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19/11/2016 Podisti da Marte

21 ottobre 2010

Saucony Progrid Xodus 2.0

In vista dei prossimi appuntamenti "off-road" ho dovuto cambiare le mie Adidas Kanadia ormai consunte. Grazie ai consigli di Affari & Sport ho acquistato un paio di Saucony ProGrid Xodus 2.0 in ballottaggio con le Adidas e le Brooks Cascadia. Questo modello ha vinto il premio "Runner’s World Editor’s choice award" nell'Ottobre 2008 ed è una delle scarpe categoria A5 più vendute.
Una delle caratteristiche più salienti delle Xodus è la suola firmata Vibram. Ma partiamo con alcuni dettagli tecnici relativi alle Saucony ProGrid Xodus presi direttamente dal sito Saucony:

• Heel ProGrid con Respon-Tek – si tratta dell'utlima tecnologia della casa statunitense per l'ammortizzazione; l'inserto ProGrid assorbe l'impatto, dissipa lo shock e predispone il piede per una rullata migliore;
• SSL EVA: si tratta di una mescola EVA avanzata che massimizza il rimbalzo e la durabilità pur minimizzando il peso complessivo della suola;
• HRC Strobel Board: Incrementa l'ammortizzazione e il comfort;
• Arch-Lock: garantisce un'ottimale e aderente calzata nella parte mediale della scarpa;
• Premium Sockliner: la soletta interna è traspirante, anti-odore e antimicrobi, realizzata in Ortholite garantisce un migliore comfort migliorando ulteriormente l'ammortizzazione;
• SRC Impact Zone: Fornisce attenuazione degli impatti aiutando la fase di rullata;
• EBO: protegge il piede dalle rocce;
• Vibram Trek Outsole: si tratta di una suola molto leggera con grip, trazione e durabilità ai massimi livelli.

Il mio primissimo test si è svolto al Parco Lambro, correndo sia su asfalto sia sul prato, ma sempre in piano. Dopo le prime centinaia di metri le Saucony sembravano più pesanti rispetto alle mie New Balance da strada. In realtà si trattava soprattutto di una sensazione, data principalmente da un confronto tra una scarpa appena tirata fuori dalla scatola e una con quasi 700 Km. sulle suole. Dopo una ventina di Km. misti, il debutto in gara è stato alla Green Race, su un percorso anche qui principalmente pianeggiante e con alternanza di sterrato e asfalto.
Il grip e il comfort calzando le Saucony rispetto alle Kanadia sono stati nettamente migliori; in particolare la calzata è più ampia e la Saucony meno “estrema” e leggera dell’Adidas. Questo, nel mio caso, è risultato in un maggior spazio per il piede, soprattutto sul collo e lateralmente, pur mantenendo il piede ben fasciato. La suola Vibram a svolto egregiamente il suo compito, garantendomi sempre la trazione necessaria e senza nessuna incertezza. Purtroppo non posso dire lo stesso del mio passo di gara e del mio fiato…
Secondo quanto detto da Vibram, “le lamelle e le scanalature nella suola danno spinta in salita e aiutano nella frenata in discesa” che è ottimo perché il supporto nella fase di salita ma, soprattutto, in discesa unito al controllo dell’appoggio sono di grande aiuto per prevenire danni alle ginocchia e per dare anche maggior confidenza a chi corre. Una delle caratteristiche delle suole Vibram è la durata, particolare per cui famose. Purtroppo un’altra tipica caratteristica è che sono abbastanza pesanti. In questo caso le due aziende hanno lavorato a stretto contatto per riuscire a coniugare la durabilità Vibram con la leggerezza necessaria ad un paio di scarpe da trail.
La tomaia è in mesh a maglia non troppo larga, che consente una discreta aerazione e contemporaneamente garantisce il minimo sindacale quanto a resistenza all’acqua. All’interno ci sono le solette Sockliner, con trattamenti antiodore e antimicrobi molto morbide e leggermente preformate.

2 commenti:

MauroB2R ha detto...

A livello di impermeabilità come sono messe?

Unknown ha detto...

@Mauro: non sono in Gore Tex, ma sono abbastanza resistenti all'acqua. Io non sono entrato in pozzanghere molto fonde ma i piedi erano asciutti.