giudice FIDAL. Evidentemente non conosce tanto bene i regolamenti, visto che essendo la gara non competitiva non è assolutamente preclusa ai tesserati. Tutto rientrato quando uno dei giudici ha tranquillizzato tutti quanti spiegando che non era assolutamente vietata a nessuno. Forse qualcuno ha parlato sotto l’effetto di una tazza di thé dell’Alpino? :-)

3 novembre 2008

Il lunghissimo e la tabella della settimana

Ieri, come da programma, lunghissimo di 30 Km. trovata una non competitiva in zona (circa 40 Km. da casa, ma un'ora di strada) ho deciso di parteciparvi così da non avere tutti i rischi di un lunghissimo in solitaria.
la scelta è caduta sulla "Stratreviglio", corsa nel paesotto della bergamasca e dintorni. Sveglia alle 5.30 e via lungo le statai e provinciali verso la partenza; partenza "dalle 7.30" come da volantino e mi hanno dato raccomandazioni di presentarmi per tempo causa scarco parcheggio e tipica sveglia mattutina dei bergamaschi.
In effetti alle 7.10, ora del mio arrivo, il parcheggio era praticamente pieno e già molti indigeni erano pronti a partire.
Pagato l'obolo (3,50 euro per il pacco gara composto da tshirt e bottigli a di integratore), mi cambio nel baule dell'auto (avete letto bene) e sono pronto a battermi contro la temperatura più adatta ad un vin brüle che ad una corsa.
Inizio un po' preoccupato, viste le scarse indicazioni in paese, ma seguo un gruppetto di locali, riconosciuti per i discorsi in bergamasco stretto. Poco dopo inizia il tratto di sterrato in mezzo a campi e lungo le rogge, peccato solo che il fondo fosse viscido e, in alcuni tratti, fangoso per via delle recenti piogge.
Ristori ben distanziati, all'incirca ogni 5/6 Km. (a seconda delle possibilità logistiche) e ben forniti: ad ogni tavolo acqua, thé e tanto da mangiare; io sono andato solo di acqua naturale e due pastiglie di destrosio.
Sono riuscito senza problemi a tenere la media prevista di 6'-5'50"/Km., tanto che il mio tempo finale è risultato 2h56'32" per una media di 5'51"/Km. So che i veri runner storceranno il naso di fronte a certi tempi, ma si adegueranno :-)
Ciò che mi ha colpito è stato che la fatica si c'è stata, vista la distanza percorsa, me sono riuscito a tenere bene e ad arrivare con ancora un po' di benzina nel serbatoio (non come Timo Glock ieri a Interlagos...); ciò vuol dire che forse questo potrebbe essere realmente il ritmo per la mia prima maratona, più o meno.
Nel complesso, dunque, prova molto soddisfacente; un allenamento di cui sono molto soddisfatto e una gara che terrò presente il prossimo anno qualora mi trovassi a dover fare un'uscita simile.
Veniamo ora alla tabella per questa settimana - "Three is the magic number…" (cit.)
A meno 3 dalla gara inizio a sclerare :-)
Halloween mi ha dato alla testa o sono così di natura? Chissà, certo è che se anche lo scoprissi certo non ve lo direi.
La tabella del buon Paolo prevede per questa settimana 3 uscite (che saranno poi 4) e cioé:
* 04/11: ripetute da 500m. (7)
* 06/11: 50’ progressivo
* 08/11: 60' collinare
* 09/11: “Alpin Cup” mezza maratona organizzata dagli Alpini di Sesto S. Giovanni (spero nel grappino a fine gara); se riesco correrò col cappello da alpino, ricordo del mio anno di naja nella Brigata Tridentina.
Nota: lo stesso giorno si terrà anche la “Correre per vivere” a Brugherio; lo speaker sarà un amico che ha fatto il corso Fidal per spaeker insieme a me. Invito quanti possano a parteciparvi perché è una 10K molto bella, veloce e, soprattutto, a scopo benefico.