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9 novembre 2013

Saucony Guide 7


Tempo di nuove scarpe, visto che le attuali Saucony Guide erano praticamente alla frutta e le Ravenna iniziano a dare segni di cedimento. Approfitto, dunque, dell'anteprima 2014 dall'amico Paolo di Verde Pisello (il negozio dei Trop Runner) e della casuale presenza dell'ultratrailer Mirko Mottin (atleta di punta del Verde Pisello Group) per saggiare dal vivo le qualità delle nuove Guide 7 di Saucony.
La casa di Lexington (Massachusetts - USA) vede nascere il proprio nome nel 1898; l'allora S.S.M.C. iniziò la sua attività lungo le rive del fiume Saucony. I nativi americani, che abitavano quella zona, coniarono questo nome che tradotto significa “Acque che corrono con leggerezza”; una frase appropriata vista la storia del marchio! Il logo Saucony, infatti, è composto da una piccola onda, detta in inglese “RIVER” (fiume).

Scarpa di punta della gamma Saucony, la Guide ha una storia importante e un nutrito gruppo di fedeli. Nel corso degli anni è stata premiata più volte dalla rivista Runner’s World e dall’IRRA(Independent Running Retailers Association). Quando è arrivato il momento di progettare la 7ma edizione delle Guide, Saucony sapeva di dover andare in profondità per migliorare i dettagli di una scarpa davvero già ottima.
Innanzitutto è aumentato il tempo che intercorre tra quando si è deciso di progettare il nuovo modello e quando la scarpa arriva sugli scaffali dei negozi di circa 6 mesi, per consentire test supplementari e più approfonditi. Inoltre dei test sul campo con runneri “veri” sono stati approntati e ogni feedback è stato preso in seria considerazione.
Nella nuova versione l’avampiede è più svasato permettendo di applicare l’impatto della falcata su un'area più ampia in punta. L’ipotesi di partenza era che i corridori avrebbero segnalato un maggior sostegno, in particolare durante le ultime fasi della falcata, rispetto ad un avampiede leggermente più stretto. Proprio attraverso questi test si è riusciti a convalidare questa teoria e a proseguire su questa strada per il resto della scarpa. Altri aggiornamenti includono una suola interamente riprogettata nella parte mediale, che migliora il supporto per i corridori con pronazione moderata.
Nella suola, scanalature più profonde e flessibili offrono una maggiore mobilità e una migliore mobilità delle dita del piede per una corsa più reattiva. Un altro importante aggiornamento è l'aggiunta della tecnologia di ammortizzazione PowerGrid, che sostituisce la precedente ProGrid, ed è il 15% più leggera e il 30% più resistente.
La Guide 7 sono il perfetto compagno di allenamento, fornendo sia la stabilità sia la flessibilità in un pacchetto sorprendentemente leggero.
Ci ho corso ancora poco (circa 20 Km.) e tra poco correrò con le mie nuove Guide una mezza, ma già noto importanti differenze rispetto al modello 6 che ho davvero consumato fino alla fine (circa 750 Km. Per il momento). Soprattutto la grande stabilità, nonostante sia un modello con un supporto anti-pronazione non troppo accentuato; in secondo luogo la calzata molto avvolgente, soprattutto nell’avampiede, e un’ottima fasciatura del tallone.

(di seguito la recensione Runner's World)
Aggiornamento di potenza e stabilità per la Guide, la scarpa che ha reso ancora più celebre Saucony nel mondo. Il brand di Boston ha lavorato sull’intersuola per dare un assetto più corsaiolo a un modello da allenamento. L’intera intersuola (drop 8mm.) è costruita con la nuova mescola Powergrid, più reattiva e duratura. Ridisegnata anche la suola, oggi più ampia nel mesopiede per consentire un appoggio più stabile.
L’effetto è evidente, anche se alle prime falcate la scarpa potrà sembrare meno flessibile. Il puntale è stato rialzato di 6 mm per rendere più rotonda la fase di spinta. Migliorata anche la flessibilità dell’avampiede grazie a intagli più profondi.
Consigliata come scarpa da allenamento e gara fino alla maratona per runners con appoggio in leggera e media pronazione. Adatta anche ai runners neutri di peso più alto o che necessitano di supporto durante le gare più lunghe, quando l’azione del piede diventa meno efficace).

25 aprile 2013

Trop Test Saucony Guide 6

Dopo le innumerevoli modofiche apportate alla 5 serie della linea Guide, Saucony ha deciso di non presentare molte novità sula nuova serie. Il differenziale è immutato a 8 mm. ma le novità riguardano principalmente una maggiore flessibilità e un crash pad ridisegnato.


Prime impressioni
Dopo aver percorso circa 700 Km. con le Guide 5 ero curioso di vedere come si comport ail nuovo modello. A livello estetico i cambiamenti sono minimali, anche se ad un esame più attento si notano cambiamenti nella zona mediale della tomaia. Ma anche la suola ha ricevuto qualche aggiornamento, con nuovi intagli per migliorare la flessibilità e inserti triangolari simili a quelli visti sulle Kinvara. Appena indossate ho avuto un feeling immediate, con una calzata molto simile al modello precedente ma leggermente più confortevole e avvolgente.


Suola
Saucony ha trovato qualcosa che davvero funziona, guardando (e provando) la suola delle Guide 6. In pratica, come accennato prima, i cambiamenti sono pochi, lasciando quanto di buono già presente sul medello precedente; il sistema di ammortizzamento ProGrid assorbe l'impatto, dissipando lo shock e fornendo una transizione omogenea nella fase di rullata. Il differenziale di 8 mm. aiuta molto nella rullata e combinato al ProGrid forma una coppia ottima.
L’intersuola è stata riallineata rispetto alla Guide 5 il che, unito ai nuovi intagli della suola, rendono l’avampiede flessibile e reattivo.
La suola è stata aggiornata coi nuovi pad "+IBR" di forma triangolare, integrati con scanalature più profonde nell'avampiede per una migliore flessibilità e reattività.


Tomaia
La tomaia della Guide 6 è uno dei cambiamenti un po’ controversi. La ricerca verso una calzata più avvolgente e sicura ha portato a modifiche nella tomaia e nella tecnologia Arch-Lock. Lo spazio in punta si è leggermente ridotto e questo potrebbe causare qualche problema a quanti avevano uno spazio appena sufficiente nel modello precedente.
Ottimo, come sempre, il mesh utilizzato per la tomaia; la soletta interna risulta morbida quanto basta e confortevole.

Conclusioni
I cambiamenti rispetto al modello precedente sono, a mio avviso, ottimi per la suola e l’intersuola e un po’ meno per la tomaia.
Non ho avuto un generale immediato feeling come per il modello precedente e resto un po’ perplesso in generale. La Guide 6 rimane, tuttavia, un’ottima scarpa per i leggeri pronatori alla ricerca di un modello molto comfortevole e ben ammortizzato per gli allenamenti medio-lunghi e per le gare lunghe.