TomTom #GETGOING

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La destinazione non conta, l'importante è fare il primo passo.

PROSSIMA CORSA

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19/11/2016 Podisti da Marte
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24 novembre 2015

Venice Atipical Urban Trail

Correre di notte per 16Km. tra calli e campielli, su e giù per 51 ponti, tra il mistero e la scoperta delle meraviglie nel centro storico di Venezia città unica!
Il nuovo evento firmato Venice Marathon si chiama Venice Atipical Urban Trail e fa parte del ChallengeRunning Days del prossimo 23/24 aprile 2016. La gara si svolgerà sabato 23 aprile con partenza alle ore 21 da Venezia San Basilio.

Per permettere a tutti di partecipare all’evento, prima della gara sarà predisposto un servizio navetta per raggiungere la zona di partenza a Venezia dal Parco San Giuliano di Mestre.
Presso la zona di partenza/arrivo sarà inoltre predisposto un servizio di deposito sacche oltre a spogliatoi e servizi igienici. Il cronometraggio della gara sarà a cura di Timing Data Service (TDS). Il tempo massimo per concludere la gara è fissato in 3h

Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sul sito ufficiale.

8 aprile 2015

Milano Running EXPO: il programma

Milano RunningExpo 2015 è il primo evento dedicato al vasto pubblico dei runners. Patrocinato dal Comune di Milano e da Expo, l'evento prevede 30 Km. di percorsi trail e running disegnati all’interno del parco cittadino “Monte Stella” per testare gratuitamente scarpe, abbigliamento, accessori della stagione 2015 coadiuvati dalla presenza delle principali aziende del settore. Tre giorni per toccare con mano tutte le novità, ma anche per approfondire temi come alimentazione e allenamento, dieta equilibrata per lo sportivo, yoga, psicologia, viaggi, stile di vita e i benefici derivanti dallo sport.

Show & Test: Oltre 15 marchi produttori di scarpe, abbigliamento, accessori running e trail metteranno a disposizione i loro prodotti per farli provare a tutti coloro che interverranno e si registreranno gratuitamente al welcome desk dell'evento. Obiettivo: diffusione della cultura del prodotto e indirizzare l'utente finale ad un acquisto corretto. La Sportiva - Tecnica - Brooks - Mammut - Raidlight - Altra shoes - Cep - Compressport - BV Sport - Polar - TomTom - Compex - Technogym - Technobody - Cober - Mygenomics Per i test sui percorsi trail e su quelli road l'organizzazione mette a disposizione dei pacer che accompagneranno i runners. Gli orari verranno comunicati nei giorni precedenti l'evento.
Forum: Una speciale tensostruttura accoglierà una ricca agenda di forum, con la presenza di esperti, tecnici e atleti importanti come Luca Speciani, Fulvio Massini, Ernesto Ciravegna, Carlo Lazzari, Fulvio Massa e tanti altri.
Giovedì 16 ORE 18:30 Dott. Luca Speciani Sport e alimentazione: è davvero tutto? Le nuove dinamiche di segnale.
Venerdì 17 ORE 18:00 Fulvio Massa Presentazione del libro: "IL MANUALE DEL TRAIL". ORE 19,30 Gargano Running & Trekking Park.
Sabato 18 ORE 14:00 Tite Togni Yogaxrunners - Correre con la testa, il cuore e le gambe. ORE 15,30 Carlo Lazzari Aspetti posturali e posturologici della corsa. ORE 17,00 Ernesto Ciravegna Approccio con agopuntura, mesoterapia omotossicologica e neuralterapia nella cura dell'atleta.
Domenica 19 ORE 11:30 Fulvio Massa "L'Uomo e la Corsa". ORE 15,00 My Genomics Attività fisica e sport: come specializzarsi, come prevenire gli infortuni e migliorarsi grazie al test del DNA.
Attività Extra: Sarà possibile effettuare un'analisi della propria corsa in maniera professionale con le apparecchiature di ultima generazione by Technobody e la supervisione di Fulvio Massa, tecnico e preparatore atletico di atleti di livello internazionale. Sarà, invece, targato Technogym il Soul Running Challenge. Una gara su tapis roullant a manche che si svolgerà da venerdì 17 a domenica 19 aprile, con in palio soggiorni in Running Hotel e pettorali per gare trail e running!
Per S.P.M. Publishing, casa editrice milanese, Milano Running Expo è solo l'ultima di una serie di iniziative dedicate al settore, dopo il successo del Test Event di Soul Runnig e le tre edizioni dell’Alpe di Siusi Running Expo.

12 luglio 2014

Mizuno presenta Wave Kazan

“Si sposta veloce come il vento, rimanere silenziosa come la foreste, attacca feroce come il fuoco, la protezione è invincibile come una montagna”.
Takeda Shingen (1521-1573)

L’esperienza secolare dell’azienda giapponese in termini di calzature da running è adesso applicata anche al trail: nasce così la nuovissima Mizuno Wave Kazan, la scarpa della linea trail running Mizuno per l’autunno inverno 2014, pensata per andare veloci anche sui terreni più sconnessi.
Scarpe dinamiche e di peso veramente contenuto (solo 280 grammi), le Kazan sono le calzature ideali per chi necessita feeling col terreno senza mettere però da parte la protezione, a cui milioni di runner sono affezionati.
Perfette per allenamenti e competizioni intense e brevi, le Kazan permettono una transizione veloce e fluida dal tallone al piede, inoltre, grazie alla speciale suola X-Lugs tenuta e grip multi direzionale sono assicurati anche su terreni molto dissestati.
La scarpa rivela tutto il suo potenziale soprattutto su fondi morbidi e soffici, pur garantendo massimo ammortizzamento e protezione dagli impatti per performance elevate su qualsiasi suolo.
Ottimo la flessibilità in torsione, che rende questa scarpa veramente efficace durante la progressione in salita, e aiuta i runner a esprimersi senza dispersioni di forza.
Anche l’occhio vuole la sua parte! La tomaia di Kazan, oltre ad avere degli elevati standard di traspirabilità e comodità, abbina una fantasia molto colorata e che non passa di certo inosservata. Bella la versione da uomo in grigio, blu e dettagli rossi.
Il prezzo di listino è fissato a 125 Euro, ma nei negozi la potrete trovare sicuramente a meno.
Prezzo di listino al pubblico 125 Euro (ma la troverete a molto meno certamente)

12 febbraio 2014

Adventurer of the Year, congratulations to Kilian

CONGRATULATIONS TO KILIAN JORNET NATIONAL GEOGRAPHIC PEOPLE’S CHOICE ADVENTURER OF THE YEAR


We’re excited to share that Salomon athlete Kilian Jornet, a National Geographic Adventurer of the Year for 2014, has won the People’s Choice Award. 
Each year for the past eight years, ten adventurers have been named Adventurer of the Year based on“extraordinary achievement in exploration, conservation, humanitarianism and adventure sports.”In November, National Geographic asked its readers to cast a vote to name one of the ten nominees as The People’s Choice Adventurer of the Year. At the end of voting (with more votes tallied than ever before), Kilian turned up with the most votes.

Join us in congratulating Kilian by leaving a comment on our Facebook page or tweeting @Salomon_Running.

10 febbraio 2014

Trop Test: Salomon Speedcross 3

Le Salomon Speedcross 3 sono pensate per la velocità, ma non a tutti i costi. Questo modello riunisce grande trazione, ammortizzazione e supporto riuscendo anche a contenere il peso complessivo. Questa combinazione crea protezione e support sufficienti per donare una sensazione di velocità e “confidenza” sullo sterrato. Ho provato le Speedcross alla monragnetta di Milano, potendo (grazie alle condizioni meteo) sfruttare terreno misto: fango, erba molle, pietrisco e pozzanghere, così come numerosi saliscendi anche con discese ripide.
Nel momento in cui l’ho calzata è stato amore a prima vista, soprattutto per il comfort trasmesso; il sistema di allacciatura rapido inizialmente mi intimoriva, pensavo di non riuscire a chiudere saldamente l’allacciatura e, soprattutto, che si sarebbe allentato durante la corsa. Invece è incredibilmente comodo e sicuro; basta una tirata al laccio e poi infilare il tutto nella taschina sulla linguetta e il gioco è fatto. Vediamo un po’ più in dettaglio le caratteristiche principali.
Trazione
La Speedcross ha una grande trazione grazie alla suola “dentata” con pioli a V sulla suola in Contagrip. I “chiodi” sono ben distanziati quanto basta per non far attaccare fango o erba ma abbastanza
per garantire una presa sicura sul terreno.

Ammortizzazione
L’ammortizzazione mi ha davvero sorpreso; le scarped a trail non sono propriamente morbide, le Salomon invece lo sono quanto basta per garantire un comfort ottimale pur mantenendo uno grande sensazione di controllo della stabilità e della trazione. 
Protezione
Oltre al “Mud Guard” intorno alla base, la suola non presenta alcuna protezione particolare in plastic rigida. Questo garantisce flessibilità e velocità senza penalizzare la protezione. Il modello da me acquistato non è in Gore Tex e pertanto tende a far filtrare l’acqua, tuttavia, nell’attraversamento di pozzanghere non troppo profonde la tenuta è davvero buona e i piedi restano asciutti.

Stabilità
La combinazione di una tomaia fasciante e del sistema di allacciatura rende le Speedcross molto  stabili, pur rimanendo leggere e flessibili­.

Peso
Spettacolo. Le scarped a trail normalmente sono più pesanti (e di molto) rispetto a scarped a asfalto, queste Salomon sono assolutamente identiche nel peso e nel feeling rispetto alle A4 che solitamente utilizzo su strada
Flessibilità
Ho davvero apprezzato le doti di flessibilità della Speedcross. Essendo pensata per correre veloci è costruita pensando alle salite (e alle discese) e davvero si sente immediatamente. In discesa, soprattutto, il piede rimane ben saldo ma riesce a copiare bene il terreno anche molto accidentato.

Comfort
Comode e ho ditto tutto. Certo la calzata è molto personale, ma le Speedcross sono assolutamente confortevoli quanto una scarpa da asfalto. E l’effetto “ciabatta” è accentuate anche dalla soletta interna sottile ma molto molto morbida e comfortevole.



Insomma una calzatura che mi ha sorpreso in positivo e che certamente proverò ulteriormente a mettere in difficoltà nelle prossime uscite su sterrato.
Qui trovate un video Salomon sul modello in esame.

6 febbraio 2014

Salomon City Trail Milano 2014

Tante novità per la quarta edizione del Salomon City Trail Milano in calendario domenica 21 settembre 2014. Innanzitutto un nuovo percorso di ben 25 chilometri, con un itinerario scelto per far scoprire tutta la città in evoluzione verso Expo 2015.
Passaggi inediti tra monumenti e siti strategici, questo il nuovo format Salomon City Trail per correre in libertà, lontano dalla routine, fuori dalla porta di casa.
Oltre alla gara individuale, ci saranno anche la staffetta e la 6 km CorriMi non competitiva.
La gara è inserita, grazie alla collaborazione del Comune di Milano e della Provincia di Milano (Assessorati Sport e Giovani) e di Regione Lombardia, tra gli eventi sportivi di Expo 2015.
25 Km che si snoderanno, anche con passaggi inediti, tra monumenti e siti strategici della città, proprio con l’obiettivo di valorizzarli e soprattutto di farli conoscere ai cittadini e a tuti i runners urbani e outdoor in vista dell’importante appuntamento che vedrà Milano protagonista nel 2015.
L'Arena "Gianni Brera", dove ci sarà il Villaggio nella zona di partenza e arrivo, Piazza Gae Aulenti, Piazza Regione Lombardia, i Giardini Indro Montanelli, il Castello Sforzesco, la Fiera, il Parco del Portello, il mitico Campo XXV Aprile, il Monte Stella e ritorno passando dal Parco Sempione.
Foto copyright Antonio Capasso
Un percorso che si distingue da quello delle gare su strada perché spazia affrontando ostacoli naturali, terreno sterrato e diversivi architettonici, nei luoghi più in evoluzione della città, lasciando totale libertà di correre senza limiti, lontano dalla solita routine metropolitana, ma appena fuori dalla porta di casa. Un’esperienza che non tutti ancora conoscono e che non mancherà di offrire grandi sorprese e tante soddisfazioni.
Per far apprezzare la bellezza del Trail Running anche in città con un format davvero interessante e soprattutto tutto da scoprire che include la staffetta con quattro cambi in corrispondenza di quattro stazioni MM, e la prova non competitiva di 6 chilometri che si svolgerà al Parco Sempione.
Regolamento, gallery fotografica e iscrizioni sul sito.

13 gennaio 2013

TropTest: La Sportiva Quantum

Grazie ai saldi, uniti ad un forte ribasso di partenza e allo sconto extra garantito dalla carta fedeltà mi sono fatto un regalo: le Quantum! Ad un prezzo imbarazzante (39 Euro) mi sono accaparrato un paio di scarpe trail che da tempo tenevo d’occhio con curiosità per la speciale suola.
La suola, dal design assolutamente diverso da tutti gli altri modelli in commercio (per capirci: non c’è un solo tassello…!) è realizzata con la tecnologia proprietaria Morpho Dynamic. È il frutto di un lavoro di ricerca e sviluppo durato due anni, dedicato ad affrontare i problemi di coloro che sono alla ricerca di calzature leggere estremamente sensibili e ammortizzanti. La Morpho Dynamic Technology assolve a questi bisogni con un’intersuola che si adatta al terreno offrendo contemporaneamente una corsa ben ammortizzata in modo da proteggere il piede dagli impatti con il terreno. In concreto, tutto l’insieme è formato da quattro elementi: un inserto stabilizzatore antitorsione al tallone, una base in EVA, un sottostante strato in Schiuma poliuretanica "Poly Ether" e la suola Frixion AT a spessori ridotti con moduli di interfaccia MDI che si adattano costantemente al terreno. La suola, grazie alla caratteristica forma ondulata dei moduli MDI, lavorando in sinergia con l'intersuola in schiuma poliuretanica morbida, si adatta continuamente alle asperità del terreno, consentendo una corsa più morbida e fluida e migliorando gli standard di aderenza al terreno.
La costruzione della tomaia è ergonomica: evita la formazione di volumi vuoti e fascia fornendo una calzata confortevole e precisa. L'allacciatura, integrata con la struttura della tomaia, contribuisce all'ergonomia complessiva contribuendo di tensionare i lacci e regolare il livello di fasciatura del piede allo stesso tempo.
Le prime sensazioni calzandole sono davvero buone. Mi calza bene, fasciando il collo del piede senza costringerlo e garantendo una sensazione di “fermezza” complessiva che mi fanno ben sperare per i primi passi su terreni fangosi e dissestati. La suola ritorna una sensazione di generale morbidezza, molta ammortizzazione e in complesso risulta davvero confortevole.
Pronti via l’acquisto già pensando al primo assaggio di terra… che arriva immediatamente, con la tapasciata a Casorate Primo del 13 gennaio.
Il terreno di gara si presenta immediatamente come ideale: fango, a volte anche profondo, ciottoli, erba umida e pozzanghere. Devo dire che temevo la suola completamente liscia, temevo di dover rispolverare i miei trascorsi di ginnasta per stare in piedi, invece si è dimostrata davvero una ventosa, andando solo un po’ in crisi nel fango profondo. Una sensazione mai provata con altre scarpe trail.
La leggerezza e la buona risposta della suola si sentono anche sull'asfalto che, va detto, non è assolutamente il terreno prediletto dalle Quantum. Riprendo l’ottima anteprima di RunLovers in questo senso: “Sull’asfalto è quasi a disagio. Ci corri sull’asfalto. Senti la sua suola scolpita da onde, la senti spingere sulla pianta del piede, ma capisci presto che lei chiede altre superfici, altre sfide. Non riesce ad esprimersi completamente sull’asfalto.”

3 gennaio 2013

Passare al Trail Running

Un'ottima intervista allo svizzero Viktor Röthlin, maratoneta e appassionato di trail tratta dal sito ASICS.


Il trail running sta diventando sempre più popolare in tutta Europa, ma in che cosa si differenzia dalla corsa su strada e qual è il modo migliore di iniziare a praticarlo? Lo abbiamo chiesto al maratoneta svizzero Viktor Röthlin.
Oltre ad essere uno dei migliori maratoneti d'Europa, il testimonial ASICS Viktor Röthlin è anche un appassionato "trail runner" e non c'è di che stupirsi per un atleta che vive sulle Alpi svizzere.
Per Viktor, il maggior fascino dei sentieri è il maggiore senso di libertà. “Nella corsa su strada devi seguire la strada”, dice, “mentre nel trail running posso fare a modo mio. Ci sono molte più possibilità e per me è questo fa la differenza.” Il suo sentiero preferito è sullo Stanserhorn, un’incredibile vetta delle Alpi che si trova quasi esattamente al centro della Svizzera. “Allo Stanserhorn posso arrivarci direttamente uscendo da casa mia. Lassù, a 1898 metri sul livello del mare, ho una vista meravigliosa e posso vedere tutta la regione dove abito ed anche oltre”.
Il trail running però non offre solo panorami mozzafiato, ma anche un tipo di allenamento diverso rispetto alla corsa su strada. “Sui sentieri solitamente corro in salita”, dice Viktor, “così rafforzo più muscoli in modo molto specifico, cosa estremamente utile per le gare di corsa su strada”.
Un tipo di terreno diverso significa che devi cambiare il tuo stile, soprattutto a causa dell’irregolarità del terreno nella maggior parte dei percorsi. Occorre bilanciare con attenzione velocità e sicurezza perché se si va troppo veloce le cadute e gli infortuni sono dietro l'angolo.
“Quando aumento il ritmo su un sentiero difficile, appoggio di più sugli avampiedi di quando corro più tranquillamente”, afferma Viktor. “Così posso toccare il terreno in modo più preciso e il meno possibile”. “Trovo che un contatto prolungato con il terreno aumenti le probabilità di incidenti, ad esempio di una storta alla caviglia.”
Puoi provare il trail running in qualsiasi momento – non ti servirà avere un programma di allenamento specifico rispetto a quello che stai già seguendo per la corsa su strada e, secondo Viktor, non dovrai scegliere nessun particolare percorso da principiante.
Il segreto, piuttosto, è avere la tecnica giusta e l'abbigliamento idoneo. Ecco alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a passare dalla corsa su strada al trail running:
1. Procedi per gradi – i sentieri in genere si fanno sentire di più sul fisico rispetto alle strade, perciò non sforzarti al massimo al primo tentativo. Cerca di aumentare gradualmente la distanza e la velocità in modo da sentirti a tuo agio sul terreno.
2. Fai delle corse veloci più brevi – i percorsi attraversano vette elevate, il che richiede uno sforzo maggiore. Cerca di non piegarti, perché impediresti all'aria di circolare nei tuoi polmoni. Fare corse veloci più brevi ti aiuterà a tenere la schiena dritta e far respirare i polmoni al massimo.
3. Varia il tuo allenamento – quando ti prepari per il trail running cerca di alternare corse brevi, veloci ad altre più lunghe e più lente. In questo modo ti preparerai per tutte le fasi di una gara, dai sentieri in salita ai tratti in piano.
4. Tieni gli occhi sul sentiero – i sentieri sono pieni di ostacoli, come radici, rami e sassi che non trovi sulla strada, cerca di guardare 4 o 5 passi avanti a te in modo da vedere per tempo cosa ti aspetta.
5. Controlla la velocità in discesa – la tentazione di correre veloce in discesa è grande, ma i sentieri possono essere pericolosi, perciò cerca di rallentare l'andatura per evitare infortuni durante la discesa.
Oltre ad un cambiamento nella tecnica di corsa, le asperità dei sentieri di montagna richiedono anche un abbigliamento adeguato. Per prima cosa, è essenziale avere un buon paio di scarpe da trail running.
“L'attrezzatura giusta è di grande aiuto per divertirsi e rendere più piacevole un percorso di trail running” dice Viktor. “Tantissimi runner percorrono i sentieri con le normali scarpe da corsa. È una cosa che proprio non capisco, come se si andasse a fare delle escursioni in montagna con gli scarponi da sci!”.
“Per le competizioni di trail running le scarpe devono essere molto leggere, flessibili e aderenti al terreno. Devo percepire il terreno e adattare la mia andatura ad esso. Quando mi alleno uso scarpe diverse a seconda dei ritmi di corsa. Sostanzialmente, più veloce è la corsa, più leggera e con una sensibilità sul terreno maggiore deve essere la mia scarpa”.

6 settembre 2012

LaMATTAcorsa 2012

Domenica 7 ottobre 2012 a Campogalliano (MO), alla seconda edizione de "laMATTAcorsa" manifestazione sportiva non competitiva a forte impronta goliardica, organizzata dall’A.S.D. Wild Life Forever.
LaMATTAcorsa è una Running Raid (corsa ad incursione): un percorso di vera e propria agilità dove allenarsi e divertirsi. La location scelta per l’evento sono i laghi Eugenio Curiel di Campogalliano e le Casse d’espansione del fiume Secchia, bacini artificiali creati per regolare le piene del fiume Secchia che hanno acquisito nel tempo valenza naturalistica di notevole pregio, tanto che l’area è ora Riserva Naturale Orientata per assicurare la conservazione dell’habitat.
Per questa edizione LaMATTAcorsa seguirà due tracciati avventurosi continui, rispettivamente di 20 chilometri con circa 60 ostacoli naturali e artificiali (salite e discese dagli argini, guadi, ponti tirolesi, muro del pianto, reti marinare, palizzate ...) e, novità del 2012, la 10 chilometri con 30 ostacoli circa.
Il tempo massimo della corsa è di tre ore e mezza per i 20 chilometri e due ore e mezza per la 10 chilometri: solo chi arriva nel tempo limite riceverà una medaglia ricordo "S-Finito, LaMattaCorsa 2012".
Lo spirito ludico degli organizzatori nel concepire laMATTAcorsa è stato fondamentale. Infatti è stata pensata non solo come una corsa campestre in cui sono le caratteristiche fisiche e l’allenamento a prevalere, ma vuole essere un modo per rafforzare il senso di solidarietà divertendosi, adatta a tutti: gruppi di amici, famiglie, associazioni ecc… per vivere insieme un’esperienza a contatto con una natura tutta da scoprire e amare, un mettersi alla prova ma sempre strizzando l’occhio al divertimento.
Infatti si può partecipare a laMATTAcorsa anche con un costume
 “carnevalesco” ispirato a personaggi famosi o inventati direttamente dall’iscritto.
Si può partecipare individualmente o in team da 3 persone (solo per la 20 km). Eventuali coreografie per gruppi più numerosi, sono ben accette.
Saranno premiati i primi 3 singoli maschili e femminili e primi 3 team, per le due distanze, il travestimento più originale, il gruppo più numeroso, il più distante, il più giovane e il più anziano, premi a sorteggio e a sorpresa.
L’iscrizione a laMATTAcorsa si potrà fare entro il 24 settembre 2012 tramite il sito dove si potranno trovare il regolamento e ogni tipo d’informazione relativa alla corsa.

22 agosto 2012

Trop test Trail: Mizuno Wave Ascend 7

La teoria vuole che la scarpa da trail perfetta sia al contempo agile, robusta, aderente sui terreni scivolosi, ma abbastanza rigida per proteggerci dai tratti con terreno duro. Le Mizuno Wave Ascend, giunte oggi alla settima versione, sono uno dei modelli preferiti dai trail runners che cercano una scarpa reattiva e versatile sui diversi tipi di terreno. Le nuove Ascend, infatti, racchiudono tecnologie performanti in “soli” 340 grammi (nel modello da uomo) o 280 grammi nella versione donna, garantendo una sensazione di leggerezza e agilità.
Ho avuto la possibilità di provare le nuove Ascend e per farlo ho scelto come banco di prova la montagnetta di S. Siro; classico percorso ricco di saliscendi che vede moltissimi runner meneghini allenarsi quotidianamente. Visto il periodo dell’anno e la presenza di Lucifero, non ho potuto testare altrettanto intensamente il grip sul bagnato, il massimo era rappresentato da una pozza d’acqua vicino ad un “drago verde” e non era il caso di riportare le scarpe eccessivamente conciate :)
La prima cosa che ho notato appena tirate fuori dalla scatola, è stata la curvatura accentuata della suola, con la punta notevolmente rivolta verso l'alto. Avendo già come compagne di allenamento un paio di Inspire “Osaka”, sono felice che Mizuno abbia intrapreso una svolta nelle colorazioni delle scarpe. Le Wave Ascend 7 sono abbastanza vistose, quanto basta per riconoscerle anche a distanza, ma non troppo da farti imbarazzare perché le calzi; almeno nella versione blu/giallo da me provata (simile, appunto, alle mie Inspire). C’è anche una versione più “sobria” con colore predominante il rosso.
Tornando al test, come dicevo è stato un pomeriggio afoso e il terreno era molto polveroso, tanto che non è stato facile concentrarsi sulle scarpe e le sensazioni che mi trasmettevano. In punta c’è spazio a sufficienza per il mio alluce pronunciato e l'allacciatura ha tenuto il piede in modo sicuro, senza vincolarlo eccessivamente, risultando confortevoli anche nei tratti in discesa. Il battistrada, ad una prima occhiata, non sembra molto “aggressivo”, tuttavia è risultato essere abbastanza aderente sia sull’erba sia sulla ghiaia.
Bassa e leggera offre comunque una buona protezione nei percorsi veloci: grazie alla tecnologia Mizuno Dynamotion Fit, infatti, si muove insieme al piede in tutto il ciclo di corsa rimanendo comoda e reattiva sulle superfici più irregolari. Inoltre il fan shape Wave dell'intersuola e la nuova mescola dell’intersuola Mizuno ap+ lavorano insieme per offrire un’ammortizzazione ideale sia se l'utilizzatore sceglie percorsi sterrati sia su strada.
In conclusione le Mizuno Wave Ascend 7 mantengono tutte le promesse e sono, a mio avviso, assolutamente da tenere in considerazione da chi vuole acquistare un paio di scarpe trail. Il prezzo di listino è di 120 Euro, ma nei negozi non è difficile trovarle anche intorno ai 100.
Greg Newman - Senior Designer per Running Footwear di Mizuno - ci racconta da dove nasce l'ispirazione per la Wave Ascend, ecco il video!

4 luglio 2011

Brescia No Limits

La sveglia alle 6 non ha fatto tempo a suonare, l’adrenalina per l’imminente prova alla Brescia No Limits era tale che ero già sveglio prima del tempo.
Colazione pregara standard (thé con miele e gallette di riso con marmellata) e sono pronto ad affrontare il viaggio verso Brescia. Arrivo e parcheggio vicino alla partenza, i vigili sono già impegnati nel rimuovere l’auto del solito smemorato che ha parcheggiato lungo il percorso e in breve tempo i posti iniziano a scarseggiare. Ritiro il pacco gara passando accanto ad alcuni degli ostacoli che troveremo lungo il percorso, alcune balle di paglia e delle scale di legno.
L’Oratorio di Sant’Eufemia è il punto di partenza di un evento sui generis, dove ci si deve cimentare non solo nella corsa, ma anche nel superare ostacoli artificiali. Una formula relativamente nuova, ma che garantisce fascino, divertimento e livella di molto i partecipanti.
Non ho davvero idea di cosa mi aspetti, nella mia assoluta inconsapevolezza ho detto a mia moglie che avrei impiegato al massimo 3 ore e poi sarei arrivato a casa, pronto per la pastasciutta. Incontro i tanti marziani presenti e anche qualche compagno del Road Runners Club Milano, qualcuno reduce dalle edizioni precedenti, altri come me all’oscuro di tutto. Ci sono anche tantissimi X-Runners, che sfoggiano le belle e nuovissime divise disegnate da Pier, anche se chi ruba gli sguardi è la sua compagna :)
Il percorso della BNL3
Senza accorgermene arriva l’ora del via e partiamo passando in rapida successione 3 scale e 3 balle di paglia oltre a due tratti a passo di leopardo. Ci avviamo verso il centro storico di S. Eufemia, giusto qualche metro per sciogliere i muscoli, ed ecco la prima di tante (tantissime!!) salite. Qui iniziamo a capire cosa ci attende: bisogna risalire la valle tra cespugli, rovi e rocce. Praticamente una scalata di cui porto ancora oggi sulle gambe i segni. Dopo l’arrampicata ancora un po' di salita e suggestivi passaggi attraverso una grotta e una casa matta quando una breve quanto benvenuta discesa ci porta un po’ di tregua.
Torniamo verso Brescia, qualche scalino per iniziare ad assaporare quello che ci aspetta: i famigerati e terribili “mille scalini”; se qualcuno ancora aveva un sorriso stampato in faccia adesso si è tramutato in una smorfia di dolore! Personalmente non li ho contati, anzi al terzo ho perso il conto… immaginatevi, comunque cosa voglia dire fare un migliaio di scalini irregolari e impervi. Bene questi sono forse un po’ peggio.
Risaliamo quindi la Maddalena e arriviamo a San Gottardo, dove finalmente si inizia a scendere anche se per poco. Tra sentieri e strade di città raggiungiamo quindi il Castello di Brescia; uno splendido maniero medioevale perfettamente conservato, con tanto di gallerie sotterranee e passaggi a strapiombo sotto le torri. Dopo l’iniziale incanto e il saluto convinto dei turisti presenti, mi trovo dinnanzi ad uno spettacolo inatteso: ancora scalini!!! Giuro a me stesso che per una settimana userò solo l’ascensore e che magari verrò a fare un giro o due per preparare il Vertical Sprint di Milano. Nello scenario del Castello ci sono le prove di tiro a segno (8 centri su 8 colpi!) e di taglio dei tronchi d'albero. Col legno tagliato si riparte di nuovo di corsa, questa volta in pianura ma le forze sono ormai esaurite da tempo e, dopo aver lasciato il legno ad uno dei tanti volontari lungo il percorso, raggiungiamo il Parco Ducos, dove ci aspettano prove “bagnate”: il ponte tibetano, il giro con la canoa e… proprio mentre ormai sta per finire questa mia folle impresa devo affrontare l'ultima prova: il guado del laghetto. Il fondo è melmoso e l’acqua appena fresca; mi butto come un pesce e nuoto da una sponda all’altra. Trovo le forze per fare lo spiritoso con la ragazza che mi chiede un parere sulla “corsa”. Mi accomodo al volo su una panchina vicina per togliere un po’ d’acqua dalle mie fidate compagne di avventura (Saucony Xodus 2) che sono giunte alla loro ultima uscita seria.
Si ritorna verso la partenza con un percorso saliscendi in città e prima di poter vedere il traguardo ci aspettano ancora gli stessi ostacoli della partenza. All’arrivo l’organizzatore Fabio è lì che ci aspetta e non manca di dare un cinque volate e un ringraziamento.
La maglia tecnica di finisher me la sono proprio guadagnata questa volta e non vedo l’ora di indossarla.
Se avessi solo un grammo di energia da spendere ripartirei immediatamente, è stata la gara più emozionante e adrenalinica che abbia mai fatto, seconda per emeozioni solo alla mia prima maratona. Dovrei aver impiegato meno di 4 ore per fare tutto, tenendo conto della scarsa preparazione specifica sono soddisfatto. Non ho idea di come mi sia piazzato in classifica, spero ci sia sul sito a breve.
Di una cosa, però, sono certo: il prossimo anno ci sarò assolutamente!!!! Grazie di cuore a tutti.

2 giugno 2011

Vittoria con record per Giuliano Cavallo al Trail del Monte Soglio


Era il grande protagonista e non ha deluso le attese. Giuliano Cavallo ha vinto il “The North Face Trail del Monte Soglio” con il miglior tempo di sempre: 6h04’21’’, abbassando il suo precedente record di circa 17’. In una gara corsa prevalentemente sugli sterrati e i sentieri delle Vallate dell’Alto Canavese, l’atleta del Team Salomon ha confermato ancora una volta i suoi grandi progressi mostrati in brillantezza quest’anno. Dopo i successi all’Ultrabericus Trail e al Trail dei Gorrei, domenica Giuliano si è imposto anche al Trail del Monte Soglio, precedendo un altro atleta di tutto rispetto come Daniele Fornoni.
Il percorso della gara è di 60 km con un dislivello positivo di circa 3.400 metri e attraversa dodici comuni. Questa edizione ha registrato un gran numero di iscrizioni, portando nella comunità montana piemontese parecchi tra i migliori atleti di trail running che questo 2011 sta mostrando. La vittoria di Cavallo, che ha corso col pettorale 94, risulta così ancora più preziosa, sottolineando un’annata che porterà questa estate il runner di Bra a correre per il titolo di campione del Mondo ai mondiali di Ultra Trail in Irlanda.

I migliori atleti italiani hanno corso e battagliato alla grande lo scorso 14 maggio nella prima tappa del Salomon Trail Tour Italia. La gara si è disputata a Cantalupo Ligure per la 5° edizione de Le Porte di Pietra, corsa di trail running di 72 km e 4.000 m D+. L’incognita pioggia non si è avverata, ma le temperature alternate e la grande umidità hanno dato alla prova un sapore duro e combattivo. Per veri runners!
Fino a metà corsa la vittoria sembrava destinata essere una questione tra il trentino Silvano Fedel, il ligure Lorenzo Trincheri e il valdostano Giuliano Cavallo, seguiti a breve distanza dal piemontese Daniele Fornoni (nella foto all’arrivo) e dal lombardo Marco Zanchi. Al punto di controllo di Capanne di Carrega (40 km) si ritiravano però Lorenzo Trincheri a causa di un problema muscolare e Marco Zanchi per dolori intestinali. A Capanne di Cosola (49 km) Fedel aveva un vantaggio di soli 3’ su Giuliano Cavallo. A Piani di San Lorenzo (65 km) il vantaggio del trentino saliva a 6’ e uno strepitoso Daniele Fornoni era a 12' da Giuliano Cavallo. Alla fine a trionfare per il terzo anno consecutivo è stato Silvano Fedel, con un tempo finale di 7h21’19''. In campo femminile si è riconfermata la trentina Simonetta Gadler che ha terminato la gara con il tempo di 9h03’16'' e in 16° posizione assoluta. La Gadler ha migliorato il proprio tempo rispetto alla scorsa edizione di 48’.
Si replica per la seconda tappa i prossimi 9 e 10 luglio per il GRAN TRAIL VALDIGNE tra i bellissimi sentieri della Valle d’Aosta. Attraversando quattro colli a più di 2300 metri di altezza ci sarà occasione anche per godere dello spettacolo del Monte Bianco. Il tracciato attraversa il territorio e i centri abitati di tutti i 5 Comuni della Comunità Montana Valdigne Mont Blanc e sarà possibile affrontare il GTV scegliendo tra 3 diverse distanze: 100km, 55km e 19 km, tutti i percorsi sono molto tecnici e con forti dislivelli. 500 volontari lungo il percorso gestiranno punti di ristoro e tutto l’occorrente per far si che gli atleti debbano pensare solo alle proprie gambe e a risparmiare energie fisiche e soprattutto mentali. Previsti più di 700 concorrenti, lo spettacolo della prima tappa sembra avere tutti i requisisti per riproporsi.
La chiusura del Salomon Trail Tour Italia sarà il 18 settembre con la Troi dei Cimbri. Il nome “troi” significa “sentiero” poiché il percorso è “single-track”, cioè composto da una piccola parte di strade sterrate ed è quasi del tutto assente l'asfalto.
Grandi appuntamenti e scenari naturali da brividi per gustare il trail running in tutta la sua essenza, dalla Valle d’Aosta fino alla chiusura dal sapore quasi fiabesco di settembre nella foresta tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone.

Per info su Giuliano Cavallo potete scrivere a Alberto Lucchini autore dei testi sopra che mi ha gentilmente inviato.

2 marzo 2011

Mini Trail

Il mini trail è una disciplina sportiva che differisce dalle gare su strada e in pista, in quanto le prove si sviluppano in mezzo alla natura su percorsi completamente sterrati; in particolare sentieri di montagna. Normalmente gli unici tratti asfaltati sono quelli della partenza e dell'arrivo. Vengono attraversati anche boschi, campi, colline e altopiani.
Questo tipo di corsa è meno impegnativa rispetto ai trail sia per la lunghezza sia per il profilo altimetrico sia per la tipologia dei terreni. La distanza che viene coperta è abitualmente compresa fra i 12 e i 16 chilometri con un dislivello massimo di seicento metri e minimo di quattrocento.
Intorno a questa specialità, che ha mosso i suoi primi passi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, anche in Italia sta sempre più prendendo forma un movimento con atleti professionisti e amatori.
L'associazione sportiva dilettantistica “Circuito Running” è nata a fine 2004, per impulso di un gruppo di amici con la comune passione per lo sport, e in particolare per le corse a piedi.
Dopo aver designato come presidente Orfeo Pettinaroli, è stato deciso di organizzare delle gare nella zona del lago d'Orta e del Borgomanerese con lo scopo anche di promuovere il territorio. Ha così preso forma anche il calendario del Circuito Running.
Dopo oltre sei anni di attività, l'associazione si è fatta conoscere per la serietà e la professionalità, offrendo agli amici podisti camminate non competitive e manifestazioni competitive di sempre più alto livello.
Il sodalizio si è concentrato soprattutto sull'allestimento di mini trail, prove su strada come la Pella-Orta e l'Armeno-Mottarone, e mezze maratone. L'aprile 2011, a tal proposito, vedrà la prima edizione di quella di Borgomanero.
Grazie all'affetto degli sponsor, all'impegno di Pettinaroli e dei suoi collaboratori a cominciare da Marco Valli, e all'entusiasmo crescente di tutti gli atleti, il “Circuito Running” sta continuando a portare avanti i valori che ne hanno decretato il successo. Come la voglia di fare sport tra amici, in allegria e in mezzo alla natura.
La sede dell'associazione è situata a San Maurizio d'Opaglio (NO); E-mail: circuitorunning@gmail.com.

15 novembre 2010

Trop Test: Hoka OneOne

Alla ricerca di una scarpa per il trail, mi sono fatto convincere a dare una chance ad una novità che, ne sono certo, farà molto parlare di se prossimamente.
“Now it is time to Hoka OneOne”: da questo slogan nasce Hoka OneOne, una novità nel mondo del trail running che merita uno sguardo più da vicino.
Nata dalla grande esperienza di Christophe Aubonnet, questa azienda francese si presenta al mercato con un concetto innovativo e di rottura sul passato. Il concetto di sensibilità del piede a contatto con lo sterrato viene completamente ribaltato: se preferite una mountain bike ammortizzata, perché dovreste preferire una scarpa meno ammortizzata di un'altra…? E' un proclama forse semplice, forse troppo, ma il concetto alla base di Hoka OneOne è proprio questo.
L'esperienza del gruppo di lavoro è talmente importante che non ci si può non aspettare che buoni risultati da questo nuovo progetto.
Le scarpe Hoka OneOne si differenziano per il profilo dell'intersuola e per la superficie enorme della pianta; sviluppata inizialmente per garantire performance di altissimo livello nella fase di discesa, il design particolare permette di avere un'ottima risposta anche durante la salita. Il peso ridotto, l'ammortizzazione extra offerta dalla particolare EVA utilizzata (quasi il 30% più soffice della media) e il design da 40 mm. della suola offrono un comfort impareggiabile all'atleta.
I primi feedback sono davvero incoraggianti: comodità a livelli massimi, buona risposta anche in salita, protezione totale ed estrema velocità lungo le discese. A mio avviso la calzata è stretta, simile a Nike per intenderci, e ammetto che la superficie extra della suola e lo spessore dell'intersuola richiedono un minimo di adattamento e di abitudine alla novità. Una volta messi a fuoco queste due caratteristiche e abituati alle differenti risposte, le Hoka OneOne rispondono in maniera precisa e ottimale in qualsiasi situazione.
Io ho testato il modello Mafate Low, che presenta una suola a costruzione a costruzione “rocker” in grado di assicurare un ottimo grip, adeguato comfort e, soprattutto, protezione; la sensazione è quasi quella di “volare” letteralmente sul terreno. Tenete presente che queste scarpe sono state sviluppate al fine di massimizzare l'efficienza muscolare attraverso la riduzione dello stress di muscoli e articolazioni indipendentemente dal terreno e dalla distanza percorsa.
L'intersuola presenta una trave elastica spessa circa 2,5 mm. e, una volta compressa, è in grado di restituire un ritorno immediato alla caviglia, aumentando in questo modo accelerazione e spinta e dando maggior fluidità alla rullata. La reattività è assicurata anche durante la fase della salita con un'ottima protezione ai talloni e alle caviglie.
Queste scarpe hanno il 50% di superficie d'appoggio in più e il 35% in più di tacchetti per il massimo grip. Volume di ammortizzazione superiore di 2,5 volte grazie all'utilizzo di un EVA più soffice. Il mix di questi due caratteristiche apporta anche un buon controllo su eventuali difetti d'appoggio. Proprietà ammortizzanti dell'intersuola aumentate del 30%, con un notevole beneficio riscontrabile ad ogni appoggio.
Il design da 40mm della suola consente alle Hoka di incorporare un profilo rocker di 13 cm. che rappresenta il 50% della lunghezza totale. Questa forma particolare assicura una risalita dinamica, fluida e senza sforzo, per transizioni veloci e naturali.
Il peso complessivo è abbastanza ridotto, la misura 10,5 US pesa 335 gr.

Di seguito l’intervista a Christophe Aubonnet, fondatore di Hoka OneOne, rilasciata a Outdoor Magazine (a cura di OSCAR POZZAN - n. 4/2010).

Un progetto giovane, originale ed ambizioso. Con un nome evocativo e con alle spalle “pezzi da 90” della sport industry, con esperienze maturate in aziende importanti, Salomon su tutte. Gli ingredienti per una storia da approfondire e raccontare con dovizia di particolari, come piace a noi di Outdoor Magazine, c’erano tutti. Per questo ospitiamo volentieri sulle nostre pagine questa esclusiva intervista a Christophe Aubonnet, in qualità di product manager di Hoka Shoes, marchio distribuito in Italia dalla società ABC Distribution di Alberto Penne: ex sales manager di Salomon Italia e grande appassionato di sport, tanto che la sua prima conoscenza con Christophe risale proprio alla finale mondiale della X-Adventure tenutasi ad Ottobre del 2000 in Sicilia. Nato a Bourg Saint Maurice 40 anni fa, Christophe è sempre stato un atleta di alto livello: pratica mtb, kayak e sci alpinismo e da giovane ha pure conquistato la Coppa Europa di sci alpino e vinto alcune gare internazionali di slalom kayak. Nell’ultimo decennio della sua vita, lavorativa e non, si è dedicato soprattutto al trail running, settore nel quale è molto conosciuto e che ha cominciato ad approcciare nel 2000, prendendo parte a eventi di adventure racing che comprendevano anche sezioni di running. Ha più volte conquistato il podio in Coppe Mondiali di Adventure Racing e diverse gare ultra-endurance tra le quali la Marathon Des Sables, l’UTMB,Diagonale Des Fous e il Pierramenta.

Continui tutt’ora a partecipare a gare di trail running?
Naturalmente continuo a prender parte a competizioni di trail running. Lo scorso febbraio sono arrivato quarto alla Coppa del Mondo di Adventure Racing in Ecuador. Tra maggio e giugno prenderò parte a gare internazionali in Francia e in Slovenia. In agosto parteciperò all’UTMB e a ottobre non mancherò all’Adventure Racing World Championship in Spagna.

Oltre che un atleta sei da molti anni anche product manager. Come hai cominciato?
Salomon è stata la mia prima azienda. Sono entrato a far parte del suo staff nel 1993, subito dopo il master in ingegneria meccanica. Fino al 1998 ho lavorato nel reparto R&D di sci alpino racing. Dopodiché sono passato alla divisione footwear dove ho lavorato per sei anni in qualità di product developer. Ho sviluppato alcuni progetti su scarpe da trekking, da montagna e da skate.

Sei anche uno dei padri dei modelli che hanno reso famosa l’azienda nel trail running, dalla Xa-Pro alla Speed Cross. Quando ha preso il via il progetto dedicato a questa attività?
Abbiamo iniziato nel 1999 con lo sviluppo di modelli da raid race, super raid e raid sport. Ho effettivamente avuto l’opportunità di far parte del team Salomon che ha dato vita a questa grande avventura nelle calzature da trail running, che rappresentavano una nuova esperienza per l’azienda. Il successo che hanno riscontrato è stato incredibile. Per questa categoria ho poi gestito il marketing prodotto dal 2004. La mia collaborazione con l’azienda si è protratta fino alla fine del 2008.

Cosa ricordi con più piacere degli anni nei quali hai lavorato per Salomon?
La sensazione di essere dei pionieri in qualcosa in cui credevamo profondamente. E l’enorme impegno profuso nel tentativo di dimostrare alla gente (lo staff interno, quello delle filiali, i retailer, i magazine e i clienti) l’enorme potenziale del trail running nonostante il generale scetticismo.

Da atleta e product manager, quali sono i tre marchi nel settore trail running che ammiri di più a livello mondiale?
In primis ASICS per l’impegno globale nel running. Poi Inov8 per il suo essere core. E, naturalmente, Salomon, non solo perché è parte della mia storia ma anche perché è uno dei brand che contribuiscono a rendere il trail running così “attraente”.

Veniamo al tuo presente e quindi ad Hoka Shoes. È vero che la prima idea nacque attorno al 2000 sui versanti dell’Etna?
È vero! Nel novembre del 2000 eravamo in Sicilia per un’adventure race sui pendii dell’Etna. Qui abbiamo incontrato persone che ci hanno trasmesso i valori di uno stile di vita autentico: vitalità, autenticità, emozioni, adrenalina, una discesa molto veloce e una risalita carica di ispirazione. Durante questo fantastico viaggio un atleta neozelandese ha esordito con “Now it is time to Hoka Oneone”, intendendo letteralmente “È tempo di volare giù per il versante come se avessimo gli sci ai piedi, se stessimo facendo parapendio o se fossimo su una tavola da surf”. Questa filosofia, semplice e al contempo carica di significato, ci ha molto colpito. Così abbiamo iniziato a immaginare un prodotto da trail running rivoluzionario, che avrebbe potuto rendere reale l’immagine suggerita da quella frase.

Perchè avete aspettato 10 anni prima di lanciare ufficialmente il marchio sul mercato?
È come per i sogni che ognuno di noi ha in mente. Li abbiamo stampati nella memoria e periodicamente capita di ricordarli. Finché un giorno qualcosa cambia e pensiamo sia tempo di realizzarli.

Chi c’è dietro a questo progetto e quali sono i vari ruoli?
Innanzitutto i tre racer che quel giorno in Sicilia hanno avuto l’intuizione alla base del progetto: Jean-Luc Diard, Nicolas Mermoud ed il sottoscritto. I primi due sono i titolari dell’azienda e hanno gestito tutti i passaggi che hanno reso possibile la nascita del brand. Io mi occupo dei concetti (R&D, prototipi e test) e contribuisco a mantenere vivo il marchio. Poi ci sono molte altre persone che si sono unite a noi in questa avventura. In particolare la struttura europea coinvolge Guillaume Diard (figlio di Jean-Luc), che segue il marketing, e Fred Moreau, supervisore della struttura commerciale. Ad essi si aggiunge Alberto Penne che, tramite la sua società ABC Distribution, distribuisce il marchio in Italia. Tale “missione” viene svolta grazie a una rete agenti composta da sette persone. Tutti i nostri collaboratori hanno alle spalle molti anni di esperienza nei propri ambiti. E questo dimostra il potenziale successo che può raggiungere il brand.

Il concetto generale è quindi quello di valorizzare e facilitare anche nel trail running la fase della discesa. In che modo?
La fase di discesa è una delle più critiche nel trail running perché richiede più fatica, c’è il rischio di infortuni e sono necessarie calzature con grande grip e supporto alle articolazioni. Siamo riusciti ad ottenere un livello di ammortizzazione e comfort senza eguali, con ovvi benefici. Che consentono al runner di “volare” giù per il versante in maniera più rilassata e dunque di risparmiare fatica proteggendo al contempo muscoli e articolazioni.

Cosa è esattamente il concetto Hubbles?
È l’unione di una specifica geometria e di un mix materiali unico nel suo genere. La geometria assicura una rullata semplice e incredibile. Mentre l’Eva, unito alla gomma e ai tasselli, garantisce ammortizzazione e comfort.

Come siete riusciti a mantenere anche una notevole leggerezza nonostante le dimensioni maggiori rispetto alle altre calzature da trail running?
L’intersuola non è solo sotto il piede ma lo avvolge tutto intorno, quindi gran parte della stabilità e della protezione deriva da questo Eva 3D. Di conseguenza non è necessario aggiungere parti sintetiche in PU intorno alla scarpa, parafanghi o rinforzi come avviene su modelli da trail running tradizionali. La tomaia fornisce tenuta e non presenta alcun extra, risultando così minimalista. Per questo la calzatura finale pesa il 15% in meno rispetto alle altre scarpe dedicate alla disciplina.

Sul resto della calzatura vi sono altri particolari accorgimenti tecnici?

La parte inferiore della scarpa è unita a quella superiore, all’intersula e alla suola, che si presenta con una mescola ad elevata trazione. Essa è inoltre caratterizzata da tasselli specifici che ottimizzano il grip in ogni condizione.

Quanto è durata la fase di test preliminare?
Grazie agli esperti dei diversi team che lavorano in Hoka, abbiamo ridotto di molto la fase di test. In pratica abbiamo impiegato un terzo del tempo di cui necessitavamo nelle nostre precedenti esperienze. “Più rapidi al mercato” è uno dei principali punti di forza delle piccole società.

Dove sono stati effettuati i test?
Ne abbiamo realizzati molti nei pressi del nostro campo base di Annecy, in Francia. Una zona caratterizzata da sentieri montani, percorsi vari, tracciati bike intorno al lago. Inoltre nel raggio di 100 km vengono organizzati importanti eventi di trail running come l’Annecimes, l’UTMB e il Nivollet-Revard. I nostri atleti hanno poi condotto importanti test in isole vulcaniche (Corsica e Reunion) e in occasione di molte gare alle quali hanno partecipato.

Nel confronto da voi effettuato con le altre calzature da trail running cosa avete evidenziato?
In due parole, le Hoka assicurano comfort e rullata oltre a facilità d’uso.

Quali sono stati i marchi messi a confronto con le Hoka?
Senza fare nomi, abbiamo confrontato con le Hoka tutti i principali brand da trail running presenti oggi sul mercato, incluso qualche interessante modello singolo. Abbiamo anche considerato alcune calzature altamente ammortizzanti del segmento road running. Sicuramente con una suola di questo genere la fase della discesa è facilitata.

Ma non si rischia di penalizzare l’atleta nella fase della salita?
Questo era un altro aspetto della nostra sfida, ovvero mantenere un’elevata reattività nella corsa in salita. Sulla base dei feedback raccolti dai nostri tester, direi che abbiamo centrato nel segno.

Un’altra obiezione potrebbe essere quella di avere una minor sensibilità con il terreno. Cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Queste scarpe modificano la tradizionale sensibilità che si ha con il terreno. Ma prendiamo l’esempio di una mountain bike con sospensioni. Il comfort e l’ammortizzazione di urti assicurano sensazioni migliori rispetto a quelle che si ottengono con una mountain bike senza sospensioni, no?

Se non sbaglio il lancio ufficiale al mercato è avvenuto allo scorso Ispo di Monaco. Quali sono stati i feedback? Notate da parte di qualcuno anche un iniziale scetticismo per questo concetto così diverso?
I feedback sono estremamente positivi. La maggior parte delle persone ha colto l’innovazione e i benefici insiti in queste calzature. Ovviamente alcuni rimangono scettici per il loro volume, il loro look e la rottura che rappresentano con la tradizione. E rispetto coloro che hanno bisogno di più tempo per abituarsi all’idea. Chiederanno pareri ai primi che utilizzeranno le Hoka in gara e il passaparola farà il suo corso.

In quanti paesi è oggi presente Hoka Shoes?
I più grandi mercati europei sono Italia, Francia,Regno Unito, Germania e Austria. Tutti in procinto di partire con la loro prima stagione. Molti altri verranno in seguito. […]

In qualche gara ufficiale qualche atleta ha già utilizzato le Hoka?
Sì, Ludovic Pommeret. Lo scorso ottobre è arrivato secondo a La Diagonale Des Fous (163 km per 9.300 m di dislivello positivo). È uno dei più forti corridori francesi e nell’ultimo anno non ha mai mancato un podio. A gennaio è arrivato secondo alla White Trail sulla neve di Serre-Chevalier. Ha poi vinto un’altra gara due settimane dopo e ha conquistato il secondo posto alla Trail du Ventoux, campionato francese non ufficiale di apertura della stagione.

A proposito di atleti, da chi è composto il vostro team?
Oltre a Ludovic Pommeret, possiamo contare su Pascal Giguet, Pascal Parny (Isole de la Reunion), Maud Combarieux (Isole de la Reunion e Nicolas Mermoud (terzo classificato all’UTMB del 2007).

Oltre che attraverso gli atleti, in chemodo intendete far conoscere il vostro brand?
Nella fase di lancio è fondamentale investire sui test. Abbiamo intenzione di creare un buon parco di calzature da far testare a chiunque sia interessato. Questo avrà un impatto migliore di tonnellate di “chiacchiere”.

Con quali canali siete presenti sul web?
Abbiamo un sito ufficiale e siamo presenti su molti blog, soprattutto di runner, che stanno già discutendo sui nostri modelli. […]

Avete in programma di proporre anche accessori da trail running, come abbigliamento o zaini?
Abbiamo dei piani in queste direzioni ma, come ho detto prima, passo dopo passo…

La vostra mission è quella di rimanere un marchio molto tecnico e legato al trail running o prevedete in futuro di allargare la vostra gamma?
Vorrei proprio avere una risposta a questa domanda! Posso solo dire che siamo molto ambiziosi ma, al contempo, non abbiamo alcuna fretta.

Presenterete già dei nuovi modelli alla prossima fiera OutDoor di Friedrichshafen?
Il brand e il concetto a lui associato sono stati presentati in pre-lancio all’Ispo di febbraio. La fiera OutDoor di Friedrichshafen sarà il palcoscenico ideale per far conoscere la nostra proposta a tutti gli attori del mercato.

Sinceramente, credi che Hoka possa avere grandi margini di crescita imponendo al mercato una nuova tipologia di prodotto?
Ho preso parte alle rivoluzioni rappresentate da Snowblade (1996), dagli sci più corti nelle gare di slalom (1998), dalle calzature da corsa adattate alla montagna (2000, con la proposta trail running di Salomon). Altre rotture si sono verificate nel tennis (con racchette oversize nel 1980/85), nel golf (con driver oversize negli anni ’90) e nella mountain bike (con bici e sospensioni oversize negli anni 2000). Oggi, credo fortemente in questa nuova rottura.