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19/11/2016 Podisti da Marte
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19 novembre 2013

Una maglia rossa per dire NO al doping

Purosangue Athletics Club nasce con l'intento di promuovere i valori di uno sport "pulito", ed è gemellato con il Training Camp Purosangue che sta nascendo in Kenya. Volete partecipare? Ecco come fare...

Purosangue Athletics Club nasce con l’obiettivo di offrire a dei giovani atleti una vera e propria scuola di vita basata sui valori sani dello sport pulito. Una squadra di campioni dove la vittoria è intesa come traguardo da raggiungere nello sport così come nella vita. Vogliamo dare ai nostri atleti la possibilità concreta di vincere le più importanti competizioni internazionali  nel rispetto di se stessi e del proprio avversario, senza inseguire facili scorciatoie, così da essere motivo di ispirazione per altri giovani ragazzi. 
Dietro a questi ideali c’è un progetto concreto più ampio che nasce dall’incontro tra Massimiliano Monteforte (runner che ad oggi ha già percorso più di 90.000 km e che da vero talent scout porta ormai da oltre 10 anni i migliori atleti del mondo a correre la Maratona di Roma) e Nico Pannevis (nato e cresciuto in Kenya che oggi si dedica alla sua bellissima County House “Sant’Antonio” a Montepulciano). Ed è proprio in questi 80 ettari immersi nella natura che sta nascendo il Training Camp Purosangue.
Solo l’inizio di un progetto, partito con la realizzazione di un cortometraggio e volto alla realizzazione di un Training Camp in Kenya totalmente ecosostenibile dove formare i ragazzi come sportivi e come uomini diffondendo la cultura dello sport sano. La strada sarà lunga ma l’importante è essere partiti con il piede giusto. 
Purosangue Athletics Club è una promessa che ha trovato già il consenso di numerosi professionisti del mondo dello sport. Per essere mantenuta ha bisogno però di un numero sempre maggiore di sostenitori che  diffondano i valori del progetto. Per questo  sarebbe per noi un grande onore che atleti di altre squadre diventino dei testimonial del progetto, indossando la maglia rossa di Purosangue in occasione di una delle tante gare che ogni domenica si organizzano in Italia, proprio per dire tutti insieme un NO forte al doping.
Per questo particolare evento la maglia sarà di volta in volta personalizzata con il nome dell’atleta e della sua squadra: per maggiori info scrivere a news@purosangue.eu.
Tutto questo diventerà un racconto virtuale da inserire sul nostro sito purosangue.eu, con una pagina dedicata ad ogni atleta dove saranno presenti il logo dell'Associazione Sportiva di cui fanno parte ed un breve testo dove potranno spiegare la ragione per la quale hanno scelto di condividere questo messaggio e diventare così loro stessi in prima persona dei testimonial della lotta al doping.

30 marzo 2013

Sei nuovi casi di doping ai Mondiali 2005

L'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica (IAAF) ha nuovamente testato una selezione di campioni raccolti per i test antidoping durante i Mondiali 2005 a Helsinki (Finlandia); i campioni sono stati scelti da una vasta gamma di discipline e nazioni e i risultati hanno rivelato ulteriori sei risultati positivi*.
La IAAF, come parte della sua strategia antidoping, ha promosso dallo scorso anno la rianalisi dei campioni prelevati nel passato utilizzando le più moderne tecniche analitiche. Questi campioni sono stati trasferiti al laboratorio accreditato WADA a Losanna dopo i Campionati del Mondo per la conservazione a lungo termine in conformità con la politica IAAF di ripetizione dei test.
“Il messaggio della IAAF agli imbroglioni è sempre più chiaro: coi costanti progressi compiuti nel rilevamento del doping non c'è posto per nascondersi” ha affermato il presidente della IAAF Lamine Diack. “Questa nuova prova è solo l'ultimo esempio della ferma volontà della IAAF di scovare chi bara nel nostro sport. La IAAF continuerà a fare quanto in suo potere per garantire la credibilità delle competizioni e, quando le regole vengono infrante, scoprire sistematicamente i trucchi”.
I sei risultati positivi coinvolgono gli atleti Andrei Mikhnevich (BLR), Ivan TSIKHAN (BLR), Vadim DEVYATOVSKIY (BLR), Tatyana Kotova (RUS), Nazdeya Ostapchuk (BLR), e Olga KUZENKOVA (RUS) e hanno provocato l'avvio di procedimenti disciplinari che sono attualmente in corso, in conformità alle regole IAAF.
La IAAF non farà ulteriori commenti fino al completamento di tali procedure.

* prima dell’annuncio odierno, due atleti, Vladislav Piskunov (UKR) 12° nel lancio del martello e Neelam Jaswant Singh (IND) 9° nel gruppo A del Disco donne, erano già stati condannati e squalificati per violazioni alla normativa antidoping dalla IAAF durante i Mondiali 2005 di Helsinki.

4 dicembre 2010

Doping si o no?

La Federazione di Atletica della Lituania lo scorso giovedì ha ritenuto insufficienti le prove a carico di evidence Zivile Balciunaite (campionessa Europea di Maratona) per confermare la squalifica per doping.
La 31enne lettone è stata sospesa a seguito di un test delle urine ai Campionati Europei di Barcellona della scorsa estate in cui venne riscontrata una significativa devianza dalla percentuale di testosterone maschile ed epitestosterone.
Nelle donne tale discrepanza è naturale, ma un livello alto di testosterone è solitamente indice di qualcosa di artificiale.
"Dopo aver ascoltato le argomentazioni addotte ed esaminato le prove a carico la commissione disciplinare della Federazione di Atletica della Lituania ha deciso all'unanimità che non ci siano sufficienti prove per provare la colpevolezza dell'atleta e squalificarla" ha commentato ufficialmente la Federazione.
La Balciunaite, che ha rigettato ogni accusa di doping, ha detto che il risultato del test può essere stato influenzayto da un medicinale che ha assunto per riprendersi dai dolori mestruali. Ha assunto il medicinale, prescrittole nel 2003, proprio prima di gareggiare a Barcellona.
La Federation ha comunicato che la propria commissione disciplinare ha deciso di chiedere alla IAAF (International Association of Athletics Federations) di esaminare le affermazioni della Balciunaite a riguardo.
"Se la IAAF decidessse che le argomentazioni siano sufficienti, allora il caso sarebbe chiuso. In caso contrario, allora la Federazione Nazionale riesaminerà il caso" ha dichiarato il portavoce della Federazion Lituana Arturas Gimzauskas. Inoltre, ha aggiunto che l'atleta lituana resterà sospesa fino al verdetto della IAAF. Per la Balciunaite si prospetta una sospensione di 2 anni per doping.

11 marzo 2009

Barbi squalificato a vita

Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Roberto Barbi, rilevato l’illecito commesso dall’atleta ex art. 2.1, infligge all’atleta la sanzione della squalifica a vita. Dispone che la presente decisione sia comunicata alle parti, alla Società, alla FIDAL, alla Federazione Internazionale di riferimento, alle FSN, alle DSA, agli E.P.S. e alla WADA.
Roma, 10 marzo 2009

Commento personale
Servirà a qualcosa? Credo proprio di no. Il tizio in questione potrà tranquillamente allenare, penso anche correre come Master. Certo sarebbe bello che gli organizzatori gli precludessero la partecipazione, ma la vedo dura. Come al solito, comunque, solo l'(ex)atleta paga; medici, rivenditori eccetera continuano senza problemi il loro tran tran quotidiano.
Avrò anche un personale di 2 ore in mezza maratona, ma vi garantisco che ne sono orgoglioso perché pulito al 100%. Il mio doping sono Paola e mio figlio, oltre alla cucina di nonna :-)
Se qualcuno volesse approfondire l'argomento doping, sul sito FIDAL c'è una sezione con documenti vari.

29 luglio 2008

Un aiutino...?

Marta Bastianelli, campionessa mondiale in carica di ciclismo su strada, è stata trovata positiva ad uno stimolante ad un controllo effettuato dall'UCI lo scorso 5 luglio ai campionati europei Under 23 di ciclismo.
La Bastianelli era tra le convocate per le olimpiadi di Pechino "se l'analisi verrà confermata saremo inflessibili. Marta Bastianelli ha tradito il Coni, la federazione e il mondo del ciclismo" è il commento del presidente del Coni, Gianni Petrucci.
"Ha commesso un'ingenuità incredibile, è risultata positiva alla flenfluramina: un componente dei prodotti per le diete, lei è fissata sul peso. Mangia solo insalata..." Renato Di Rocco (presidente di Federciclismo) cerca di spiegare la positività dell'azzurra "Ora chiederemo immediatamente le controanalisi. Ma il problema non è solo quello delle Olimpiadi, per le quali lei, che è campione del mondo, ovviamente era convocata. Il problema è la sua immagine e quella del ciclismo...".
Lei stessa ha confessato: "Mi sono rivolta al mio farmacista di fiducia per una mistura di erbe utile al drenaggio. Come sempre ho voluto leggere l`elenco dei prodotti utilizzati e tra questi c’era il benflorex, che non figura tra le sostanze proibite. Dalle analisi di laboratorio risulterebbe, invece, che quel prodotto contiene anche il principio attivo che è all`origine della mia positività. Ma io come potevo saperlo?".
[tratto da http://www.corriere.it/]

Il mio commento
Ora, avendo fatto quasi 10 anni di sport a livello agonistico (ginnastica artistica) so bene quali pressioni si sopportano per rendere sempre di più. A maggior ragione ai livelli di questi atleti, che hanno una carriera compressa in una decina d'anni (per i migliori) e che con quegli anni d'oro devono poi provare a camparci per tutta la vita.
A me è capitato poco tempo fa di dover assumere un farmaco inserito nella lista delle sostanze dopanti. C'era il simbolo sulla scatola e ho letto il bugiardino; ad una gara mi sono portato dietro scatola, foglietto e ricetta e ho chiesto informazioni al medico di gara. Per poco non è scoppiato a ridere, dicendomi che tanto nessuno avrebbe fatto controlli, ma aveva apprezzato il gesto.
Questi atleti sono seguiti non da un solo medico, ma spesso da un'equipe di specialisti. Possibile che nessuno sappia cosa può essere assunto e cosa no? E' tanto difficile prima della gara comunicare ai medici cosa si sta prendendo?
Ma la domanda vera è "ma è necessario davvero prendere tutte quelle sostanze?" Porca zozza, ma per gareggiare è assolutamente necessario infilarsi in vena o giù per il gargarozzo qualsiasi medicinale o peggio giusto per limare qualche millesimo alla propria prestazione?
Che valore ha, alla fine quella prestazione? E' frutto del lavoro dell'atleta o di quello che si è ingoiato? Personalmente non sarei orgoglioso di aver raggiunto un qualsiasi record o vittoria non sapendo se è solo grazie ai miei allenamenti o grazie all'aiutino di una ditta farmaceutica. Ma con quale faccia, poi, ci si vanta davanti al mondo? Un minimo di etica, di amor proprio e, c***o, anche di rispetto per il prossimo!
Io sarei abbastanza calvinista in questo senso: controllo antidoping a tutti i partecipanti alle gare sempre e comunque, con spese suddivise tra federazioni e società. Radiazione dell'atleta e dei medici responsabili alla prima positività.
Vi indico anche un bell'intervento dell'amico Paolo Fossati di Verde Pisello sul tema doping.