TomTom #GETGOING

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La destinazione non conta, l'importante è fare il primo passo.

PROSSIMA CORSA

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19/11/2016 Podisti da Marte

18 ottobre 2011

Brooks Pure Cadence: less is more!


[english text to be posted soon]

Il Pure Project rappresenta l’approccio di Brooks al segmento running cosiddetto “minimalista”, che promuove un movimento di corsa il più naturale possibile cercando di imitare al massimo il naturale appoggio del piede nudo sul terreno.
Dopo l’arrivo delle prime scarpe (anche se definirle tali è difficile) minimal in tutto e per tutto, le Vibram FiveFingers, quasi tutte le aziende del settore si sono lanciate nel segmento con proposte molto variegate; Brooks è una delle aziende che meglio è riuscita, a mio avviso, a coniugare design e tecnologia con le caratteristiche base di questi modelli.
Brooks ha inserito nella gamma PureProject cinque caratteristiche salienti e comuni a tutti i modelli, vediamoli in dettaglio:
NavBand: si tratta di una banda elastica che abbraccia la tomaia fasciando il piede con l’obiettivo di garantire una calzata comoda e al contempo aderente per tutte le tipologie di piede. La sua elasticità dinamica offre esattamente il giusto grado di rinforzo e si adatta perfettamente alle forme e misure individuali del piede;
Toe Flex: una piccola scanalatura nella parte anteriore della scarpa permette all’alluce di muoversi indipendentemente dalle altre dita per una stabilità più naturale e un maggior comfort nella rullata;
BIOMOGO+DNA: la suola è realizzata in una mescola che fonde tra loro le due principali tecnologie di ammortizzamento di Brooks. In questo modo sono riusciti ad ottenere una scarpa molto reattiva, ma comunque protettiva e, grazie al Biomogo, anche attenta all’ambiente; la suola è più stretta e leggera rispetto ai modelli “classici”, ma il recupero di energia rimane invariato.
Anatomical Last: la forma della scarpa è disegnata per abbracciare letteralmente il piede adattandosi dolcemente a tutte le differenti tipologie di forma, pur garantendo stabilità e protezione. Le scarpe si adattano come un guanto e sostengono il piede in ogni sua parte. Questo consente di avere un feeling unico con il gesto tecnico rendendo la corsa davvero un’esperienza “naturale”;
IDEAL Heel: Il tallone arrotondato favorisce un appoggio naturale in quanto il contatto col terreno avviene principalmente sull’avampiede. Il baricentro si avvicina, così, al centro del corpo e il carico viene ridotto.
La gamma PureProject comprende diversi modelli, per andare incontro alle esigenze di tutti (o quasi) i runner. Si parte dalle Connect, le più “naturali”, poi ci sono le Flow, le Grit e le Cadence, che ho provato.
Le Cadence sono un ottimo compromesso tra il minimalismo e la necessità di un minimo di supporto e ammortizzazione. In questo modello l’intersuola è più alta rispetto al resto della gamma (18 mm. contro 14), ma viene mantenuto il differenziale con l’avampiede a 4 mm. Oltre alla succitata NavBand, nella suola è compreso un piccolo inserto in PDRB per compensare la tendenza alla pronazione.
Le Cadence pesano 270 gr. (misura 10.5 US), quindi non un modello eccessivamente leggero, ma comunque ben al di sotto della media delle A4 che solitamente acquisto (indicativamente ho “risparmiato” circa un etto).
La tomaia è sempre in mesh, molto traspirante, e in generale ho trovato immediatamente comoda la calzata. Dopo averle provate in negozio con una breve corsetta sia su ergometro sia su strada, mi sono deciso a dare a Brooks una chance e le ho acquistate.
Il primissimo test è avvenuto con una corsa lenta (5’10”/Km. di media) di 5 Km. sia su asfalto sia, per brevissimi tratti, su erba. Inizialmente i piedi mi sono sembrati assolutamente più leggeri e quasi ho dovuto abituarmi a correre con una scarpa così poco “presente”. Il mio dubbio principale consisteva nel fatto che il mio peso (73 Kg.) unito al ritmo molto lento potesse essere troppo per le mie articolazioni non più aiutate da scarpe molto ammortizzate; dopo averci preso confidenza, mi sono dovuto ricredere e la sgambata è trascorsa assolutamente in scioltezza, senza alcun genere di risentimento.
Effettivamente la rullata risulta essere molto più naturale, ricordandomi la corsa sulla battigia a piedi nudi; l’altra caratteristica cui mi sono dovuto abituare è la (relativa) minore protezione offerta. O, meglio, la scarpa “racchiude” il piede meno rispetto ad una A4 classica, un po’ come indossare per la prima volta un paio di jeans a vita bassa: ci si sente più nudi anche se in realtà non lo siamo. È stato un po’ come correre calzando solo la suola, tanto leggera e “impalpabile” risulta essere la tomaia. La suola ammortizza quanto basta, senza rendere eccessivamente secca la risposta sull’asfalto e riuscendo tuttavia ad essere efficace nella protezione da un terreno duro come l’asfalto. La falcata nel complesso è molto più efficace e mi è quasi sembrato di essermi stancato un po’ meno del solito; probabilmente un gesto tecnico più naturale e più efficace aiuta molto.
Prossimamente, col passare degli allenamenti, vi farò un ulteriore resoconto maggiormente dettagliato, per vedere come se la cavano con distanze superiori e, soprattutto, per capire se e come il mio corpo si è adattato alla novità.

17 ottobre 2011

Trop Test: MBT Shoes

Tite Togni scruta la nuova collezione MBT
Il TropTest del mese riguarda le scarpe MBT (Masai Barefoot Technology) che, grazie ad Elena Muserra ho potuto provare durante lo Yoga Festival di Milano e portarmi a casa per una prova approfondita.
Un po' di storia: le calzature MBT sono nate 15 anni fa, quando si scoprì che una naturale “instabilità” mentre si cammina o si sta in piedi offre benefici sorprendenti per la salute. Su questo presupposto è stato sviluppato un nuovo tipo di calzature in grado di simulare un terreno soffice e irregolare. I risultati raggiunti sono straordinari, tanto che oggi le MBT sono vendute in oltre 35 paesi nel mondo e molti sono i clienti soddisfatti.
Camminando con un paio di MBT il corpo è costretto ad usare un maggior numero di muscoli per compensare e ricreare la stabilità necessaria. Questo mantiene tutto il corpo attivo, aumenta l’attività dei muscoli della schiena, migliora la postura, rassoda i muscoli. Praticamente è come fare ginnastica propriocettiva in continuazione.
Da pochi giorni è stata presentata la nuova collezione autunno-inverno 2011 con modelli specifici per uomo e donna con linee accattivanti e davvero portabili da chiunque con qualsiasi abbigliamento.
Non solo, i tecnici MBT hanno creato 4 diversi livelli di instabilità nelle calzature, così da rendere la gamma accessibile al maggior numero possibile di persone.
Gli indici sono Activate, Dynamic, Performance e Ultimate; rispettivamente dal meno accentuato al più accentuato.
Ho scelto il modello Sini Lux, dalla linea sportiva realizzato in mesh e pelle per un ottimo bilanciamento tra protezione e traspirazione.
Innanzitutto devo scrivere che sono comede all’ennesima potenza. Calzano in maniera confortevole e dopo averle indossate per un giorno intero non avevo alcun fastidio ai piedi. La sensazione iniziale è spiazzante, non si è ovviamente abituati a camminare senza poggiare completamente il piede, ma il passo viene naturale dopo pochissimo e i benefici si avvertono altrettanto immediatamente. Di fatto mi sembrava di camminare come sulle nuvole, tanto era soffice e cedevole, quanto portante, la camminata; un po' come se stessi camminando sulla spiaggia. E la riporva che le mie sensazioni erano proprio giuste l'ho avuta scorrendo le pagine del nuovo catalogo MBT dove viene proprio descritta la camminata come "sulla sabbia".
La caratteristica che salta maggiormente all’occhio guardano la scarpa è, ovviamente, la suola dalla forma convessa che ha un indice di flessibilità pari a “Performance”. La suola curva di MBT, chiamata "bottom unit", è formata da 4 componenti che insieme favoriscono la rullata del piede tipica dele calzature stesse. Tra i componenti, il "Masai Sensor", realizzato in poliuretano, è il componente essenziale del sistema MBT ed è quello che permette a tutto il sistema di funzionare correttamente.

Il modello Ari, vincitore del Red Dot Award 2011

Purtroppo ci sono molte società che vendono false copie MBT ad un prezzo scontato o di svendita/liquidazione. Attenzione se comprate queste false copie rischiate di danneggiare il vostro corpo anzichè renderlo più forte.

E’ per questo che vi raccomandiamo vivamente di acquistare le MBT solo presso i rivenditori autorizzati. Esclusivamente i punti vendita MBT sono in grado di assicurarvi un’assistenza accurata affinché possiate beneficiare degli effetti positivi unici e scientificamente provati apportati dalle calzature fisiologiche MBT.
Attenzione alle false copie MBT!

16 ottobre 2011

V° Green Race

Sole, allegria, verde. Cosa vuoi di più da una domenica di metà ottobre…? Ecco gli ingredienti principali che hanno decretato l’ennesimo successo per la Green Race, giunta quest’anno alla quinta edizione. Con una temperatura ideale per correre e un caldo sole a baciare tutti i partecipanti (anche i brutti come il sottoscritto), il Parco delle Cave ha fatto da sfondo anche quest’anno alla 10 Km. meneghina che presentava due percorsi: una 2 Km “family” e una 10 Km agonistica, finalmente (per la federazione non certo per noi master e gli organizzatori) sotto l’egida FIDAL.
Passiamo subito alla cronaca e vediamo l’elenco vincitori (come sempre prima le signore e poi noi uomini):
1) Elena Casiraghi - 41’21”
2) Sabina Cangiamila (Azzurra Garbagnate) - 41’45”
 
1) Franco Zanotti (Runners Bergamo) - 33’22”
2) Davide Milesi (G.S. Orobie) - 33’22”
3) Luca Boscani (Atl. Cento Torri Pavia) - 34’42”
 
Si conferma di ottimo livello il lavoro svolto dagli organizzatori e mi permetto di fare davvero un plauso a Gianluca Martinelli e a tutti i suoi collaboratori. Altre gare più blasonate e partecipate (ad esempio quella che si corre la prima domenica di ottobre…) dovrebbero imparare qualcosa! Impeccabile il servizio di deposito borse con annessi spogliatoi, ottimo il servizio sul percorso perfettamente segnalato e presidiato. Nel pacco gara l’ormai classica maglietta mezza manica tecnica dello sponsor Decathlon, al termine per tutti diploma e medaglia che, come per il Vertical Sprint, è un simpatico magnete per frigorifero.
Buono il ristoro, con acqua, thé e brioches per tutti, senza assalti stile far west e senza code sudaticcie. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, magari offrire qualcosa in più da mangiare sarebbe ancora più apprezzato.
Il percorso prevedeva un circuito di 5 km da ripetersi due volte, anche se il mio fidato Garmin ha misurato circa 150m. in più; probabilmente si potrà per il prossimo anno fare meglio.
400 circa i finisher, con presenza “onorevoli” come il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, alcuni consiglieri provinciali e comunali. Nutrita la presenza di donne, come sempre molto apprezzata, e onnipresente la pattuglia marziana con in testa Capitan Fabrizio Cosi seguito dalle truppe.
Appena disponibili le foto del grande Antonio "Andò" Capasso, metterò il link.

13 ottobre 2011

Collezione Livestrong 2001 by NIKE

La nuova collezione Nike LIVESTRONG 2011 comprendente calzature, abbigliamento e accessori è stata lanciata lo scorso 1 ottobre. Consolidate caratteristiche di prestazioni e funzionalità hanno permesso negli anni la crescita della collezione iniziata con l'iconico braccialetto giallo (era il 2004) che ha venduto nel mondo oltre 80 milioni di pezzi.
Nel 2008 Nike ha ampliato la collezione LIVESTRONG con prodotti per la corsa e l'allenamento e ha continuato ad evolverla per soddisfare le esigenze dei clienti.
La fondazione LIVESTRONG segue le persone affette da cancro e permette loro di reagire alla malattia. Creata come “Lance Armstrong Foundation” nel 1997 da Armstrong stesso (sopravvissuto al cancro ai testicoli), LIVESTRONG è oggi leader nel movimento mondiale a favore delle 28 milioni di persone affette da cancro ed è diventato un simbolo di speranza e di ispirazione per tutte le persone colpite dalla malattia.
Della collezione Livestrong fanno parte una giacca della linea Phenom Vapor, una serie di capi per l’allenamento (pantaloni, felpe, t-shirt) e una versione ad hoc delle nuovissime Lunarglide 3+. Sono anche presenti una versione del modello Trainer 1.3 e uno della linea Woodside (entrambe solo per uomo), mentre per le donne ci sono versione apposite delle linee Zoom Vomero e Air Max Navigate.
La collezione LIVESTRONG by Nike è disponibile presso il NIKE Store e presso le boutique Nike e rivenditori selezionati.

10 ottobre 2011

Royal Park Foundation Half Marathon


All'arrivo, stanco ma felice
 
[english text follows]
Ha appena vinto il titolo di “Migliore gara cittadina del mondo” e posso senza ombra di dubbio affermare che la Royal Park Foundation Half Marathon (RPFHM) merita appieno tale riconoscimento.
Giunta alla quarta edizione, ha attratto ben 12.500 atleti da 30 diverse nazioni, che hanno percorso le strade del centro cittadino tra due ali di folla (40.000 secondo gli organizzatori) che applaudiva e incitava tutti, dal primo all’ultimo.
La partenza è stata data col classico colpo di pistola alle 9.30 da Hyde Park, via via si sono susseguite le diverse onde e la corsa si è trasformata, nelle prime miglia, in un particolarissimo tour panoramico passando attraverso (letteralmente) l’Arco di Wellington per proseguire costeggiando il Canada Gate e, sulla nostra destra, Buckingham Palace and la House of Parliament col Big Ben a battere le ore più preciso di un GPS da polso. Quindi, costeggiando il Tamigi per poi ritornare verso il Green Park entrando dall’Admiralty Arch e completando la seconda metà di gara all’interno di Hyde Park.
the back of the bib with ICE data

Il percorso era praticamente tutto piatto, con qualche dolce dislivello soprattutto nella seconda parte del percorso; numerose le stazioni di ristoro tutte adeguatamente fornite di acqua e integratori, e all’arrivo c’erano anche banane dal commercio equo solidale. L’organizzazione si è dimostrata perfetta sotto ogni punto di vista: i pettorali e la maglia tecnica omaggio potevano essere ritirate sin dal venerdì precedente la gara oppure si poteva ricevere comodamente a casa. Il deposito borse era in un’enorme tenda con decine di addetti che hanno smaltito il flusso dei runner senza creare alcuna coda significativa sia al deposito sia al recupero.
A fare da contorno alla gara ottima musica dal vivo e stand gastronomici con prodotti tipici della cucina anglosassone o delle colonie del Commonwealth. Non appena attraversata la linea di arrivo una solerte e gentilissima volontaria mi ha messo al collo la medaglia ufficiale (in legno) con un rinfrancante “Good job, well done!” che mi ha ripagato della fatica.
Personalmente mi sono già iscritto alla lotteria per l’edizione 2012, sperando di essere ancora una volta estratto.

Dubbed “The most beautiful city run in the world”, I can undoubtedly say that the Royal Park Foundation Half Marathon (RPFHM) is really worth it and deserve such a title.
The 4th edition of the RPFHM was held in London last week and attracted 12,500 runners from 30 countries who flew through the streets and parks of the city centre with a crowd of cheering people encouraging everyone. Not only volunteers of the various charities, but also very many Londoners (nearly 40,000 people!) clapping hands and shouting out loud runners’ names.
Course map
The start was in aside Hyde Park and the first miles where almost a sightseeing tour running through the Wellington Arch, then by the Canada Gate, Buckingham Palace and the House of -Parliament, following the Thames and then back through the Admiralty Arch, crossing Green Park and completing the route inside Hyde Park.
The route was almost plain, with only little up ‘n’ downs and some change in the surface. All water stations were always packed up with water and Lucozade, and after the arrival there were bananas (from fair trade). Organization proved to be simply perfect, with all base services provided to everyone without any delay; race pack cold be either collected on Friday or Saturday (as well as Sunday morning of course) but participants could also choose to have it sent home. Baggage could be left at an enormous tent with no queue both to left it and to collect it.
Moreover, there was live music played on stage and many producers offered their food to runners and relatives after the race.
Over the line I received my wooden medal and some volunteers collected the time-chip attached to my shoes.
Compared to other similar races I’ve run, the RPFHM was better organized and more participated by citizens than any other; I’ve also already registered my interest in participating also next year directly on the official website.

2 ottobre 2011

Green Race promuove Plant for the Planet

Nell'anno internazionale delle foreste, tutti i partecipanti alla Green Race promuoveranno la campagna ONU “Plant for the Planet 1 miliardo di alberi”.
Lanciata nel novembre 2006, “Plant for the Planet” ha ottenuto risultati strabilianti: quasi 12 miliardi di alberi piantati fino ad oggi in più di 185 Paesi. L'idea per la campagna è stata ispirata da Wangari Maathai, Nobel per Pace 2004 e fondatrice del movimento Green Belt, che ha piantato più di 30 milioni di alberi in 12 Paesi africani dal 1977. Quando un'azienda negli Stati Uniti comunicò il proposito di piantare 1 milione di alberi, la Maathai rispose “Questa è una bella notizia, ma avremmo bisogno di piantarne 1 miliardo.”
Facendo riferimento alla campagna “Plant for the Planet”, i singoli individui, le comunità, le associazioni, le scuole, le amministrazioni locali, le aziende, i governi sono incoraggiati a piantare alberi sia nelle aree rurali che in quelle urbane, con l'obiettivo di avere almeno 1 miliardo di alberi in più sul nostro pianeta ogni anno.

1 ottobre 2011

Green Race 2011!

Domenica 16 ottobre nuovo appuntamento Ecorunning al Parco delle Cave di Milano con la Green Race: 10 Km. per gara, sfida o allenamento.
Chi ama lo sport, il movimento e la corsa deve segnare sul calendario la data di domenica 16 ottobre. Quel giorno a Milano farà tappa una prova del calendario nazionale Ecorunning, cioè la specialità che coniuga passione sportiva e rispetto per l’ambiente.
La Green Race, giunta alla 5a edizione, è un'originale gara agonistica sulla distanza di 10 Km. riservata agli atleti, ma non manca un appuntamento easy: una camminata/passeggiata ecologica di 2 Km per famiglie, ragazzi e bambini. In questa entusiasmante festa sportiva e ambientale tutto è facile, vicino e bellissimo.
La formula street-country propone un percorso misto, con tratti asfaltati che si alternano a tratti su terra battuta, passando attraverso boschi, laghetti e antiche cascine; il percorso è misurato e certificato FIDAL e le classifiche sono realizzate con microchip TDS.
Il nuovo sito illustra tutte le caratteristiche di questo originale evento; le iscrizioni alla gara agonistica sono possibili fino al 9 ottobre proprio sul sito ufficiale oppure telefonando allo 02.72093731 (10 euro, con maglia tecnica in omaggio), oppure ancora presso i negozi convenzionati (tra i quali Decathlon e Runner Store).
Da quest'anno la gara è approvata e rientra nel calendario ufficiale Fidal del Comitato Provinciale di Milano, quindi nessun problema nell'incorrere nella reprimenda federale come lo scorso anno.
Negli scorsi anni chi stava preparando una maratona autunnale ha finalizzato i suoi allenamenti correndo in allegria e compagnia i 10 km di Green Race aggiungendo, prima o dopo, altri 10, 15, 20 (!) km in questo ampio e bellissimo parco di Milano.
L'evento è promosso da Fondazione Amsa per l’Ambiente, con il Patrocinio del Comune di Milano, di Regione Lombardia, della Provincia di Milano, di Italia Nostra e del Consiglio di Zona 7.

25 settembre 2011

Vertical Sprint da record!!

Dopo il successo delle precedenti quattro edizioni si è svolta oggi a Milano la 5a edizione del “Vertical Sprint”, abbinato alla giornata “Vertical Day”.
39 piani - 866 gradini - 142 metri di altezza questi i numeri del Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia e “palazzo dei cittadini lombardi” come ha sottolineato il Governatore della Regione Roberto Formigoni.
Proprio lui, come ormai consuetudine, ha dato il via agli atleti, ben 150 un vero record, che si sono cimentati in questa gara sui generis, un po’ folle ma tanto adrenalinica.
L’evento 2011, con Trenord sponsor ufficiale, è stato splendidamente organizzato dallo staff di Gianluca Martinelli in collaborazione con ISF (International Skyrunning Federation), federazione che coordina a livello internazionale gli atleti della specialità Skyrunning (gare oltre i 2000m. o con dislivello superiore al 30%).
Quella di Milano è stata la 6a tappa del Vertical World Circuit 2011, il Campionato del Mondo che viene ospitato nel corso dell’anno 12 città.
Una giornata, però, non solo per gli atleti, ma per tutti i cittadini che dalle 10 hanno potuto assistere alla gara raggiungendo in ascensore la spettacolare terrazza al 39° piano di Palazzo Lombardia, il punto di osservazione più alto della città (e d’Italia), eccezionalmente aperto per l’occasione.

Erano presenti i più importanti atleti della specialità: Thomas Dold (Campione del Mondo 2009 e 2010, 6 volte vincitore all’Empire State Building e 1° a Milano nel 2008 e nel 2010) che si è confermato vittorioso anche quest’anno con un crono finale che ha dell’incredibile (3'46"); dietro di lui il polacco Piotr Lobodzinski (3'57") e 3° il comasco Fabio Ruga (il migliore atleta italiano, 2° assoluto nel Circuito Mondiale 2010, 2° a Milano lo scorso anno e vincitore a Londra 2011) con 4'04". La sfida femminile è stata appannaggio di Valentina Belotti (campionessa di corsa in montagna, che al suo esordio quest'anno nelle prove Vertical Running ha sorprendentemente vinto la difficilissima prova di Taipei) con 5'03", seguita dallo scricciolo neozelandese Melissa Moon (vincitrice del titolo Mondiale VWC 2010 con le vittorie di New York, Taipei e Singapore) con 5'22" e dallaltra italiana Alessandra Valgoi, terza in 5'26".
Oltre agli atleti Elite, presenza imprescindibile per i Podisti da Marte che hanno anche trovato il modo di ricordare il grandissimo Walter Bonatti.
Per quanto mi riguarda una soddisfazione strepitosa: il tempo finale di 7’25” è stato davvero una sorpresa, visto che lo scorso anno ho scalato il Pirellone in 7’03”, ma quest’anno c’erano da percorrere ben 8 piani in più…!

16 settembre 2011

Vertical Sprint Milano!


Dopo il successo e il clamore delle precedenti edizioni anche quest'anno avrà luogo a Milano il curioso avvenimento "Vertical Sprint" abbinato alla particolare giornata "Vertical Day".
Domenica 25 settembre gli atleti si sfideranno nel nuovo e bellissimo grattacielo “Palazzo Lombardia” con un percorso di gara di 39 piani, 866 gradini e 142 metri di altezza.
Così come accade con l’Empire State Building Run-Up a New York e in molte città del mondo, anche Regione Lombardia desidera in questo modo festeggiare questo edificio che rappresenta l’energia, la creatività, la vitalità e l’entusiasmo di Milano e di tutta le Regione.
L’evento 2011, con Trenord sponsor ufficiale, è organizzato in collaborazione con ISF (International Skyrunning Federation) che coordina a livello internazionale gli atleti della specialità Skyrunning o “corridori del cielo”. Affrontare uno sprint di circa 100 metri non in modo consueto e “orizzontale” ma compiendo tale dislivello in senso “verticale”, salendo “improvvisamente verso il cielo”, rientra tra le occasioni competitive e di studio promosse dalla Federazione.
Negli ultimi anni le originali gare di Vertical Running (la salita lungo i gradini dei grattacieli…) sono diventate sempre più numerose e avvincenti in molti paesi del mondo. Una nuova “filosofia” e specialità sportiva che ha attratto campioni e appassionati.
Palazzo Lombardia
Milano ospita la 6° tappa del Vertical World Circuit 2011, cioè il Campionato del Mondo che tocca nel corso dell’anno 12 città: oltre a Milano, ci sono New York, Basilea, Londra, Taipei (con uno dei grattacieli più alti del mondo di 101 piani....) Berlino, Singapore e San Paolo del Brasile (Finalissima 2011) oltre alle prove Trials di Chicago, Vienna, Ho Chi Minh City e Bogotà.
Ammirare e salire Palazzo Lombardia non sarà solo un'impresa per gli atleti: nel corso della giornata "Vertical Day" tutti i cittadini sono invitati dalle ore 10 ad assistere alla gara e raggiungere in ascensore lo spettacolare 39° piano di Palazzo Lombardia, il punto di osservazione più alto della città, eccezionalmente aperto per l’occasione.
A Milano saranno presenti numerosi dei più importanti atleti della specialità; il favorito tedesco Thomas Dold (Campione del Mondo 2009 e 2010, 6 volte vincitore all’Empire State Building e 1° a Milano nel 2008 e nel 2010) si confronterà con il comasco Fabio Ruga (il migliore atleta italiano, 2° assoluto nel Circuito Mondiale 2010, 2° a Milano lo scorso anno e vincitore a Londra 2011), il belga Omar Bekkali (2° quest'anno a New York e Londra), lo spagnolo Ignacio Cardona (3° assoluto del Campionato Mondiale 2010), il tedesco Mattias Jahn (vincitore a Chicago, Londra e Dubai nel 2009 e 2° a New York 2010, battuto solo da Dold…).
A Milano saranno presenti 7 dei primi 10 atleti nella classifica generale del Campionato 2011 tra cui, regolarissimi, l'azzurro Dario Fracassi, lo svizzero Daniel Ackermann e l'andorrano Xavier Teixido, piazzati tra i primi quest'anno in 4 prove Mondiali.
La sfida femminile dovrebbe essere una partita a 6 con in prima fila le atlete lombarde Cristina Bonacina, (leader del Mondiale in corso con il 1° posto a Londra e il 2° a New York) , Valentina Belotti, (campionessa di corsa in montagna, che al suo esordio quest'anno nelle prove Vertical Running ha sorprendentemente vinto la difficilissima prova di Taipei) e Alessandra Valgoi (1a a Vienna 2010); tra le straniere la quotatissima neozelandese Melissa Moon, (vincitrice del titolo Mondiale VWC 2010 con le vittorie di New York, Taipei e Singapore) e le outsider Julia Evangelist (austriaca che vanta il 2° posto a Berlino 2011) e la spagnola Virgina Pasamar.
Tra gli iscritti anche l'atleta bergamasco Rino Lavelli, classe 1928. A 83 anni affronta questa prova con entusiasmo e determinazione: "Sono stato campione di mezzofondo partecipando ai Giochi Olimpici di Merlbourne 1956" "Dopo maratone, corse campestri e titoli vari desidero affrontare anche questa particolare prova verticale; i gradini sono un fantastico allenamento per il proprio benessere…"
A conferma dell’importanza dell’evento quest’anno a Milano saranno presenti atleti di 10 nazioni con molti rappresentanti delle squadre ufficiali vertical running. Sono iscritti alla prova oltre 150 atleti; record per l'evento milanese.
Ogni informazione può essere richiesta allo 02.72093731 oppure consultando il sito ufficiale.

10 settembre 2011

5° Giro da Paura

Photo by Roberto Mandelli - podisti.net
Partiamo dalla fine: 31’58” (RT) è il mio crono finale; certo il distacco dal primo è di oltre 13’ ma chissene!! Per me era un allenamento e come tale ho interpretato la gara. Volevo stare sotto i 33’ e ci sono riuscito; non ho ancora controllato, ma credo anche di avere fatto il mio tempo migliore o quasi nelle cinque edizioni. E poi ho fatto gli ultimi 100 metri con in braccio il mio principino. Un’emozione che non riesco a descrivere: gioia allo stato puro, estasi, godimento allo stato puro. Non vedo l’ora di vedere la foto di Mandelli su podisti.net :)
Adesso veniamo alle frivolzze… Giunta alla sua quinta edizione, la corsa organizzata dai ragazzi terribili dell’Atletica da Paura torna a prendere il via dal Centro Sportivo “Candido Cannavò” (ex Villette) dove la logistica è assolutamente perfetta grazie alla tensostruttura che ospitava segreteria e deposito borse e ai locali per spogliatoi e bagni.
6170 i metri da percorrere, praticamente un giro (da qui il nome della corsa) completo attorno all’Idroscalo il “mare dei milanesi”, meta di quasi tutti i miei allenamenti infrasettimanali e anche di qualche lungo domenicale. Qui c’è praticamente tutto per poter correre comodamente: servizi igienici puliti e dislocati ovunque, wi-fi gratuito, 2 stazioni per l’acqua naturale o gasata sia fresca sia a temperatura ambiente. Sarebbe il massimo se le colonnine SOS funzionassero…
Un clima da foresta tropicale ha fatto da contorno, rendendo i tempi inevitabilmente più alti (ancora una volta il record della gara non è stato battuto) e causando anche qualche malore nei partecipanti.
Una bella festa per gli oltre 500 partecipanti, che dopo la pausa estiva hanno visto riprendere le gare del circuito Corrimilano che proseguirà con gli ultimi 3 appuntamenti a Cesano Maderno, Trofeo Montestella e finale a Zelo Foramagno.

Risultati

DONNE
1. Cecilia Cattoni (Camelot) 22’20”
2. Simona Baraccetti (G.S. Montestella) 22’45”
3. Tatiana Bianconi (Amatori Lecco) 23’28”

UOMINI
1. Dario Rognoni (Tommy Sport-La Valle del Lura) 19’03”
2. Tadesse Embay (QT8 Run) 19’46”
3. Davide Milesi (G.S. Orobie) 20’10”

28 agosto 2011

Mezza di Monza 2011: maglia speciale tricolore

Tre colori fortemente simbolici sono richiamati nell'interpretazione della maglia tecnica by Brooks creata come edizione speciale per la Mezza di Monza 2011. Colori che, non casualmente, sono quelli del tricolore italiano; la corsa di quest'anno, infatti, è fortemente legato al 150° dell'Unità d'Italia e l'organizzazione ha voluto creare questo ulteriore gadget che sarà in vendita proprio nei giorni della gara.
Da collezionare o, meglio ancora, da indossare durante gare e allenamenti, la maglia tecnica della Mezza di Monza non può mancare nel guardaroba di ogni vero runner. Come fare per averla? Semplicissimo: grazie alla collaborazione di Michele Cecotti, titolare del negozio Affari & Sport che si affaccia proprio su uno degli ingressi del Parco di Monza, sono pochi e semplici i passi da compiere per assicurarsi la maglia.
1) Inviate una e-mail al negozio inserendo nell'oggetto della email "Prenotazione maglia mezza di Monza";
2) Nel testo specificate quantità e taglie (che vanno dalla XS alla XL);
3) Chi vuole proprio personalizzare al massimo la maglia può anche specificare il proprio nome o soprannome che sarà stampato sulla manica destra al costo di €3 oltre il costo della maglia;
4) Riceverete una e-mail di conferma con le istruzioni per effettuare il bonifico bancario;
5) Ritirate la vostra nuova maglia presso lo stand di Affari&Sport il giorno della gara.

21 agosto 2011

Roma Ostia - presentazione percorso e storia

La Roma Ostia è nata il 31 marzo del 1974, allora la distanza da percorrere era di 28 Km. e gli atleti classificati furono 313; oggi è una delle gare italiane più longeve ed è la mezza maratona più partecipata.
Tanti gli atleti che ne hanno decretato il successo internazionale, da Umberto Risi, vincitore della prima edizione, a Marco Marchei (oggi direttore di Runner’s World Italia) che ha trionfato nel 1979 e nel 1980, passando per Steve Jones che nel 1985 ha stabilito primato del mondo di Maratona fino a Robert Cheruyot che detiene l’attuale record della gara con 1h06’. In campo femminile il record appartiene a Gloria Marconi con 1h9’27” ottenuto nell’edizione del 2003. Ma il cuore pulsante della Roma Ostia sono gli amatori. Coi suoi oltre 10.000 iscritti (di cui 8.000 classificati nel 2011) è la gara in assoluto più partecipata dagli atleti nel nostro paese.
Sul sito della gara c’è un bellissimo libro in formato pdf che racchiude i ricordi di trenta edizioni della RomaOstia, con personaggi, luoghi ed eventi che hanno animato il mondo dell’atletica. Il testo elenca risultati e record degli atleti in gara, dal top runner ai comuni amatori dando una visione appassionata ed emozionante della manifestazione.
Ma veniamo ai dettagli pratici e iniziamo col percorso. Attenti alle diverse segnalazioni ricevute dai partecipanti, gli organizzatori hanno introdotto alcune modifiche al percorso di gara con una parte iniziale all’EUR e proseguendo poi in zone di particolare interesse architettonico. Dopo varie riunioni tecniche con le istituzioni, la partenza sarà come di consueto da Via Cristoforo Colombo, l’importante arteria che collega Roma a Ostia, ma la linea di partenza è stata arretrata di 200 metri e con direzione opposta. Dopo l’attraversamento del laghetto dell’Eur, si gira a sinistra lungo Viale Europa procedendo quindi verso la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che apparirà agli atleti bianca e maestosa sullo sfondo. Al termine del viale, curva a sinistra per Viale Tupini e proseguimento lungo Via dei Primati Sportivi, costeggiando quanto rimane della struttura che ospitò le gare di ciclismo su pista delle olimpiadi del 1960. Si percorre poi Via dell’Oceano Pacifico, transitando sul punto che rappresentò la linea di partenza di tante storiche edizioni della RomaOstia, per poi tornare verso Via Cristoforo Colombo.
Siamo al 4° Km. Circa e si affronta la prima salita, corta fortunatamente, che termina all’incrocio con la trafficata Via Pontina. Si prosegue fino a raggiungere il famigerato Grande Raccordo Anulare per immettersi in un tratta in lieve discesa fino al bivio per il comprensorio Torrino Mezzocammino. Qui inizia la “Heart Break Hill” della Roma-Ostia: la famigerata e per questo molto temuta salita del camping, in realtà non molto intensa ma lunga e impegnativa. La pendenza non è sensibile (circa 2-3%) ma la lunghezza complessiva la rende dura e da percorrere con attenzione al cardio. Quando si pensa che la fine della salita sia arrivata a causa di un piccolo tratto pianeggiante, gli si trovano a dover affrontare un ultimo tratto che porta al termine della salita. Si raggiunge appunto la zona camping, con una splendida e verdeggiante pineta che si stende su entrambi i lati.
Gli atleti percorreranno quindi Via del Circuito, dove prima della Seconda Guerra Mondiale, si disputavano gare automobilistiche, quindi ci si dirigerà lungo Via della Villa di Plinio e poi finalmente in Piazzale Cristoforo Colombo, più nota ai romani come “La Rotonda” dove saremo in prossimità dell’ultimo Km. Ultime energie da spremere sul Lungomare per concludere al centro della Piazza, nello stesso punto degli arrivi degli anni scorsi.
Lo Stabilimento Sporting Beach sarà il polo logistico dove dopo l’arrivo i partecipanti potranno ricevere la mantellina, la medaglia e il tanto agognato rifornimento; inoltre ci sarà il recupero delle borse e la possibilità di farsi una corroborante doccia e un’area massaggi.

15 agosto 2011

Collezione NIKE Gyakusou by Jun Takahashi

Continua la collaborazione tra NIKE e il designer Jun Takahashi che hanno presentato la nuova collezione running “GYAKUSOU” caratterizzata da un’estetica “reverse engineering” alla ricerca dell’unione tra estetica e prestazioni atletiche. La prima collezione, lanciata lo scorso ottobre 2010, nasceva dall'amore Takahashi per la corsa di lunga distanza e dal suo desiderio di coniugare la sua visione dell’estetica e del design funzionale con le innovative prestazioni tipiche dei prodotti NIKE. La seconda collezione, sul mercato da marzo, riflette la missione di Takahashi per migliorare le performance dei runner.
Il designer giapponese si è concentrato sulla costruzione dei prodotti e sulla loro vestibilità, seguendo le ultime tendenze della moda giapponese. Il risultato è una linea di abbigliamento con le cuciture ridotte al minimo e portate all'esterno così da ridurre al minimo lo sfregamento durante la corsa. Questo processo ha dato vita a un look unico e innovativo per la parte esterna dei capi, mentre all'interno offre una vestibilità perfetta grazie alla progettazione pensata esclusivamente per il comfort del runner. In combinazione con tagli e inserti elasticizzati, la collezione GYAKUSOU porta verso nuovi livelli il concetto di “movimento totale”.
I tessuti sono leggeri, resistenti all'acqua e traspiranti con particolare attenzione alla gestione del sudore; sono stati utilizzati le principali tecnologie NIKE come Dri-FIT, Therma-FIT e Sphere Cool, accompagnate da pannelli traforati e dal posizionamento “tattico” delle tasche con zip per garantire soluzioni di trasporto senza ostacoli superflui.
Dalla giacca Phantom InsideOut, alla felpa con cappuccio (staccabile) in Therma-FIT dai dettagli unici, il design estetico e la massimizzazione delle prestazioni sono onnipresenti.
La tavolozza dei colori presenta sfumature delicate, con inserti dai colori accesi e vivaci che migliorano la visibilità.

20 luglio 2011

Vertical Sprint: sfida al grattacielo di Regione Lombardia - Trofeo Trenord

Domenica 25 settembre 2011 avrà luogo la quinta edizione di Vertical Sprint a Milano, unica tappa italiana del Campionato del Mondo Vertical World Circuit 2011. La gara si terrà sul nuovo Palazzo Lombardia (39 piani - 866 gradini - 142 metri di altezza, il più alto in Italia) con arrivo sullo spettacolare terrazzo panoramico e gli organizzatori hanno fatto in modo che possano pendervi parte circa 150 atleti con partenze a cronometro in piccoli gruppi e individuali.
Così come accade con l'Empire State Building Run-Up a New York e in molte città del mondo, anche Regione Lombardia desidera in questo modo festeggiare e celebrare questo edificio che rappresenta l’energia, la creatività, la vitalità e l’entusiasmo di Milano e di tutta le Regione.La richiesta tramite apposito modulo deve essere inoltrata via mail oppure via fax  al numero 02.80509484 meglio se entro la fine di luglio, ma comunque entro il 18 settembre.

Da oggi è in linea il sito ufficiale della manifestazione dove è possibile avere ogni informazione e richiedere l'iscrizione (riservata a coloro in possesso del certificato medico di idoneità alla pratica sportiva agonistica).
Questo originale evento in poche edizioni è divenuto una occasione tradizionale della città e di grande notorietà in Italia e all'estero.
Organizzatori, atleti e appassionati siamo gli ambasciatori di questa stravagante specialità e filosofia che invita a prendere le scale (correndo o camminando…) per fare sport ma anche per la propria salute e il proprio benessere.
Milano ospita la 6° tappa del Vertical World Circuit, cioè il Campionato del Mondo 2011 che tocca nel corso dell’anno 12 città: oltre a Milano, ci sono New York, Basilea, Londra, Taipei (con uno dei grattacieli più alti del mondo di 101 piani) Berlino, Singapore e San Paolo del Brasile, oltre alle prove trials di Chicago, Vienna, Ho Chi Minh City e Bogotà.
Ammirare e salire Palazzo Lombardia non sarà solo un'impresa per gli atleti: nel corso della giornata "Vertical Day" tutti i cittadini sono invitati ad assistere alla gara e raggiungere in ascensore lo spettacolare 39° piano di Palazzo Lombardia, il punto di osservazione più alto della città, eccezionalmente aperto per l’occasione.
Gli atleti italiani sono tra i migliori interpreti di questa specialità che unisce talento individuale, tecnica, grinta e allenamento specifico. Cristina Bonacina (attuale Leader del Mondiale) Daniela Vassalli (Campionessa del Mondo 2009 e vincitrice a Milano nel 2008, 2009 e 2010), Daniela Bellotti e Antonella Confortola (1° e 2° un mese fa a Taipei!) sono tra le protagoniste femminili.
Fabio Ruga (2° oggi nel Mondiale), Marco De Gasperi (2° un mese fa a Taipei e vincitore a Milano nel 2007 e 2009), Dario Fracassi, Alex Romagnolo, Davide De Maria, Riccardo Sterni, Davide Pilatti, Emanuele Manzi sono tra i migliori del mondo in campo maschile.

17 luglio 2011

run friday run

photo by Rocco Puzziferri
Cronaca di un venerdì davvero unico per emozioni e sensazioni provate. Poco dopo la mezzanotte si parte con l’astronave marziana, per l’occasione “truccata” da torpedone, alla volta di Venezia per la Run 5.30. dopo un viaggio con alternanza di sonno e veglia a causa della posizione degna del kamasutra dovuta non alla compagna di viaggio ma allo scarso spazio tra i sedili arriviamo a Calcutta, anzi a Venezia.
In effetti, visto il tasso di umidità che ci accoglie, pare di essere in India nel periodo dei monsoni… subito incrociamo Sergio, intento a caricare casse di anguria per il ristoro e già cotto a puntino. Cambio rapido, deposito borse e siamo pronti a partire per conquistare anche Venezia. Il paesaggio è davvero mozzafiato, l’alba sulla laguna dona alla città colori incredibili e corrervi dentro è un’esperienza trascendentale. A riportarci coi piedi per terra, nonostante il nostro essere alieni, è il caldo che al primo kilometro ci fa sudare come termosifoni spanati. La povera Giuliana incoccia in uno dei tanti ostacoli lungo il percorso e si scortica gambe e gomiti, ma stringe i denti e arriverà al traguardo fresca come una rosa. Il capitano incoraggia la truppa, mentre Irene ci tiene allegri e il fotografo “scatenato” immortala ogni scorcio della città. Su e giù per mille ponti di Venezia le gambe iniziano a vacillare, mentre l’acido lattico reclama attenzione. Non so come riescano a correre anche portandosi una bandiera appresso…
All’arrivo, pur con qualche disperso per le nulle segnalazioni, ci attende un’anguria superlativa e tanta acqua.
Ripartiamo alla volta di Milano, in un viaggio che durerà più del previsto a causa di un incidente da superare ad Agrate, quando ormai il traguardo era a portata.
Nel pomeriggio visita media presso l’Istituto di Medicina dello Sport per il rinnovo del certificato e poi via alla volta di Orino, paese arroccato sulle colline (450 slm) sovrastanti il parco regionale Campo dei Fiori, per la settima edizione del Circuito Serale di Orino. Tutto il paese vive in prima persona questa gara, sono lungo il percorso a fare il tifo per tutti quanti, anche per quelli (come il sottoscritto) che vanno talmente lenti che vengono tamponati dalle zanzare.
photo courtesy Giuseppe Grassi
La gara è bella tosta, con un percorso che definire “ondulato” renderebbe poco l’idea. Di fatto è una corsa in montagna su asfalto. Caso vuole che avessi anche un tifo d’eccezione composto da moglie e figlio, mamma, papà e due carissimi amici che proprio a Orino si sono trasferiti. Non pensavo assolutamente di fare tempi degni di nota, ma di fare almeno bella figura questo si!
I ragazzi del paese si sono dati un gran da fare per organizzare il tutto, la gestione dei pettorali è esemplare (quasi 300 i partecipanti), praticamente nulle le code e gli spazi sfruttati alla perfezione.
Si parte con una prova dei ragazzi nati dopo il ’99 per circa 1500 metri, grandissimo agonismo e alcuni ragazzini davvero interessanti per tecnica e velocità. Poi tocca a noi competitivi e non uniti nel percorso da quasi 6K. Si devono compiere due giri da 2.900 metri lungo le strette strade del paese. Il percorso non è praticamente mai in piano, anzi presenta un paio di strappi cattivi e tostissimi, che segano davvero le gambe.

Avendo il Garmin in riparazione e non volendo assolutamente correre col cellulare per tracciare il percorso (anche perché qui praticamente non c’è campo da nessuna parte), mi fido delle sensazioni e del sito ufficiale, che recita un crono finale (non in real time) di 33’13” per una media, dunque, di 5’40”/Km. Tenendo conto del percorso e della corsa di Venezia sono davvero molto soddisfatto.

photo copyright Arturo Barbieri - podisti.net
A fine gara era previsto un ottimo ristoro e la possibilità di cenare a prezzo “politico”; ho sentito dire che per la cena c’è stato qualche ritardo. Io ho usufruito dell’ottima cena preparata dalla mamma… :)

4 luglio 2011

Brescia No Limits

La sveglia alle 6 non ha fatto tempo a suonare, l’adrenalina per l’imminente prova alla Brescia No Limits era tale che ero già sveglio prima del tempo.
Colazione pregara standard (thé con miele e gallette di riso con marmellata) e sono pronto ad affrontare il viaggio verso Brescia. Arrivo e parcheggio vicino alla partenza, i vigili sono già impegnati nel rimuovere l’auto del solito smemorato che ha parcheggiato lungo il percorso e in breve tempo i posti iniziano a scarseggiare. Ritiro il pacco gara passando accanto ad alcuni degli ostacoli che troveremo lungo il percorso, alcune balle di paglia e delle scale di legno.
L’Oratorio di Sant’Eufemia è il punto di partenza di un evento sui generis, dove ci si deve cimentare non solo nella corsa, ma anche nel superare ostacoli artificiali. Una formula relativamente nuova, ma che garantisce fascino, divertimento e livella di molto i partecipanti.
Non ho davvero idea di cosa mi aspetti, nella mia assoluta inconsapevolezza ho detto a mia moglie che avrei impiegato al massimo 3 ore e poi sarei arrivato a casa, pronto per la pastasciutta. Incontro i tanti marziani presenti e anche qualche compagno del Road Runners Club Milano, qualcuno reduce dalle edizioni precedenti, altri come me all’oscuro di tutto. Ci sono anche tantissimi X-Runners, che sfoggiano le belle e nuovissime divise disegnate da Pier, anche se chi ruba gli sguardi è la sua compagna :)
Il percorso della BNL3
Senza accorgermene arriva l’ora del via e partiamo passando in rapida successione 3 scale e 3 balle di paglia oltre a due tratti a passo di leopardo. Ci avviamo verso il centro storico di S. Eufemia, giusto qualche metro per sciogliere i muscoli, ed ecco la prima di tante (tantissime!!) salite. Qui iniziamo a capire cosa ci attende: bisogna risalire la valle tra cespugli, rovi e rocce. Praticamente una scalata di cui porto ancora oggi sulle gambe i segni. Dopo l’arrampicata ancora un po' di salita e suggestivi passaggi attraverso una grotta e una casa matta quando una breve quanto benvenuta discesa ci porta un po’ di tregua.
Torniamo verso Brescia, qualche scalino per iniziare ad assaporare quello che ci aspetta: i famigerati e terribili “mille scalini”; se qualcuno ancora aveva un sorriso stampato in faccia adesso si è tramutato in una smorfia di dolore! Personalmente non li ho contati, anzi al terzo ho perso il conto… immaginatevi, comunque cosa voglia dire fare un migliaio di scalini irregolari e impervi. Bene questi sono forse un po’ peggio.
Risaliamo quindi la Maddalena e arriviamo a San Gottardo, dove finalmente si inizia a scendere anche se per poco. Tra sentieri e strade di città raggiungiamo quindi il Castello di Brescia; uno splendido maniero medioevale perfettamente conservato, con tanto di gallerie sotterranee e passaggi a strapiombo sotto le torri. Dopo l’iniziale incanto e il saluto convinto dei turisti presenti, mi trovo dinnanzi ad uno spettacolo inatteso: ancora scalini!!! Giuro a me stesso che per una settimana userò solo l’ascensore e che magari verrò a fare un giro o due per preparare il Vertical Sprint di Milano. Nello scenario del Castello ci sono le prove di tiro a segno (8 centri su 8 colpi!) e di taglio dei tronchi d'albero. Col legno tagliato si riparte di nuovo di corsa, questa volta in pianura ma le forze sono ormai esaurite da tempo e, dopo aver lasciato il legno ad uno dei tanti volontari lungo il percorso, raggiungiamo il Parco Ducos, dove ci aspettano prove “bagnate”: il ponte tibetano, il giro con la canoa e… proprio mentre ormai sta per finire questa mia folle impresa devo affrontare l'ultima prova: il guado del laghetto. Il fondo è melmoso e l’acqua appena fresca; mi butto come un pesce e nuoto da una sponda all’altra. Trovo le forze per fare lo spiritoso con la ragazza che mi chiede un parere sulla “corsa”. Mi accomodo al volo su una panchina vicina per togliere un po’ d’acqua dalle mie fidate compagne di avventura (Saucony Xodus 2) che sono giunte alla loro ultima uscita seria.
Si ritorna verso la partenza con un percorso saliscendi in città e prima di poter vedere il traguardo ci aspettano ancora gli stessi ostacoli della partenza. All’arrivo l’organizzatore Fabio è lì che ci aspetta e non manca di dare un cinque volate e un ringraziamento.
La maglia tecnica di finisher me la sono proprio guadagnata questa volta e non vedo l’ora di indossarla.
Se avessi solo un grammo di energia da spendere ripartirei immediatamente, è stata la gara più emozionante e adrenalinica che abbia mai fatto, seconda per emeozioni solo alla mia prima maratona. Dovrei aver impiegato meno di 4 ore per fare tutto, tenendo conto della scarsa preparazione specifica sono soddisfatto. Non ho idea di come mi sia piazzato in classifica, spero ci sia sul sito a breve.
Di una cosa, però, sono certo: il prossimo anno ci sarò assolutamente!!!! Grazie di cuore a tutti.