Sul resto della calzatura vi sono altri particolari accorgimenti tecnici?
La parte inferiore della scarpa è unita a quella superiore, all’intersula e alla suola, che si presenta con una mescola ad elevata trazione. Essa è inoltre caratterizzata da tasselli specifici che ottimizzano il grip in ogni condizione.
Quanto è durata la fase di test preliminare?
Grazie agli esperti dei diversi team che lavorano in Hoka, abbiamo ridotto di molto la fase di test. In pratica abbiamo impiegato un terzo del tempo di cui necessitavamo nelle nostre precedenti esperienze. “Più rapidi al mercato” è uno dei principali punti di forza delle piccole società.
Dove sono stati effettuati i test?
Ne abbiamo realizzati molti nei pressi del nostro campo base di Annecy, in Francia. Una zona caratterizzata da sentieri montani, percorsi vari, tracciati bike intorno al lago. Inoltre nel raggio di 100 km vengono organizzati importanti eventi di trail running come l’Annecimes, l’UTMB e il Nivollet-Revard. I nostri atleti hanno poi condotto importanti test in isole vulcaniche (Corsica e Reunion) e in occasione di molte gare alle quali hanno partecipato.
Nel confronto da voi effettuato con le altre calzature da trail running cosa avete evidenziato?
In due parole, le Hoka assicurano comfort e rullata oltre a facilità d’uso.
Quali sono stati i marchi messi a confronto con le Hoka?
Senza fare nomi, abbiamo confrontato con le Hoka tutti i principali brand da trail running presenti oggi sul mercato, incluso qualche interessante modello singolo. Abbiamo anche considerato alcune calzature altamente ammortizzanti del segmento road running. Sicuramente con una suola di questo genere la fase della discesa è facilitata.
Ma non si rischia di penalizzare l’atleta nella fase della salita?
Questo era un altro aspetto della nostra sfida, ovvero mantenere un’elevata reattività nella corsa in salita. Sulla base dei feedback raccolti dai nostri tester, direi che abbiamo centrato nel segno.
Un’altra obiezione potrebbe essere quella di avere una minor sensibilità con il terreno. Cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Queste scarpe modificano la tradizionale sensibilità che si ha con il terreno. Ma prendiamo l’esempio di una mountain bike con sospensioni. Il comfort e l’ammortizzazione di urti assicurano sensazioni migliori rispetto a quelle che si ottengono con una mountain bike senza sospensioni, no?
Se non sbaglio il lancio ufficiale al mercato è avvenuto allo scorso Ispo di Monaco. Quali sono stati i feedback? Notate da parte di qualcuno anche un iniziale scetticismo per questo concetto così diverso?
I feedback sono estremamente positivi. La maggior parte delle persone ha colto l’innovazione e i benefici insiti in queste calzature. Ovviamente alcuni rimangono scettici per il loro volume, il loro look e la rottura che rappresentano con la tradizione. E rispetto coloro che hanno bisogno di più tempo per abituarsi all’idea. Chiederanno pareri ai primi che utilizzeranno le Hoka in gara e il passaparola farà il suo corso.
In quanti paesi è oggi presente Hoka Shoes?
I più grandi mercati europei sono Italia, Francia,Regno Unito, Germania e Austria. Tutti in procinto di partire con la loro prima stagione. Molti altri verranno in seguito. […]
In qualche gara ufficiale qualche atleta ha già utilizzato le Hoka?
Sì, Ludovic Pommeret. Lo scorso ottobre è arrivato secondo a La Diagonale Des Fous (163 km per 9.300 m di dislivello positivo). È uno dei più forti corridori francesi e nell’ultimo anno non ha mai mancato un podio. A gennaio è arrivato secondo alla White Trail sulla neve di Serre-Chevalier. Ha poi vinto un’altra gara due settimane dopo e ha conquistato il secondo posto alla Trail du Ventoux, campionato francese non ufficiale di apertura della stagione.
A proposito di atleti, da chi è composto il vostro team?
Oltre a Ludovic Pommeret, possiamo contare su Pascal Giguet, Pascal Parny (Isole de la Reunion), Maud Combarieux (Isole de la Reunion e Nicolas Mermoud (terzo classificato all’UTMB del 2007).
Oltre che attraverso gli atleti, in chemodo intendete far conoscere il vostro brand?
Nella fase di lancio è fondamentale investire sui test. Abbiamo intenzione di creare un buon parco di calzature da far testare a chiunque sia interessato. Questo avrà un impatto migliore di tonnellate di “chiacchiere”.
Con quali canali siete presenti sul web?
Abbiamo un sito ufficiale e siamo presenti su molti blog, soprattutto di runner, che stanno già discutendo sui nostri modelli. […]
Avete in programma di proporre anche accessori da trail running, come abbigliamento o zaini?
Abbiamo dei piani in queste direzioni ma, come ho detto prima, passo dopo passo…
La vostra mission è quella di rimanere un marchio molto tecnico e legato al trail running o prevedete in futuro di allargare la vostra gamma?
Vorrei proprio avere una risposta a questa domanda! Posso solo dire che siamo molto ambiziosi ma, al contempo, non abbiamo alcuna fretta.
Presenterete già dei nuovi modelli alla prossima fiera OutDoor di Friedrichshafen?
Il brand e il concetto a lui associato sono stati presentati in pre-lancio all’Ispo di febbraio. La fiera OutDoor di Friedrichshafen sarà il palcoscenico ideale per far conoscere la nostra proposta a tutti gli attori del mercato.
Sinceramente, credi che Hoka possa avere grandi margini di crescita imponendo al mercato una nuova tipologia di prodotto?
Ho preso parte alle rivoluzioni rappresentate da Snowblade (1996), dagli sci più corti nelle gare di slalom (1998), dalle calzature da corsa adattate alla montagna (2000, con la proposta trail running di Salomon). Altre rotture si sono verificate nel tennis (con racchette oversize nel 1980/85), nel golf (con driver oversize negli anni ’90) e nella mountain bike (con bici e sospensioni oversize negli anni 2000). Oggi, credo fortemente in questa nuova rottura.