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19/11/2016 Podisti da Marte
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9 gennaio 2011

Campaccio 2011

 La Befana, oltre a un pezzo di carbone, mi ha portato l’esordio nelle campestri con il classico “Campaccio”.
Edizione numero 54 della classicissima del cross country e giornata tipicamente invernale con temperatura intorno allo zero e tanta umidità; per fortuna l’annunciata nevicata non è arrivata e il terreno era molto duro e secco con alcuni tratti fortemente sconnessi nascosti sotto l’erba tagliata da poco.
In campo senior dominio indiscusso degli atleti keniani che si accaparrano i primi cinque posti in classifica e vittoria del campione del mondo in carica Ebuya; ottimo il sesto posto del portacolori azzurro Andrea Lalli. Nella gara femminile vittoria dell’ungherese Kalovics, che bissa il successo dello scorso anno e porta a quattro il numero dei successi a San Giorgio.
Tornando agli “umani”, la gara mi ha visto al via nella categoria M35 sulla distanza di 6K (3 giri in totale); la vittoria di categoria è andata a Pellizzoni, che mi ha doppiato verso la fine del secondo giro, appena prima di entrare sulla pista.
Che dire, sento ancora l’emozione dell’esordio, l’adrenalina che mi ha fatto dormire poco la notte prima e che nonostante il fiato corto e lo scarso allenamento mi ha fatto arrivare in fondo in un tempo dignitoso per i miei attuali standard.
Ancora una volta ringrazio Paola e Federico che mi hanno sopportato, gli dei del teleobiettivo Antonio e Roberto (in rigoroso ordine cronologico), Lucky perché coi suoi racconti mi ha fatto incuriosire e messo la voglia di provare ad assaggiare il fango, Gianni Mauri e Rosanna che mi hanno incitato ad ogni passaggio nonostante fossi davvero uno dei più scarsi in gara, Mauro che mi ha incitato correndo poco più avanti di me.

Vi segnalo le gallerie fotografiche dei due fotografi e dei loro collaboratori:
Galleria fotografica by Antonio Capasso (autore dello scatto a lato)

27 novembre 2010

Magnani: "Campaccio tra i primi cinque cross al mondo"

Vi ripropongo l'ootima intervista a Marcello Magnani pubblicata su Podisti.net
Foto courtesy Roberto Mandelli - http://www.podisti,net/

In 53 edizioni il mito del Campaccio è nato, cresciuto, si è alimentato, si è confermato. Il 6 gennaio sarà il 54esimo compleanno. Da festeggiare. Da celebrare con una grande gara. Le emozioni più belle le sanno regalare solo i grandi campioni che al Campaccio non sono mai mancati: Gebreselassie, Tanui, Bordin, Panetta, Lebid, Tergat, Fava, Bekele, Paula Radcliffe, Kalovics, Sommaggio, Munerotto… e se ancora emozioni arriveranno sarà grazie alla società sportiva Sangiorgese ed al coordinatore generale Sergio Meraviglia che ha nominato quattro anni fa l’affermato manager Marcello Magnani quale ‘direttore tecnico’. Magnani ha sulle spalle l’onere e l’onore di mantenere grande il cross a San Giorgio su Legnano.
Abbiamo voluto sentire cosa sta preparando per la gara che tra poco più di un mese andremo a vivere.

L’atletica cambia, le gare e gli atleti pure, il Campaccio rimane sempre un grande evento. Come si organizza una grande gara di cross?
Un cross ben organizzato e ben riuscito è la sintesi di diverse componenti. E nel Campaccio rientrano da sempre gli ingredienti fondamentali: grandi atleti, gara appassionante ed incerta fino all’ultimo metro, ottima organizzazione generale. Il Campaccio è una manifestazione con una forte tradizione, il che serve molto da richiamo per il pubblico, i media, la televisione. La tradizione è stata creata da grandi personaggi negli scorsi decenni, ora è compito nostro mantenerla viva attraverso la costruzione di una gara che sia il più possibile avvincente. Cerchiamo di evitare il singolo ‘atleta-attrazione’ se possibile. Per noi fare 13 sarebbe ripetere la bellissima gara terminata con la volata al fotofinish del Gennaio 2008.

Che gara vedremo quest’anno?
Per fare grandi gare servono i grandi campioni. Cerchiamo di gestire la nostra potenzialità economica con un cast di atleti che possano darsi battaglia per più chilometri possibili. Vogliamo appassionare chi è sul percorso, sulle tribune o a casa a guardare il Campaccio in televisione. Purtroppo, per questioni di budget, non possiamo competere con Edimburgo, mentre le gare con le quali ci confrontiamo sono Siviglia, Elgoibar, Amorebieta.

Possiamo affermare che il Campaccio è tra i 5 cross più importanti del mondo?
E’ così. Ovviamente a me viene fin troppo facile parlare bene del Campaccio, ma ci sono dati incontrovertibili che sono stati snocciolati durante riunioni della Commissione del Cross sia in ambito EA (Federazione Europea) che IAAF (Federazione Mondiale), da cui si vede palesemente che il cast (maschile) del Campaccio è, per valori tecnici medi, tra i 3 o 4 più importanti d’Europa (e quindi del mondo, avendo in Europa il meglio del Cross Mondiale). Basta prendere, per i migliori 10 atleti classificati, la migliore prestazione dei 2 anni precedenti (essendo il Campaccio il 6 Gennaio bisogna prendere il 2009), quantificarla in termini di punti in base alla tabella dei punteggi IAAF e sommare tra loro i singoli punteggi. Risulterà che il Campaccio, nelle ultime 3 edizioni, è stato sempre nei primi 5 Cross in Europa, almeno a livello maschile.

Come vedi la stagione che è appena iniziata anche con il cross di Volpiano e altri cross tra Spagna e Portogallo?
La stagione è appena iniziata ed è presto per dire chi potrà essere protagonista, specialmente a livello europeo. Ancora i migliori non hanno scoperto le carte, ma non manca molto agli Europei, per cui penso che già dai Cross di queste settimane potremo avere qualche indicazione in più. A livello italiano, Volpiano ci ha detto che, al momento, la pattuglia delle Fiamme Gialle, sembra essere in condizione. Sinceramente mi piacerebbe vederli in un contesto un po’ più impegnativo, penso che per arrivare agli Europei ben collaudati, può non bastare correre sempre “in casa”.

Il Campaccio ha sempre puntato sui giovani emergenti. Ci sarà qualche medagliato europeo o mondiale juniores?
Di certo il Campaccio non perderà la sua tradizionale “linea verde” e nel campo partenti terremo qualche posto per qualche fresca medaglia Europea o Mondiale giovanile.

Gli italiani, anche i giovani, dovrebbero puntare di più sui cross o rimangono i soliti nomi degli ultimi anni? Come vedi dunque il futuro azzurro della specialità?
Premesso che contiamo molto sulla possibile presenza di Daniele Meucci, Andrea Lalli e Stefano La Rosa, futuro ma ormai anche presente del mezzofondo azzurro, penso che ci possano essere anche altri atleti che nel cross possono ancora dire la loro: parlo di De Nard, di Buttazzo, di Floriani, di Caliandro. Per cui, detto che i primi tre sono gli elementi di punta (anche per un fatto anagrafico) del nostro movimento, penso che possiamo contare su una squadra di valore, che si batterà per difendere la medaglia a squadre di Dublino 2009. In un futuro più a lungo termine, inteso come post Meucci, Lalli e La Rosa, invece, non intravedo fenomeni. Pur essendo i 3 ragazzi molto giovani, penso non sia bene “sedersi” e occorra investire per cercare di assicurare continuità al settore che ci ha sempre dato belle soddisfazioni.

Gara femminile. Chi le protagoniste possibili e da chi vorresti assolutamente un sì?
L’azzurra Elena Romagnolo sarà quasi certamente al via della gara femminile, ma gli inviti saranno perfezionati dopo gli Europei di Albufeira, per cui per ora è necessario attendere. Nella gara maschile sto aspettando un “si” da un atleta che cerchiamo dall’anno scorso e di cui, per scaramanzia, non voglio fare il nome. Stiamo comunque già ponendo le basi per avere nuovamente un cast di altissimo livello, degno del Campaccio.

Tutto dunque si decide dopo l’Europeo di Cross di Albufeira?
La maggior parte degli accordi si perfeziona dopo gli Europei, anche per atleti africani, semplicemente perché siamo noi a voler concretizzare le trattative solo dopo l’evento principale. Le quotazioni e le volontà degli atleti e dei loro manager saranno assolutamente dipendenti dal risultato di Albufeira, anche per questo preferiamo attendere con le definitive conferme.

Bacchetta magica in mano, saresti veramente soddisfatto se riuscissi ad ingaggiare quale atleta oppure quale sfida vera fra atleti?
Oggi come oggi, non essendoci nel panorama mondiale del Cross personaggi come Gebre, Tergat, Panetta, Bordin, ecc, penso che la cosa più interessante per tutti sia vedere una sfida tra atleti, in cui qualche atleta bianco possa inserirsi nel confronto e dire la sua: questo è il messaggio migliore che possiamo passare alla gente e ai giovani in particolare che credono in questo meraviglioso sport.



















26 novembre 2010

3 stelle che illuminano il Campaccio

Ripropongo l'ottimo articolo di Ennio Buongiovanni sul Campaccio gara di cross che nel 2011 mi vedrà ai nastri di partenza (pettorale 851).
Se dici “fiducia” pensi alla Galbani (almeno fino allo scandalo del 2008...); se dici “basta la parola” pensi alla Falqui; se dici “contro il logorio della vita moderna” pensi al Cynar così, anche se gli slogan pubblicitari di questo tipo sono molteplici, se dici cross pensi al Campaccio. Sì, perché ormai anche la corsa di San Giorgio su Legnano, inclusa a pieno diritto nell'esclusivo circuito internazionale Permit, con la sua lunga e gloriosa storia è indiscutibilmente diventata sinonimo di cross.
Il 6 gennaio del 2011 il “Campaccio” festeggerà i suoi 54 anni di vita. Diciamo la verità: in ordine di tempo non sono pochi. Eppure, se lo guardiamo in faccia, ci accorgeremo di come non presenti nemmeno una ruga, anzi sia freschissimo; di come lo sguardo sia vivo e penetrante, la muscolatura agile e scattante, i tendini sottili ed elastici. E se poi gli parliamo, ci dovremo meravigliare nel sentire una voce tanto chiara, tanto baldanzosa, tanto giovanile, orgogliosa sì di raccontare le mille magnifiche storie della sua vita, ma intenta soprattutto ad illustrare il suo presente e a proiettarsi nel futuro (la Società si è candidata per organizzare un Mondiale di cross). Il “Campaccio”, insomma, i suoi anni non potrebbe portarli meglio e anzi si dimostra più vivo che mai.
Se in Italia quello degli anni '60 è stato un miracolo economico che però a un certo punto ha avuto fine, anche quello di San Giorgio è una sorta di miracolo, ma questo è un miracolo che puntualmente si rinnova di anno in anno, da 54 anni (un po', insomma, senza voler essere blasfemi, come il miracolo di San Gennaro a Napoli...).
C'è da domandarsi infatti come fanno – se non facendo miracoli, appunto - gli organizzatori di San Giorgio – un piccolo centro di circa seimila abitanti a poco più di venti di chilometri da Milano - ad allestire ogni anno un cross del genere. Sì, è vero, ne esiste qualcuno qua e là per l'Europa per ambiente (parchi, colline) e disponibilità finanziarie (sponsor, amministrazioni, federazioni) anche migliori. Ma la storia, il fascino del “Campaccio” - se non l'attigua “Cinque Mulini” - chi ce l'ha?
Nel suo nome, il suo significato e il suo programma. I primi cross - nati soprattutto nei paesi anglosassoni a cavallo tra '800 e '900 (un'etimologia più completa vuol chiamarli cross country, ossia attraverso la campagna) – si svolgevano su terreni del tutto naturali, così come il buon Dio li aveva fatti. E dunque si svolgevano tra le più avverse difficoltà ambientali: fossi da saltare, tronchi da scavalcare, salite da affrontare tra sassi, fango, buche, pioggia, nebbia, neve, ghiaccio, freddo. Terreni come campacci, come campi disastrati. E fu così che i consiglieri della Sangiorgese – una polisportiva che affonda le radici nel 1908 - in una sera sul finire del '56, in pura rivalità con la contigua San Vittore Olona dove dal 1933 si teneva già la famosa “Cinque Mulini”, decisero di dotare il paese di un proprio cross con l'intesa di trovare al più presto un percorso adatto al caso.
Tra i consiglieri c'era Ezio Lombardi, un agricoltore del posto. Lombardi offrì la disponibilità di un suo campo proprio lì a ridosso del paese. A quel tempo i campi erano ancora tanti: le case nuove, le strade asfaltate, gli edifici industriali non li avevano ancora fagocitati, rimaneva un certo ambiente naturale d'impronta contadina. Quello del generoso consigliere era un terreno che rispondeva in tutto e per tutto a quei canoni dei classici cross. Di accidentato non mancava nulla, e se poi qualche giorno prima della gara, o il giorno stesso, avesse piovuto... Come chiamarlo quel loro primo cross se non col nome stesso di quel campo detto “Campasc” che nel dialetto locale vuol dire appunto campo squinternato, accidentato. Non dovevano passare molte altre sere da quella della riunione tenuta sul finire del '56 per vedere al via la prima edizione. Era il 10 marzo 1957. Mossiere fu un personaggio d'eccezione: nientemeno che Adolfo Consolini, il discobolo olimpionico a Londra '48 e triplice primatista mondiale. Questo tanto per dire come quelli della Sangiorgese presero a volare subito alto. I concorrenti furono venticinque; il percorso misurava 5,5 chilometri; il vincitore fu il ventenne bresciano Franco Volpi (si imporrà anche nel '62 e nel '63 fu secondo; avrà poi una brillante carriera). Nel '58 s'impose Riccardo Della Minola; nel '59 Giorgio Gandini. Nomi non da poco. Seguirà una lunga lista di grandi atleti, italiani e stranieri, che ovviamente non sempre troviamo vincitori o comunque sul podio perché a salire su quei gradini e a scrivere il loro nome sull'albo d'oro sono, come ben si sa, solo in tre. Ma quanti di loro hanno onorato la corsa partecipandovi! Si può affermare che se fino alla metà degli anni '60 si può parlare del meglio dell'atletismo italiano presente al “Campaccio”, dal '65, con la vittoria dello jugoslavo Nedo Farcic (si ripeterà nel '69) prende a far parte della corsa prima il meglio dell'atletismo europeo e poi di quello mondiale.
Tra i tanti atleti italiani, che abbiano vinto o no, si possono ricordare Antonio Ambu, Alfredo Rizzo, Francesco Bianchi, Giuseppe Cindolo, Giuseppe Ardizzone, Franco Arese, Luigi Zarcone, Franco Fava, Venanzio Ortis, Gelindo Bordin, Gianni Demadonna, Francesco Panetta, Stefano Mei, Alberto Cova, Umberto Pusterla, Vincenzo Modica, Stefano Baldini. Nel '94 Pusterla si classificò secondo e Modica terzo. Sono loro gli ultimi atleti italiani ad essere saliti s podio. Dopo di che lo stesso è stato appannaggio dei soli atleti keniani ed etiopi con le uniche intrusioni dell'otto volte campione d'Europa Sergiy Lebid (3° nel 2002, 1° nel 2003, 3° nel 2004, 2° nel 2008 e nel 2009) e dello spagnolo Paulo Guerra (1° nel 2001). L'ultimo vincitore italiano è stato Francesco Panetta che s'impose nel '93 sui fortissimi keniani Jonah Koech e Richard Chelimo. Francesco unitamente ad Antonio Ambu detiene il record delle vittorie: cinque (ottenute nell'86, nell'87, nell'89, nel '90, nel '93).
Tra gli stranieri come non ricordare oltre ai due succitati e tra i tanti altri, almeno lo spagnolo Jouan Hidalgo, i polacchi Bronislaw Malinowski e Boguslaw Maminski, il cileno Edmundo Bravo, i belgi Mark Smet e Leon Schott, l'inglese Dave Clarke? A questi seguirà una sfilza di atleti africani dei quali il precursore fu l'etiope Wohib Masresha che s'impose nell'edizione del '71. Per trovare il secondo vincitore di pelle nera bisogna andare al '91 quando ad imporsi fu il keniano Jonah Koech. Con quest'ultimo s'apre praticamente il capitolo che, tranne pochissime eccezioni, parlerà, purtroppo per gli atleti di pelle bianca, solo lingue africane. Con la 53a edizione compresa (2010) i vincitori etiopi sono sei, quelli keniani otto. Tra gli atleti africani saliti sul podio vanno ricordati, oltre ai già citati, gli etiopi Haile Gebrselassie, Fita Bayesa, Alemayehu Lemma, Kenenisa Bekele, Gebre Gebremariam (campione mondiale di cross nel 2009 e vincitore nel novembre scorso della 41a maratona di New York), Abhream Feleke (3° nel 2008, 1°nel 2010 e quindi ultimo vincitore). E tra quelli keniani Paul Tergat, Shem Koroira, David Chelule, Bernard Barmasai, Paul Kosgei, Charles Kamathi, Patric Ivuti, Edwin Soi, Eliud Kipchoge e qui, come suol dirsi, chi più ne ha più ne metta.
Nel 1961 la partecipazione si allarga agli juniores e nel 1970 alle seniores. La prima vincitrice è Paola Pigni. Poi sui residui prati di San Giorgio - naturalmente negli anni il percorso ha subito radicali modifiche e le difficoltà, pur presenti in caso di avverse condizioni atmosferiche, si sono di gran lunga attenuate senza con questo nulla togliere al fascino della storica competizione – si esibiranno Gabriella Dorio, Margherita Gargano, Cristina Tommasini, la spagnola Carmen Valero che nel '77 sarà la prima vincitrice straniera (replicherà nel '78), le norvegesi Ingrid Kristiansen e Grete Waitz, Nadia Dandolo, Rosanna Munerotto col record di tre vittorie, la tedesca Uta Pippig, Silvia Sommaggio (vince nel '94 e sarà l'ultima vittoria italiana al femminile), l'inglese Paula Radcliffe, l'ungherese Aniko Kalovics. La prima africana a salire sul podio sarà la keniana Tegla Loroupe (2a nel '93) cui seguirà una moltitudine di altre africane del Kenya e dell'Etiopia con una sola presenza marocchina (Zahra Ouaziz, vincitrice nel '99).
Come è facile immaginare gli episodi da raccontare sarebbero infiniti così come le cronache delle gare con le lotte all'ultimo respiro per aggiudicarsi la vittoria. Qualcuno potrebbe dire “Roba da scriverci un libro”. Ebbene, questo libro è stato scritto: è intitolato “Campaccio... e dintorni – 50 anni di storia” ed è stato pubblicato nel 2006 in occasione del 50° “Campaccio” in uno col Campionato Europeo. Tra gli episodi raccontati nel libro, ne estrapoliamo qui brevemente due. Edizione del '90. Quel giorno la corsa si svolse in un paesaggio inconsueto. Tutto era dipinto di bianco in un'esplosione d'arabeschi. Si sarebbe detta neve caduta nella notte. E invece non era neve, era brina, una fantastica brina. Edizione del 2009. Anche quel giorno la corsa si svolse in un paesaggio tutto ammantato di bianco: questa volta era proprio neve, una neve incessante che ricopriva di bianco tutti gli atleti tanto da farli sembrare al loro apparire dei fantasmi avvolti in lenzuola. Fu uno scenario irreale, davvero fiabesco. Quando si dice il cross...
Nel 2000 e nel 2005 la Sangiorgese ospita i Campionati italiani di Società di corsa campestre e li ospiterà per la terza volta il prossimo 27 febbraio. Nel 2006 si è tenuta a San Giorgio la 13a edizione dei Campionati Europei di cross: un autentico successo come organizzazione e come medaglie azzurre: 5 (oro ad Andrea Lalli e alla squadra tra gli juniores; bronzo a Daniele Meucci e argento alla squadra maschile under 23; bronzo alla squadra under 23 femminile).
La valenza della Sangiorgese è stata ampiamente riconosciuta dal Coni che le ha assegnato tre stelle al merito: nel '76 quella di bronzo, nell'83 quella d'argento, nell'88 quella d'oro. Forse è anche un po' grazie a questo manto di stelle che il cielo del “Campaccio” è e sarà sempre così luminoso.

Per info: Ufficio Stampa Campaccio - Cesare Monetti ufficiostampa@campaccio.it


8 novembre 2010

54° Campaccio

Ne è passato di tempo da quel 10 marzo 1957 quando Adolfo Consolini diede il via alla prima edizione del Campaccio, gara che non si è più fermata e che ha avuto l’onore di festeggiare nel 2006 il 50° anno organizzando il 13° Campionato Europeo di Corsa Campestre sotto l’egida dell’Associazione Europea di Atletica (EAA).
ll programma gare ufficiale è disponibile sul sito, si inizierà con le gare di più giovani alle 9:15 del mattino per poi godere dello spettacolo della gara femminile da 6.000 metri alle 14:10 e di seguito la gara maschile da 10.000 metri alle 14:50.
Da qualche settimana sul sito ufficiale è possibile iscriversi, è presente il regolamento gare e per i colleghi giornalisti è anche disponibile il sistema di accreditamento media. L’appuntamento da segnare sul calendario è dunque per il Campaccio al Centro Sportivo Comunale “Angelo Alberti” a San Giorgio su Legnano per il 6 gennaio 2011.

Comunicato stampa a cura di Cesare Monetti - Ufficio Stampa
skype: cesaremonetti
L’impegno del Comitato Organizzatore non si fermerà al 6 Gennaio. Nel 2011 sarà doppio l’impegno per l’Unione Sportiva San Giorgese. Infatti, è già previsto per il 27 febbraio 2011 a San Giorgio su Legnano lo svolgimento del Campionato Italiano di Società FIDAL di corsa campestre. Un ulteriore riconoscimento di quanto sia affascinante ed importante correre sui prati del Campaccio.
Mancano due mesi esatti al Campaccio e la macchina organizzativa sta lavorando a tempo pieno per organizzare come sempre un cross di livello internazionale, con al via come sempre accaduto gli specialisti più forti d’Italia e del mondo.