TomTom #GETGOING

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La destinazione non conta, l'importante è fare il primo passo.

PROSSIMA CORSA

PROSSIMA CORSA
19/11/2016 Podisti da Marte

19 novembre 2010

Mezze di inizio anno

L’A.S.D. Triathlonlecco / Spartacus è lieta di comunicare che per la stagione podistica di corsa su strada 2011 concentrerà le proprie forze organizzative sulle seguenti mezze maratone:
  • 2 GENNAIO 2011 - 2a Maratonina di Annone Brianza (agonistica e promozionale) + promozionale Km. 10,548
  • 13 FEBBRAIO 2011 - 4a Maratonina Città di Lecco (agonistica e promozionale) + promozionale Km 10,548
Dopo il successo delle edizioni 2010 le due manifestazioni si pongono tra le più interessanti del panorama nazionale con accesso a tutti gli atleti tesserati per società italiane FIDAL ed Enti di promozione relativi.
Ad Annone Brianza (LC) verrà riproposto il felice ed allenante percorso di gara della prima edizione,leggermente mosso,ad alto contenuto naturalistico/paesaggistico,il Centro Logistico del recente ed attrezzato Palazzetto Comunale concentrerà i reparti segreteria, bar, spogliatoi, docce, salone premiazioni e pasta party.
A Lecco verrà presentato un inimitabile e rivisitato percorso di gara concentrato esclusivamente nel territorio del Comune di Lecco: velocissimo, esclusivamente pianeggiante, distribuito su due inimitabili giri che potranno dare massima visibilità e spettacolarità alla gara ed al magnifico Lungo Lago cittadino che verrà totalmente chiuso al traffico.
Naturalmente il tutto si svolgerà con partenza ed arrivo presso la magnifica struttura polivalente del PALATAURUS che potrà ospitare ben 5000 atleti durante tutte le fasi logistiche della Manifestazione.
Tutte le info sono disponibili sul sito dell’organizzazione oppure scrivendo a spartacus@triathlonlecco.it
 
Albo d'Oro Maratonina Città di Lecco

2008
Maratona
Daniela Gilardi (SEV Valmadrera) 2h52'11''
Pietro Cilento (CSS Brescia) 2h26'41''

Mezza Maratona
Marco De Gasperi (Forestale) 1h 06' 15''
Laura Giordano (Conegliano) 1h 14' 50''

2009
Maratona
Antonio Armuzzi 2h21'20"
Laura Valsecchi 3h52'49"

Mezza Maratona
Amor Rached (Pro Sesto Atletica) 1h07'02"
Paola Testa (Italgest Club) 1h22'07"

2010
Mezza Maratona
Silvio Gatti (Falchi Lecco) 1h05'59"
Paola Testa (Italgest Club) 1h18'49"

18 novembre 2010

Nuovo look per l’Idroscalo

Una delle mete preferite da parte dei milanesi nei mesi estivi è certamente l’Idroscalo, ma soprattutto è una splendida opportunità per tanti podisti che qui si allenano tutto l’anno.
Il "mare dei milanesi" cambierà aspetto in vista dell’Expo 2015 e proprio ieri i presidenti della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, insieme ai sindaci di Peschiera Borromeo e Segrate, hanno siglato un accordo per la realizzazione delle opere con relativo finanziamento (6 milioni di Euro).
Tra le 18 opere da realizzare, “tutte pensate nel rispetto del verde e del sistema ecologico dell’Idroscalo nonché destinate a rimanere patrimonio delle famiglie anche dopo l’Expo”, segnalo lo stadio del nuoto, una pista di pattinaggio su ghiaccio, una pista da sci di fondo, il teatro all’aperto, il nuovo Villaggio del bambino. L’Idroscalo sarò ulteriormente collegato alla rete ciclopedonale dei comuni limitrofi, offrendo la possibilità di raggiungere il parco senza usare l’auto o la moto.
Ampio spazio dovrebbe essere riservato agli interventi per migliorare l’accessibilità e agli impianti di illuminazione. Infine, il conferimento all’Idroscalo di circa 600.000 metri quadrati di terreni confinanti porterà l’estensione totale del parco a oltre 2,2 milioni di metri quadrati (+30%).
Spiace rilevare, tuttavia, come ancora oggi siano fuori uso tutte (!!) le colonnine SOS, alla faccia della sbandierata sicurezza del parco stesso e come assolutamente nulla sia segnato per quanto riguarda i podisti, gli unici che, insieme ai canottieri, sfruttano appieno il parco ogni giorno tutto l’anno. Il fondo, da poco rifatto, presenta diverse aree sconnesse e che con le piogge diventano mini piscine; da sempre, infine, mancano degli spogliatoi così come un luogo dove poter lasciare una borsa sottochiave (basterebbero degli armadietti tipo palestra). In ultimo mi auguro che l’ottimo sistema wi-fi gratuito presente al momento solo nella zona tribune venga esteso a tutto il parco e sia sempre attivo (ad oggi, infatti, è attivo solo d’estate…).

15 novembre 2010

Trop Test: Hoka OneOne

Alla ricerca di una scarpa per il trail, mi sono fatto convincere a dare una chance ad una novità che, ne sono certo, farà molto parlare di se prossimamente.
“Now it is time to Hoka OneOne”: da questo slogan nasce Hoka OneOne, una novità nel mondo del trail running che merita uno sguardo più da vicino.
Nata dalla grande esperienza di Christophe Aubonnet, questa azienda francese si presenta al mercato con un concetto innovativo e di rottura sul passato. Il concetto di sensibilità del piede a contatto con lo sterrato viene completamente ribaltato: se preferite una mountain bike ammortizzata, perché dovreste preferire una scarpa meno ammortizzata di un'altra…? E' un proclama forse semplice, forse troppo, ma il concetto alla base di Hoka OneOne è proprio questo.
L'esperienza del gruppo di lavoro è talmente importante che non ci si può non aspettare che buoni risultati da questo nuovo progetto.
Le scarpe Hoka OneOne si differenziano per il profilo dell'intersuola e per la superficie enorme della pianta; sviluppata inizialmente per garantire performance di altissimo livello nella fase di discesa, il design particolare permette di avere un'ottima risposta anche durante la salita. Il peso ridotto, l'ammortizzazione extra offerta dalla particolare EVA utilizzata (quasi il 30% più soffice della media) e il design da 40 mm. della suola offrono un comfort impareggiabile all'atleta.
I primi feedback sono davvero incoraggianti: comodità a livelli massimi, buona risposta anche in salita, protezione totale ed estrema velocità lungo le discese. A mio avviso la calzata è stretta, simile a Nike per intenderci, e ammetto che la superficie extra della suola e lo spessore dell'intersuola richiedono un minimo di adattamento e di abitudine alla novità. Una volta messi a fuoco queste due caratteristiche e abituati alle differenti risposte, le Hoka OneOne rispondono in maniera precisa e ottimale in qualsiasi situazione.
Io ho testato il modello Mafate Low, che presenta una suola a costruzione a costruzione “rocker” in grado di assicurare un ottimo grip, adeguato comfort e, soprattutto, protezione; la sensazione è quasi quella di “volare” letteralmente sul terreno. Tenete presente che queste scarpe sono state sviluppate al fine di massimizzare l'efficienza muscolare attraverso la riduzione dello stress di muscoli e articolazioni indipendentemente dal terreno e dalla distanza percorsa.
L'intersuola presenta una trave elastica spessa circa 2,5 mm. e, una volta compressa, è in grado di restituire un ritorno immediato alla caviglia, aumentando in questo modo accelerazione e spinta e dando maggior fluidità alla rullata. La reattività è assicurata anche durante la fase della salita con un'ottima protezione ai talloni e alle caviglie.
Queste scarpe hanno il 50% di superficie d'appoggio in più e il 35% in più di tacchetti per il massimo grip. Volume di ammortizzazione superiore di 2,5 volte grazie all'utilizzo di un EVA più soffice. Il mix di questi due caratteristiche apporta anche un buon controllo su eventuali difetti d'appoggio. Proprietà ammortizzanti dell'intersuola aumentate del 30%, con un notevole beneficio riscontrabile ad ogni appoggio.
Il design da 40mm della suola consente alle Hoka di incorporare un profilo rocker di 13 cm. che rappresenta il 50% della lunghezza totale. Questa forma particolare assicura una risalita dinamica, fluida e senza sforzo, per transizioni veloci e naturali.
Il peso complessivo è abbastanza ridotto, la misura 10,5 US pesa 335 gr.

Di seguito l’intervista a Christophe Aubonnet, fondatore di Hoka OneOne, rilasciata a Outdoor Magazine (a cura di OSCAR POZZAN - n. 4/2010).

Un progetto giovane, originale ed ambizioso. Con un nome evocativo e con alle spalle “pezzi da 90” della sport industry, con esperienze maturate in aziende importanti, Salomon su tutte. Gli ingredienti per una storia da approfondire e raccontare con dovizia di particolari, come piace a noi di Outdoor Magazine, c’erano tutti. Per questo ospitiamo volentieri sulle nostre pagine questa esclusiva intervista a Christophe Aubonnet, in qualità di product manager di Hoka Shoes, marchio distribuito in Italia dalla società ABC Distribution di Alberto Penne: ex sales manager di Salomon Italia e grande appassionato di sport, tanto che la sua prima conoscenza con Christophe risale proprio alla finale mondiale della X-Adventure tenutasi ad Ottobre del 2000 in Sicilia. Nato a Bourg Saint Maurice 40 anni fa, Christophe è sempre stato un atleta di alto livello: pratica mtb, kayak e sci alpinismo e da giovane ha pure conquistato la Coppa Europa di sci alpino e vinto alcune gare internazionali di slalom kayak. Nell’ultimo decennio della sua vita, lavorativa e non, si è dedicato soprattutto al trail running, settore nel quale è molto conosciuto e che ha cominciato ad approcciare nel 2000, prendendo parte a eventi di adventure racing che comprendevano anche sezioni di running. Ha più volte conquistato il podio in Coppe Mondiali di Adventure Racing e diverse gare ultra-endurance tra le quali la Marathon Des Sables, l’UTMB,Diagonale Des Fous e il Pierramenta.

Continui tutt’ora a partecipare a gare di trail running?
Naturalmente continuo a prender parte a competizioni di trail running. Lo scorso febbraio sono arrivato quarto alla Coppa del Mondo di Adventure Racing in Ecuador. Tra maggio e giugno prenderò parte a gare internazionali in Francia e in Slovenia. In agosto parteciperò all’UTMB e a ottobre non mancherò all’Adventure Racing World Championship in Spagna.

Oltre che un atleta sei da molti anni anche product manager. Come hai cominciato?
Salomon è stata la mia prima azienda. Sono entrato a far parte del suo staff nel 1993, subito dopo il master in ingegneria meccanica. Fino al 1998 ho lavorato nel reparto R&D di sci alpino racing. Dopodiché sono passato alla divisione footwear dove ho lavorato per sei anni in qualità di product developer. Ho sviluppato alcuni progetti su scarpe da trekking, da montagna e da skate.

Sei anche uno dei padri dei modelli che hanno reso famosa l’azienda nel trail running, dalla Xa-Pro alla Speed Cross. Quando ha preso il via il progetto dedicato a questa attività?
Abbiamo iniziato nel 1999 con lo sviluppo di modelli da raid race, super raid e raid sport. Ho effettivamente avuto l’opportunità di far parte del team Salomon che ha dato vita a questa grande avventura nelle calzature da trail running, che rappresentavano una nuova esperienza per l’azienda. Il successo che hanno riscontrato è stato incredibile. Per questa categoria ho poi gestito il marketing prodotto dal 2004. La mia collaborazione con l’azienda si è protratta fino alla fine del 2008.

Cosa ricordi con più piacere degli anni nei quali hai lavorato per Salomon?
La sensazione di essere dei pionieri in qualcosa in cui credevamo profondamente. E l’enorme impegno profuso nel tentativo di dimostrare alla gente (lo staff interno, quello delle filiali, i retailer, i magazine e i clienti) l’enorme potenziale del trail running nonostante il generale scetticismo.

Da atleta e product manager, quali sono i tre marchi nel settore trail running che ammiri di più a livello mondiale?
In primis ASICS per l’impegno globale nel running. Poi Inov8 per il suo essere core. E, naturalmente, Salomon, non solo perché è parte della mia storia ma anche perché è uno dei brand che contribuiscono a rendere il trail running così “attraente”.

Veniamo al tuo presente e quindi ad Hoka Shoes. È vero che la prima idea nacque attorno al 2000 sui versanti dell’Etna?
È vero! Nel novembre del 2000 eravamo in Sicilia per un’adventure race sui pendii dell’Etna. Qui abbiamo incontrato persone che ci hanno trasmesso i valori di uno stile di vita autentico: vitalità, autenticità, emozioni, adrenalina, una discesa molto veloce e una risalita carica di ispirazione. Durante questo fantastico viaggio un atleta neozelandese ha esordito con “Now it is time to Hoka Oneone”, intendendo letteralmente “È tempo di volare giù per il versante come se avessimo gli sci ai piedi, se stessimo facendo parapendio o se fossimo su una tavola da surf”. Questa filosofia, semplice e al contempo carica di significato, ci ha molto colpito. Così abbiamo iniziato a immaginare un prodotto da trail running rivoluzionario, che avrebbe potuto rendere reale l’immagine suggerita da quella frase.

Perchè avete aspettato 10 anni prima di lanciare ufficialmente il marchio sul mercato?
È come per i sogni che ognuno di noi ha in mente. Li abbiamo stampati nella memoria e periodicamente capita di ricordarli. Finché un giorno qualcosa cambia e pensiamo sia tempo di realizzarli.

Chi c’è dietro a questo progetto e quali sono i vari ruoli?
Innanzitutto i tre racer che quel giorno in Sicilia hanno avuto l’intuizione alla base del progetto: Jean-Luc Diard, Nicolas Mermoud ed il sottoscritto. I primi due sono i titolari dell’azienda e hanno gestito tutti i passaggi che hanno reso possibile la nascita del brand. Io mi occupo dei concetti (R&D, prototipi e test) e contribuisco a mantenere vivo il marchio. Poi ci sono molte altre persone che si sono unite a noi in questa avventura. In particolare la struttura europea coinvolge Guillaume Diard (figlio di Jean-Luc), che segue il marketing, e Fred Moreau, supervisore della struttura commerciale. Ad essi si aggiunge Alberto Penne che, tramite la sua società ABC Distribution, distribuisce il marchio in Italia. Tale “missione” viene svolta grazie a una rete agenti composta da sette persone. Tutti i nostri collaboratori hanno alle spalle molti anni di esperienza nei propri ambiti. E questo dimostra il potenziale successo che può raggiungere il brand.

Il concetto generale è quindi quello di valorizzare e facilitare anche nel trail running la fase della discesa. In che modo?
La fase di discesa è una delle più critiche nel trail running perché richiede più fatica, c’è il rischio di infortuni e sono necessarie calzature con grande grip e supporto alle articolazioni. Siamo riusciti ad ottenere un livello di ammortizzazione e comfort senza eguali, con ovvi benefici. Che consentono al runner di “volare” giù per il versante in maniera più rilassata e dunque di risparmiare fatica proteggendo al contempo muscoli e articolazioni.

Cosa è esattamente il concetto Hubbles?
È l’unione di una specifica geometria e di un mix materiali unico nel suo genere. La geometria assicura una rullata semplice e incredibile. Mentre l’Eva, unito alla gomma e ai tasselli, garantisce ammortizzazione e comfort.

Come siete riusciti a mantenere anche una notevole leggerezza nonostante le dimensioni maggiori rispetto alle altre calzature da trail running?
L’intersuola non è solo sotto il piede ma lo avvolge tutto intorno, quindi gran parte della stabilità e della protezione deriva da questo Eva 3D. Di conseguenza non è necessario aggiungere parti sintetiche in PU intorno alla scarpa, parafanghi o rinforzi come avviene su modelli da trail running tradizionali. La tomaia fornisce tenuta e non presenta alcun extra, risultando così minimalista. Per questo la calzatura finale pesa il 15% in meno rispetto alle altre scarpe dedicate alla disciplina.

Sul resto della calzatura vi sono altri particolari accorgimenti tecnici?

La parte inferiore della scarpa è unita a quella superiore, all’intersula e alla suola, che si presenta con una mescola ad elevata trazione. Essa è inoltre caratterizzata da tasselli specifici che ottimizzano il grip in ogni condizione.

Quanto è durata la fase di test preliminare?
Grazie agli esperti dei diversi team che lavorano in Hoka, abbiamo ridotto di molto la fase di test. In pratica abbiamo impiegato un terzo del tempo di cui necessitavamo nelle nostre precedenti esperienze. “Più rapidi al mercato” è uno dei principali punti di forza delle piccole società.

Dove sono stati effettuati i test?
Ne abbiamo realizzati molti nei pressi del nostro campo base di Annecy, in Francia. Una zona caratterizzata da sentieri montani, percorsi vari, tracciati bike intorno al lago. Inoltre nel raggio di 100 km vengono organizzati importanti eventi di trail running come l’Annecimes, l’UTMB e il Nivollet-Revard. I nostri atleti hanno poi condotto importanti test in isole vulcaniche (Corsica e Reunion) e in occasione di molte gare alle quali hanno partecipato.

Nel confronto da voi effettuato con le altre calzature da trail running cosa avete evidenziato?
In due parole, le Hoka assicurano comfort e rullata oltre a facilità d’uso.

Quali sono stati i marchi messi a confronto con le Hoka?
Senza fare nomi, abbiamo confrontato con le Hoka tutti i principali brand da trail running presenti oggi sul mercato, incluso qualche interessante modello singolo. Abbiamo anche considerato alcune calzature altamente ammortizzanti del segmento road running. Sicuramente con una suola di questo genere la fase della discesa è facilitata.

Ma non si rischia di penalizzare l’atleta nella fase della salita?
Questo era un altro aspetto della nostra sfida, ovvero mantenere un’elevata reattività nella corsa in salita. Sulla base dei feedback raccolti dai nostri tester, direi che abbiamo centrato nel segno.

Un’altra obiezione potrebbe essere quella di avere una minor sensibilità con il terreno. Cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Queste scarpe modificano la tradizionale sensibilità che si ha con il terreno. Ma prendiamo l’esempio di una mountain bike con sospensioni. Il comfort e l’ammortizzazione di urti assicurano sensazioni migliori rispetto a quelle che si ottengono con una mountain bike senza sospensioni, no?

Se non sbaglio il lancio ufficiale al mercato è avvenuto allo scorso Ispo di Monaco. Quali sono stati i feedback? Notate da parte di qualcuno anche un iniziale scetticismo per questo concetto così diverso?
I feedback sono estremamente positivi. La maggior parte delle persone ha colto l’innovazione e i benefici insiti in queste calzature. Ovviamente alcuni rimangono scettici per il loro volume, il loro look e la rottura che rappresentano con la tradizione. E rispetto coloro che hanno bisogno di più tempo per abituarsi all’idea. Chiederanno pareri ai primi che utilizzeranno le Hoka in gara e il passaparola farà il suo corso.

In quanti paesi è oggi presente Hoka Shoes?
I più grandi mercati europei sono Italia, Francia,Regno Unito, Germania e Austria. Tutti in procinto di partire con la loro prima stagione. Molti altri verranno in seguito. […]

In qualche gara ufficiale qualche atleta ha già utilizzato le Hoka?
Sì, Ludovic Pommeret. Lo scorso ottobre è arrivato secondo a La Diagonale Des Fous (163 km per 9.300 m di dislivello positivo). È uno dei più forti corridori francesi e nell’ultimo anno non ha mai mancato un podio. A gennaio è arrivato secondo alla White Trail sulla neve di Serre-Chevalier. Ha poi vinto un’altra gara due settimane dopo e ha conquistato il secondo posto alla Trail du Ventoux, campionato francese non ufficiale di apertura della stagione.

A proposito di atleti, da chi è composto il vostro team?
Oltre a Ludovic Pommeret, possiamo contare su Pascal Giguet, Pascal Parny (Isole de la Reunion), Maud Combarieux (Isole de la Reunion e Nicolas Mermoud (terzo classificato all’UTMB del 2007).

Oltre che attraverso gli atleti, in chemodo intendete far conoscere il vostro brand?
Nella fase di lancio è fondamentale investire sui test. Abbiamo intenzione di creare un buon parco di calzature da far testare a chiunque sia interessato. Questo avrà un impatto migliore di tonnellate di “chiacchiere”.

Con quali canali siete presenti sul web?
Abbiamo un sito ufficiale e siamo presenti su molti blog, soprattutto di runner, che stanno già discutendo sui nostri modelli. […]

Avete in programma di proporre anche accessori da trail running, come abbigliamento o zaini?
Abbiamo dei piani in queste direzioni ma, come ho detto prima, passo dopo passo…

La vostra mission è quella di rimanere un marchio molto tecnico e legato al trail running o prevedete in futuro di allargare la vostra gamma?
Vorrei proprio avere una risposta a questa domanda! Posso solo dire che siamo molto ambiziosi ma, al contempo, non abbiamo alcuna fretta.

Presenterete già dei nuovi modelli alla prossima fiera OutDoor di Friedrichshafen?
Il brand e il concetto a lui associato sono stati presentati in pre-lancio all’Ispo di febbraio. La fiera OutDoor di Friedrichshafen sarà il palcoscenico ideale per far conoscere la nostra proposta a tutti gli attori del mercato.

Sinceramente, credi che Hoka possa avere grandi margini di crescita imponendo al mercato una nuova tipologia di prodotto?
Ho preso parte alle rivoluzioni rappresentate da Snowblade (1996), dagli sci più corti nelle gare di slalom (1998), dalle calzature da corsa adattate alla montagna (2000, con la proposta trail running di Salomon). Altre rotture si sono verificate nel tennis (con racchette oversize nel 1980/85), nel golf (con driver oversize negli anni ’90) e nella mountain bike (con bici e sospensioni oversize negli anni 2000). Oggi, credo fortemente in questa nuova rottura.

14 novembre 2010

Don Kenya Run: un nuovo negozio di sport a Milano

Coniugare passione e lavoro credo sia una delle aspettative comuni a molti. Due ragazzi ce l’hanno fatta, aiutati in quest’avventura dal papà di uno di loro. Il tutto si è concretizzato sabato 13 Novembre con l’inaugurazione del nuovo negozio sportivo “Don Kenya Run”. Il negozio è vicino a casa e avevo ricevuto il volantino il giorno del Trofeo Montestella, quindi, incuriosito, dopo la missione marziana mi sono fermato per vedere com’era.
I due ragazzi sono Matteo Vecchia (aka “Don Kenya”) ed Elia Polli e hanno dato vita ad un negozio “da runner per runner”. Matteo, super appassionato di corsa e dintorni è anche un valente runner; il soprannome “Don Kenya” gli arriva dagli atleti ai quali funge da quasi-manager, visto che li aiuta nella ricerca delle gare. Elia, invece, è un’atleta di alto livello, con personali di tutto rispetto.
Il sito è ancora in fase di definizione, ma presto sarà completo. Il negozio non è grande, ma molto accogliente e i due ragazzi con la loro simpatia riescono a mettere tutti a proprio agio. Le pareti sono, ovviamente, ricoperte di calzature (ASICS, Nike, Brooks) e anche l’abbigliamento è selezionato e a prova di runner esigente. Alle pareti, inoltre, fanno bella mostra di se diverse maglie che rendono onore al nostro sport. Sempre sorridente e altrettanto simpatico e affabile il papà di Matteo, che supporta i due ragazzi in questa avventura.
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Photos by Antonio Capasso http://andocorri.blogspot.com/

Ben venga quindi l’idea di coniugare passione e lavoro che, grazie anche al loro essere atleti, saprà essere un motivo in più per andare a cercare il consiglio giusto non solo per scarpe o abbigliamento, ma anche per qualche suggerimento tecnico. Inoltre, tenete d’occhio i ragazzi del Don Kenya Team che sempre più spesso si stanno facendo notare alle gare (vedi Erba il 31.10)
In bocca al lupo, dunque, al nuovo arrivato; presto farò certamente shopping e chissà che non riesca anche a scucire loro qualche consiglio per le mie prossime gare di cross…


Secondo appuntamento IAAF Cross Country Permit Series 2010/11

Seconda gara stagionale della IAAF Cross Country Permit Series 2010/11 e seconda affermazione per l’eritreo Teklemariam Medhin al 12° “Finibanco Cross Internacional de Oeiras” che si è corsa ieri.
Gara dal percorso impervio, ricco di saliscendi sabbiosi, che hanno messo a dura prova le gambe dei concorrenti affaticati anche da un fastidioso vento contrario. Detto di Medhin, protagonista sin dall’inizio della gara, al secondo posto, a soli tre secondi da Medhin, è giunto Kidane Tadese, mentre l'ultimo gradino del podio è stato appannaggio di Edwin Soi, la medaglia di bronzo olimpica 2008 nei 10.000 m. Il miglior corridore europeo è stato il portoghese nato marocchino Yousef El Kalai al quinto posto.
Nella gara di 5 Km femminile, le ragazze portoghesi erano le favorite e il ritmo incalzante dei corridori di testa ha prodotto una vincitrice a sorpresa, Anàlia Rosa; l'ex portoghese, campionessa di cross country su percorsi lunghi e brevi, che era giunta solo sesta lo scorso weekend ad Atapuerca. Al secondo posto, tre secondi dopo la vincitrice portoghese, è giunta la Kenyana Annah Gatheru Wanjiru e, quattro secondi dopo, è arrivata la portoghese con maggior esperienza internazionale, Ana Dias (9° ad Atapuerca).

13 novembre 2010

I Marziani portano un raggio di sole in una grigia Milano

Questa mattina 20ma missione dei Podisti da Marte lungo le vie del centro di Milano, dedicataa a Terre des Hommes e alla campagna "Io proteggo i bambini".

Andrea Osvart

Come sempre il Capitano (Fabrizio Cosi) chiama e i runner marziani rispondono; una presenza numerosissima tanto che anche i Vigili Urbani (Grazie!!!!) ci hanno fatto da apripista sia in moto sia in bicicletta.
Da segnalare anche la presenza del fotografo-centauro Marco Airaghi aka "Scatenato" che aramato di bici fornita da Bike-MI ha guidato il plotone giallo lungo il tortuoso percorso nella downtown meneghina e dell'attrice Andrea Osvart.
A questo indirizzo potete trovare tutte le 184 foto (!) che ho scattato stamane

12 novembre 2010

Anteprima 2011 - ASICS Kayano 17 e GT2160

Continua la scoperta delle novità che arriveranno il prossimo inverno a riempire gli scaffali dei negozi. oggi vediamo le novità delle due migliori scarpe nella categoria A4 della casa giapponese.

La GEL-Kayano, giunta ormai alla 17ma versione, può ben definirsi la migliore scarpa da running di ASICS in termini di tecnologia applicata pur continuando a dare la falcata che l’ha resa famosa e così popolare. Per il nuovo modello, oltre a piccoli affinamenti tecnici, la casa giapponese ha lavorato strenuamente sul peso, riuscendo a proporre la più leggera Kayano di sempre.
Il rinnovato ComforDry sockliner offre un’ammortizzazione ottimale, mantenendo il piede fresco e asciutto. La Guidance Line, un solco lungo la suola che favorisce un'andatura più efficiente anche quando la stanchezza influisce sul ritmo, percorre il battistrada in tutta la lunghezza. Il sistema di allacciatura asimmetrica introdotto con lo scorso modello migliora la calzata e riduce i potenziali elementi di irritazione da sfregamento del piede.
Rinnovata l’estetica, che si presenta molto moderna e segue ancora di più la conformazione del piede. La GEL-Kayano 17 è la scarpa pensata per i podisti che necessitano sia di supporto che di comfort per lunghi allenamenti, con una pronazione medio-alta. La Kayano sarà disponibile in tre colorazioni: completamente nera, bianco/lime e bianco blu; il prezzo di listino dovrebbe aggirarsi intorno ai 170 Euro.

La GT 2160 è, invece, la scarpa che riesce a coniugare perfettamente qualità e prezzo riuscendo ogni volta a superare le aspettative di chi la indossa. Pensata per podisti con una pronazione più leggera rispetto ai destinatari della sorella maggiore Kayano, la 2160 mantiene la propria piattaforma stabile e ammortizzata che ha fatto innamorare moltissimi runner. L’intersula è stata ridisegnata per garantire una maggior
e efficienza della fase di transizione durante l’andatura. ASICS ha aggiunto nell’area del tallone una particolare schiuma PHF per dare maggiore sicurezza e comfort; la GT 2160 si candida ad essere la compagna ideale degli allenamenti quotidiani e di media-lunga percorrenza.
Anche in questo caso saranno 3 le colorazioni disponibili: bianco/blu elettrico, bianco/rosso e nero; il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 Euro.

Aggiornamento del 01/12/2010: entrambe disponibili da Verdepisello a Milano!


11 novembre 2010

Al via la stagione del Cross Country 2010 / 2011


La Dibaba vincente alla prima uscita

La serie di 12 eventi che compongono il calendario della stagione 2010/2011 IAAF Cross Country Permit ha preso il via da Atapuerca (Spagna) domenica 7 novembre. La serie si concluderà ad Albufeira (Portogallo) il prossimo 6 marzo e la stagione nel suo complesso si concluderà due settimane più tardi alla 39ma edizione del Campionato Mondiale IAAF Cross Country a Punta Umbria (Spagna). Per la terza volta la Spagna ha l’onore e l’onere di ospitare gare del campionato del mondo dopo quelle del 1981 a Madrid e del 1993 ad Amorebieta. Il Cross di Atapuerca entra a far parte della serie Cross Country IAAF Permit Events per la prima volta nei sette anni di esistenza. La gara esordì nel 2004, ma si trattava solo di una gara in tono minore e con pochi atleti locali ai nastri di partenza. Tuttavia, grazie all’enorme sforzo degli organizzatori, dopo l’iscrizione al circuito europeo di atletica leggera della scorsa stagione diventa da quest’anno uno dei due eventi in terra spagnola del calendario IAAF.
La gara segue un tracciato attraverso i campi circostanti la città di Atapuerca e passa attraverso il sito archeologico di Atapuerca, che è stato aggiunto alla lista dei siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2000. Domenica scorsa le distanze previste per le gare elite sono state di 8,925 Km per gli uomini e di 7,275 Km per le donne, su un circuito pianeggiante e molto veloce.
“Uno dei nostri obiettivi principali per il prossimo futuro è che il circuito diventi permanente per consolidare il nostro evento come uno degli appuntamenti leader a livello mondiale" ha dichiarato uno dei portavoce dell’organizzazione.
La gara è stata vinta da Teklemariam Medhin (Eritrea) e Genzebe Dibaba (Etiopia) dopo una gara corsa con un tempo da lupi.

Le prossime gare si terranno secondo il seguente calendario:

13/11/2010 - Oeiras POR
19/12/2010 - Bruxelles BEL
08/01/2011 - Edinburgo GBR
16/01/2011 - Siviglia SPA
22/01/2011 - Belfast GBR
12/02/2011 - Nairobi KEN
13/02/2011 - Chiba JPN
26/02/2011 - Fukuoka JPN
27/02/2011 - Diekirch LUX
06/03/2011 - Albufeira POR

10 novembre 2010

ASK & RUN

Avrete notato il nuovo box sulla colonna destra del mio blog, si tratta di un'iniziativa sponsorizzata da Powerade e dedicata espressamente a noi runner "ASK&RUN".
E’ un'occasione per avere un canale diretto con diversi professionisti del settore che rispondono alle vostre domande. Mi è sembrata da subito un'ottima idea, soprattutto per quanti abbiano dubbi amletici che negli amici o nelle riviste di settore non hanno trovato risposta.
Come porre le vostre domande? Basta scriverle nella casella accanto e il gioco è fatto! Sul sito Ask&Run avrete poi le rispote.
Semplice no??

9 novembre 2010

Anteprima 2011: Brooks Adrenaline GTS 11

1Anche quest’anno le Brooks Adrenaline GTS, giunte all’undicesima edizione e modello più venduto della casa statunitense, hanno vinto il premio “Best Update” (Migliore aggiornamento) della rivista Runner’s World, come lo scorso anno accadde per il modello del decennale. Con questo nuovo modello Brooks ha cercato di mantenere quanto di buono e apprezzato era presente nella precedente versione sfruttando ed accentuando ogni dettaglio.
La novità più eclatante è l’inserimento della tecnologia DNA nel tallone e nell’avampiede che si adattano ad ogni falcata garantendo ammortizzazione e prontezza di risposta. Abbiamo migliorato ulteriormente anche la tecnologia “Pod Tech” per un appoggio e un passo ottimali. Infine, è stata aggiunta un’allacciatura “stretch”, cioè estensibile, che si adatta alla calzata del piede.
Nel numero di dicembre di RW (edizione USA - in edicola dal 9 novembre) c’è scritto proprio che “Brooks ha introdotto numerosi miglioramenti a questa scarpa stabile leggera, aggiungendo una conchiglia al tallone per mantenere bene ferma la parte posteriore del piede e più gel nell’intersuola per ammortizzare gli impatti”. I tester della rivista hanno notato che “la scarpa ha un ottima calzata del tallone, una falcata morbida e un supporto eccezionale dell’arco plantare” e “il comfort durante la fase di appoggio è elevato”. Runner’s World ha anche richiamato l’utilizzo dei passanti in tessuto elasticizzato, constatando che permettono una calzabilità migliorata.
“Con ogni nuova edizione della Adrenaline GTS, ci impegniamo a migliorare e innovare rispetto al modello precedente, pur mantenendo la calzata, la sensibilità e la falcata tipiche dell’Adrenaline”, ha detto Jim Weber (Presidente e AD di Brooks). “Vincere il “Best Update” sia per la decima sia per l’undicesima edizione prova che continuiamo a dare ai podisti ciò che vogliono e di cui hanno bisogno in una scarpa performante”.
Ma vediamo in dettaglio cos’è la tecnologia DNA, introdotta per la prima volta nella gamma Adrenaline da questo modello e già presente nella versione attuale della Glycerin. Come dice Brooks, “ogni corridore è diverso da tutti gli altri. Il nostro DNA ci rende unici.” Finora tutti i sistemi ammortizzanti delle moderne scarpe sportive erano costruiti per corridori di media statura. I corridori più alti e più veloci dovevano adattarsi a scarpe spesso troppo morbide, mentre i più bassi e più lenti le percepivano, invece, come troppo dure.
Dato che i corridori nella media sono una minoranza rispetto al resto, la maggior parte dei podisti utilizza scarpe con un’ammortizzazione che non è veramente adatta a loro. Con la tecnologia DNA Brooks ha sviluppato un sistema ammortizzante capace di adattarsi alle esigenze di tutti i corridori e che offre sempre l’equilibrio perfetto tra ammortizzazione e recupero dell’energia.
Il materiale di cui è composto non è un materiale rigido, bensì una sostanza liquida dall’alta densità, che a livello molecolare si comporta come milioni di piccole molle. La rivoluzionaria tecnologia ammortizzante DNA si adatta immediatamente alla biomeccanica, alla velocità e al peso specifici di ogni corridore.
La nuova tecnologia ammortizzante beneficia di un ottimale recupero dell’energia. Con i materiali tradizionalmente usati per le suole, il recupero dell’energia diminuisce all’aumentare della forza d’urto. Per questo molte scarpe danno a un certo punto la sensazione di essere diventate ”piatte”. Con Brooks succede esattamente il contrario. Con la tecnologia DNA l’aumento della forza d’urto fa aumentare anche il recupero dell’energia.
Per disegnare la speciale forma degli elementi DNA, Brooks ha analizzato in modo molto approfondito numerosi corridori e stili di corsa. Così Brooks ha studiato e capito dov’è maggiore il carico di compressione sulla suola ed ha collocato proprio in questi punti gli elementi DNA. 
Il nuovo modello Adrenaline GTS 11 sarà nei negozi a partire da gennaio 2011 in 3 varianti di colore: bianco/blu, bianco/rosso e nero; potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale Brooks dove potete anche iscrivervi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati.

8 novembre 2010

54° Campaccio

Ne è passato di tempo da quel 10 marzo 1957 quando Adolfo Consolini diede il via alla prima edizione del Campaccio, gara che non si è più fermata e che ha avuto l’onore di festeggiare nel 2006 il 50° anno organizzando il 13° Campionato Europeo di Corsa Campestre sotto l’egida dell’Associazione Europea di Atletica (EAA).
ll programma gare ufficiale è disponibile sul sito, si inizierà con le gare di più giovani alle 9:15 del mattino per poi godere dello spettacolo della gara femminile da 6.000 metri alle 14:10 e di seguito la gara maschile da 10.000 metri alle 14:50.
Da qualche settimana sul sito ufficiale è possibile iscriversi, è presente il regolamento gare e per i colleghi giornalisti è anche disponibile il sistema di accreditamento media. L’appuntamento da segnare sul calendario è dunque per il Campaccio al Centro Sportivo Comunale “Angelo Alberti” a San Giorgio su Legnano per il 6 gennaio 2011.

Comunicato stampa a cura di Cesare Monetti - Ufficio Stampa
skype: cesaremonetti
L’impegno del Comitato Organizzatore non si fermerà al 6 Gennaio. Nel 2011 sarà doppio l’impegno per l’Unione Sportiva San Giorgese. Infatti, è già previsto per il 27 febbraio 2011 a San Giorgio su Legnano lo svolgimento del Campionato Italiano di Società FIDAL di corsa campestre. Un ulteriore riconoscimento di quanto sia affascinante ed importante correre sui prati del Campaccio.
Mancano due mesi esatti al Campaccio e la macchina organizzativa sta lavorando a tempo pieno per organizzare come sempre un cross di livello internazionale, con al via come sempre accaduto gli specialisti più forti d’Italia e del mondo.

7 novembre 2010

Trop Test: Calze BEE1 BlisterFree

Il Trop Test del mese è la prova delle nuove calze tecniche BEE1 già disponibili presso diversi dei migliori rivenditori italiani.
Qualche giorno fa mi è arrivato il comunicato stampa della ditta produttrice e, incuriosito, sono andato un po’ a curiosare sul blog e sul sito per farmi un’idea migliore del prodotto.
BEE1 produce calze per diversi sport tra i quali, appunto, la corsa e si avvale oltre che delle tecnologie migliori anche della consulenza di esperti per la realizzazione dei propri prodotti. Nel caso specifico della linea running, sono stati scelti Marco Olmo, Mario Malerba e Laura Giordano ciascuno dei quali ha fornito i propri consigli per un modello ad hoc.
Marco Olmo ha collaborato al modello a lui dedicato “Marco” dalla resistenza molto lunga, Mario Malerba ha collaborato per le calze “Blister Free” che combattono la formazione di vesciche e Laura Giordano, infine, ha dato il proprio contributo per la realizzazione del modello “Riattiva”.
Quest’anno sono state realizzate anche delle versioni speciali a tiratura limitata in occasione della maratona estera più amata dagli italiani, la Maratona di New York. Grazie alla collaborazione e alla gentilezza della società Ad Mirabilia ho avuto la possibilità di ricevere un paio di calze BEE1 “Blister Free” che ho testato sul campo durante un’uscita molto leggera (in occasione della prova della linea Nightlife di Brooks) e durante un medio di 12 Km. All’Idroscalo, scenografia abituale dei miei allenamenti domenicali quando non gareggio.
Dopo la doverosa introduzione, veniamo quindi al succo del test e partiamo dal packaging. Le calze sono contenute in una bella scatola cubica che fa certamente più scena del semplice pezzetto di cartone che normalmente siamo abituati a vedere legato attorno al colletto delle calze nei negozi. Il modello in questione è di un bianco candido, con una accentuata nota di colore data dalla presenza sul colletto da un lato dei colori della bandiera USA e dall’atro della scritta “We run New York”. Per la realizzazione si è scelta la LYCRA® Soft Comfort, un elastomero conosciutissimo e molto apprezzato per le doti di elasticità e confort. Inoltre, nel filato sono presenti rinforzi in Teflon® per ridurre arrossamenti e la comparsa di vesciche. Come molti dei modelli specifici per la corsa, anche le BEE1 sono dotate di cuciture piatte antifrizione e antistress, oltre a parti composte in tessuto a nido d’ape per favorire la traspirazione e ad una fascia elastica antitorsione per una calzata ottimale.
Come detto in precedenza ho testato le calze in due differenti uscite, una più leggera ed una più impegnativa, resa tale anche da una insistente e fastidiosa pioggia. La calzata è avvolgente pur risultando mai costrittiva e il colletto tiene bene senza segnare la pelle.
Il comfort è assolutamente di altissimo livello, grazie anche all’estrema morbidezza del prodotto e alla spugna posta nel tallone e nella punta che consente di ammortizzare i microtraumi causati dall’impatto con il suolo durante la corsa.
Nonostante un medio corso a 5’40” di media sotto l’acqua, le calze si sono comportate proprio come mi sarei aspettato, cioè garantendomi il comfort necessario a non preoccuparmi (anche) della salute dei miei piedi e di concentrarmi sulla corsa. Ho fatto almeno 4 Km. dopo essere entrato in una pozzanghera, con acqua nelle scarpe, ma nonostante il piede umido nessuna vescica né alcun fastidio.
Aspetto con ansia che arrivi un rivenditore anche nella mia città per poterne acquistare subito un altro paio e vi consiglio caldamente di dare una chance a questa calza. Sul sito trovate le schede di tutti i modelli prodotti e l’elenco dei rivenditori.

2 novembre 2010

Nuove calze sportive BEE1

Consigli, informazioni e curiosità nel nuovo blog dedicato a tutti gli appassionati di running. E poi ancora… l’esclusiva Limited Edition Socks New York Marathon by Bee1 e il brand LYCRA dedicata alla storica competizione newyorkese.

Nasce Bee1BLOG, un blog dinamico, ricco di curiosità e informazioni sul mondo della corsa firmato Bee1, brand italiano specializzato in calze da corsa tecniche dalle elevate prestazioni, in collaborazione con il marchio della fibra elastica LYCRA.
Da sempre attenta alle soluzioni tecnologiche più innovative, Bee1 ha scelto per tutte le sue collezioni la fibra LYCRA, ingrediente fondamentale per calze dalla qualità superiore. Un connubio che ha spinto i due brand a condividere in maniera interattiva la loro passione per il running attraverso un portale online, dinamico ed in continua evoluzione.
Bee1BLOG è una guida pratica al running con informazioni utili e novità per essere sempre aggiornati sulle ultime tendenze e sulle curiosità che ruotano attorno al mondo della corsa.
Il blog si avvale della collaborazione di tre prestigiosi runners professionisti italiani: Marco Olmo, specialista delle corse estreme, Laura Giordano, maratoneta e detentrice del titolo italiano Assoluto 2009 e Mario Malerba, esperto podista di maratone nazionali e internazionali. Tre autorevoli voci che, non solo racconteranno la loro esperienza, ma dialogheranno anche con i lettori per dare preziosi suggerimenti tecnici e consigliare la calza da corsa Bee1 con fibra LYCRA più adatta alle necessità individuali.
Marco Olmo, Laura Giordano e Mario Malerba sono infatti i tre testimonial d’eccezione per tre distinti modelli di calze alla cui progettazione hanno partecipato in prima persona diventando loro stessi tester. Il loro contributo è stato fondamentale per la messa a punto di Calza Marco Olmo, Calza Riattiva (testimonial Laura Giordano) e Calza BlisterFree (testimonial Marco Malerba), capi tecnici altamente specializzati in grado di soddisfare le esigenze di ogni corridore, tutte realizzate con le soluzioni più all’avanguardia della fibra a marchio LYCRA che apporta doti uniche in termini di tenuta e durata, ma anche di vestibilità, comfort e mantenimento della forma.
Uno scambio continuo di conoscenza ed esperienze dirette degli atleti sul campo che arricchirà le pagine di Bee1BLOG e che svelerà tutti i segreti per correre meglio, a partire proprio dalla scelta della calza, accessorio fondamentale per migliorare la qualità della prestazione atletica.

La Limited Edition Socks “New York Marathon”
In occasione della Maratona di New York ormai alle porte, Bee1BLOG presenta poi in anteprima assoluta l’esclusiva Limited Edition Socks “New York Marathon”. Calza Marco, Calza Riattiva, Calza BlisterFree si vestono a stelle e strisce in onore di una delle competizione più famose e affascinanti al mondo che ha avuto e continua ad avere il merito di avvicinare, ogni anno, tanti principianti alla maratona. Il percorso è molto impegnativo: continui falsopiani e diversi cambi di pendenze richiedono un costante bilanciamento delle energie, rendendo necessario un equipaggiamento adatto a sopportare lo stress fisico. Le calze Bee1 con la fibra LYCRA risultano, ancora una volta, lo strumento perfetto per affrontare la sfida in modo completo e professionale.

[Tratto dal comunicato stampa]