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19/11/2016 Podisti da Marte
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31 marzo 2009

Maratona Sant Antonio

A Padova correrò la mia terza maratona, dopo le prove di Piacenza (un lungo allungato) e Milano. La gara veneta era in ballottaggio con Torino (che si corre la domenica precedente) e alla fine i servizi in più che vengono offerti hanno avuto la meglio. In particolare, il servizio più interessante dal mio punto di vista è la spedizione gratuita a casa del pettorale e del chip; questo permette di recarsi con relativa calma a Padova senza dover fare tappa obbligata al Centro Maratona e ovviare, al contempo, alle code del giorno precedente la gara.
A proposito: tutto è già arrivato a casa senza alcun problema, sono rimasto di sasso!!! Bustone con: pettorale, regolamento, chip, pass parcheggio, buono per pasta party, sconto per acquisti all’expo, busta per deposito borse, tagliando ritiro pacco gara. Un servizio mai visto né provato, complimenti!

Ma veniamo alla presentazione della gara e dei servizi.

Percorso L’edizione del decennale partirà dalla cittadina di Vedelago in provincia di Treviso, da lì gli atleti si dirigeranno verso Castelfranco Veneto per poi proseguire verso Resana e quindi, lungo la Strada Statale del Santo, si attraverseranno i comuni di Loreggia, Camposampiero, San Giorgio delle Pertiche, Campodarsego e Cadoneghe. Il percorso continuerà, infine, in direzione della città patavina fino all’arrivo posto in Prato della Valle, la più grande piazza d’Europa.

Servizi Anche a Padova saranno a disposizione dei concorrenti i pacer; correndo al loro fianco sarà possibile abbattere i “muri cronometrici” dalle 3 alle 5 ore, con frazioni di 15’. Saranno riconoscibili grazie alla canotta coi tempi previsti, oltre ai classici palloncini di vario colore. Nota a margine: il coordinatore dei pacer è un certo Fulvio Massini, un nome una garanzia...
Come per molte altre maratone è stato predisposto un servizio di navette completamente gratuite per raggiungere la partenza sia dallo Stadio Euganeo sia dalla Stazione. Anche gli accompagnatori potranno utilizzare lo stesso servizio per raggiungere Prato della Valle sia da Vedelago sia dalla Stazione FS di Padova. Infine, all’arrivo ci saranno navette gratuite per raggiungere lo Stadio Euganeo, Vedelago e la stazione (dove ci sono appositi parcheggi predisposti).
Sabato e domenica sarà possibile partecipare al Pasta Party presso lo stand gastronomico che si terrà in zona Expo (in Prato della Valle), secondo i seguenti orari:

- sabato 25 aprile dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 21.00
- domenica 26 aprile dalle 12.00 alle 17.00

Altre gare Accanto alla maratona, è stata organizzata anche la mezza maratona con partenza da Camposampiero alle 10.30. Negli ultimi 18 chilometri, la mezza ripercorre il cammino compiuto il 13 giugno del 1231 da Sant’Antonio che, in punto di morte, venne trasportato a bordo di un carro trainato da buoi sino all'Arcella, quartiere di Padova.

La mia gara Mi attaccherò con la carta moschicida al pacer delle 4h30’, sperando finalmente di correre come si deve la gara, evitando partenze a razzo per poi trovarmi a serbatoi vuoti. Spero di non essere troppo emozionato visto che mia moglie sarà con me e mi aspetterà al traguardo insieme, ovviamente, al nostro piccolo...


Se c’è qualche Blogtrotter in gara, si può organizzare un ritrovo; io arriverò il sabato, quindi potremo incontrarci sia il giorno precedente sia prima della partenza.

2 marzo 2009

Piacenza: mi si è allungato... il lungo!

Sveglia all’alba (5.30) per partecipare alla Placentia Marathon for Unicef; da tabella avrei dovuto fare 35 Km. e lo scorso dicembre non avevo scovato nessuna gara più vicina che mi permettesse di coprire tale distanza, così mi sono iscritto e a poco a poco ha preso forma l’idea di portarla comunque a termine.
Mi sono chiesto che senso avrebbe avuto fare 35 Km. per poi ritirarmi con tutte le scomodità del caso. Si deve attendere il mezzo scopa (che deve poi tornare verso il traguardo dietro l’ultimo) e in gare dove ti trovi a correre fuori città,
raggiungere autonomamente il traguardo sarebbe stato verosimilmente ostico.
In più, si tratta di “soli” 7 chilometri in più da portare a termine e, nonostante sappia per esperienza quanto faticosi possano essere, mi sono auto convinto che volendo anche camminando veloce avrei potuto comunque trascinarmi al traguardo.
Le uniche preoccupazioni prima della partenza erano la stanchezza accumulata in queste ultime due settimane tra allenamenti scombinati, casa da seguire e gravidanza della moglie, cui si aggiungono problemi di lavoro davvero importanti. Giusto per rendere il tutto un po’ più comodo, ci ho aggiunto la levataccia e un viaggetto di un’oretta circa in autostrada (tralasciamo una splendida vescica sotto il piede sinistro e il taglio al sopracciglio stile incontro di boxe).
Questa volta più che in altre occasioni, però, ho intravisto nella corsa uno strumento per esorcizzare paure e negatività; mi sono fatto forza e sono partito con in testa solo ed esclusivamente la voglia di correre e di estraniarmi da tutto e tutti per una mattinata.
Un pensiero agli amici Road che, all’incirca nelle stesse ore, partecipavano ad una non competitiva ad Abbiategrasso (MI) e via verso il Centro Maratona.
Abitando in una città che ti permette di avere più o meno a portata di mano ogni domenica una gara e di poterti organizzare per tempo (ad esempio andando a ritirare il pettorale il giorno prima), non ci si rende bene conto di alcune difficoltà logistiche cui, volenti o nolenti, noi runner ci sottoponiamo.
Un esempio è proprio la mia partecipazione alla Placentia Marathon. Devi programmare la partenza presto, perché vuoi arrivare per tempo, cercare parcheggio, ritirare il pettorale, cambiarti, lasciare la borsa, recarti alla partenza... insomma un piccolo calvario per una distanza casa-corsa relativamente breve. La soluzione trovata dalla Maratona S. Antonio (a Padova il 26 aprile 2009) è stata, a mio avviso, buona: spedizione a casa del pettorale; in questo modo almeno si parte con un pensiero in meno.
Grazie al navigatore arrivo in perfetto orario per l’apertura dell’expo, nel giro di una mezz’ora iniziano a sciamare tantissime auto e ben presto uno dei parcheggi è già pieno. L’expo è situato all’interno di un palazzetto dello sport, molto ampio, ben riscaldato e in grado di assorbire la massa dei corridori senza creare troppo caos.
Sono presenti diversi stand, gastronomici e di rivenditori specializzati (c’è anche quello del negozio di Baldini) e Adidas presenta la nuova collezione estiva ’09. ritirato il pettorale torno verso l’auto per iniziare a cambiarmi, preferendo così di non lasciare la borsa al deposito per evitare una seconda coda al termine della gara.
Data la distanza (2 Km. circa) tra partenza e arrivo, è possibile addirittura lasciare qualche indumento da far portare al traguardo come primo cambio. Un ottimo servizio, ancora più utile visto il tempo di ieri...
Dopo un breve saluto con gli altri Road impegnati nelle gare (una ventina nella mezza e una dozzina noi maratoneti), attendo lo sparo. La partenza fila via liscia, senza intoppi nonostante una secca curva verso sinistra. Il percorso si dimostra subito molto piatto e scorrevole, attraversando inizialmente il centro cittadino e con un passaggio in zona arrivo, con la speaker che salutava tutti.
Ci si è poi portati fuori città, in mezzo alla pianura in uno scenario certamente non bello, dapprima con un susseguirsi di capannoni industriali e poi passando tra campi velati dall’umidità. Al 7°, ancora in città, piccola spruzzata d’acqua forse per prepararci al seguito della gara.
Molto bello il passaggio all’interno del borgo di Grazzano Visconti al 20° con ristoro e fotografo, poi di nuovo immersi nel nulla.
È una gara strana, sei sempre per conto tuo a meno di non agganciarti a qualche gruppetto; passare per le provinciali, purtroppo, non permette di avere il pubblico lungo il percorso. Tuttavia ad ogni ristoro c’è sempre un incitamento dai volontari e anche dai tantissimi operatori di Protezione Civile, Croce Rossa e anche Esercito (a dire il vero un po’ inquietante vedere qualche passaggio presidiato da 4/5 militari in mimetica...).
La mia gara va praticamente da tabella, a parte un inizio come al solito un po’ troppo veloce e il Garmin che in alcuni punti segnala velocità siderali (secondo i dati avrei fatto anche un Km. a 3’52”...!). Non senza accusare fatica e poco allenamento arrivo al 30° e poi al 35°, mio “vero” obiettivo della gara. Sono abbastanza soddisfatto, ho impiegato quasi 6 minuti in meno di quanto previsto nonostante pioggia e freddo che dal 23° in poi sono i miei compagni di corsa.
Mi fermo al ristoro, mi siedo un attimo per riprendermi e per prepararmi agli ultimi 7 Km. che decido di fare alternando corsa e passo, alla Galloway.
La sosta e i continui strappetti, hanno però un effetto mannaia sui miei quadricipiti, che diventano duri come marmo di Carrara. Infischiandomene del tempo finale, mi aggrego a diversi gruppetti e porto a termine la corsa passando sotto il cronometro dell’arrivo che segna 5 ore e qualche secondo.

Nota: ancora adesso né sul
sito della manifestazione né su quello del cronometraggio sono disponibili i risultati definitivi. Inoltre, non sono previsti i passaggi intermedi. No comment. :-(

A causa dei lavori in piazza, purtroppo la logistica ne ha risentito. Si passa a ritirare la medaglia (enorme e pesante!) poi si fa tutto il giro della piazza per ritirare il cambio e poi si deve ritornare dall’altro lato della piazza e poi nella via adiacente per la navetta che riporta allo stadio. Un po’ caotico, ma per causa di forza maggiore.
Sulla navetta uno dei momenti più belli di tutta la giornata: ho conosciuto due podisti di Forlì (uno con “sole” 80 maratone sui piedi...) che raccontavano aneddoti e storie di corse e gare fatte, col loro splendido accento; già sentivo meno la stanchezza!
Tornati alla partenza, consegno il chip e ritiro il pacco gara, adeguato alla manifestazione. In un sacchetto dedicato trovavano spazio:
* una bottiglia di vino (rosso o bianco a scelta)
* una copia di “Marathon” [ultimo numero, non un avanzo di magazzino]
* una barretta proteica
* una sacca porta scarpe
* un set rompi getto per rubinetti (risparmiamo un po’ d’acqua)
* una t-shirt in cotone della gara.

Il ristoro era ridotto a thè caldo, acqua, limone a fette e un vassoio di biscotti; per carità, il pasta party era in pieno svolgimento, ma era davvero scarsino... si può fare di più, soprattutto per quelli che arrivano con tempi da tapascioni e non da runner.

Infine, vi riassumo pro e contro della gara:
PRO
* Logistica
* Ristori (in gara)
* Volontari & soccorso
* Pacco gara

CONTRO
* Risultati e comunicazione
* Ristoro (fine gara)
* Presidio alcuni incroci
* Zona arrivo (causa lavori)

Conclusioni
Una gara che vale la pena di fare almeno una volta, magari avendo un po’ più di fortuna col tempo atmosferico. Pessima la gestione della comunicazione e del cronometraggio, che fa da contraltare ad un’organizzazione davvero buona. In definitiva un bel 7, che, senza il problema dei risultati, sarebbe certamente stato un 8 pieno.